La sottoscritta Consigliera Comunale

PREMESSO CHE

  • correva l’anno 2013 e con deliberazione comunale e successivo avviso pubblico la Città di Torino avviava formalmente il progetto per la realizzazione di un grande Centro Congressi nell’area ex Westinghouse, individuandolo come infrastruttura strategica per lo sviluppo economico e turistico della città;
  • il 18 novembre dello stesso anno il Comune di Torino diffondeva il comunicato ufficiale dal titolo “Via libera al Centro Congressi sull’area ex Westinghouse”, nel quale veniva annunciata la realizzazione di una struttura con sala modulare fino a 5.000 posti;
  • nel medesimo dibattito consiliare il Sindaco Piero Fassino definì Torino “una città destinata a diventare sempre più internazionale nel settore congressuale” e sostenne che il nuovo Centro Congressi avrebbe rappresentato una scelta “utile ed essenziale per lo sviluppo della città”;

PREMESSO ANCORA CHE

  • correva l’anno 2014 e veniva annunciata l’aggiudicazione del diritto di superficie dell’area ex Westinghouse;
  • gli articoli e i comunicati dell’epoca riferivano di investimenti per circa 100 milioni di euro;
  • veniva prospettato l’avvio dei lavori entro il 2014 (ossia l’anno stesso) e il completamento dell’opera entro il 2016;
  • veniva pubblicata la notizia: “Comune di Torino, ex industriale Westinghouse: nascerà un nuovo polo congressi”, nella quale si prevedeva la realizzazione di:
  • un centro congressi da 5.000 posti;
  • hotel;
  • residenze universitarie;
  • attività commerciali e di servizio;

PRESO ATTO CHE

  • il completamento dell’opera annunciato per il 2016 non si è realizzato;
  • il progetto è scomparso progressivamente dal dibattito pubblico senza che il Centro Congressi sia stato costruito;
  • la città continua ad affidarsi esclusivamente alle strutture congressuali esistenti;
  • nell’anno 2017, nonostante le aspettative formulate negli anni precedenti, non risultano avanzamenti significativi tali da consentire l’apertura dell’infrastruttura ed il progetto accumula ritardi e criticità senza che venga fornito un cronoprogramma aggiornato alla cittadinanza;
  • nel mese di settembre 2018 i giornali pubblicano la notizia con titoli quali “Sarà Esselunga a costruire il centro congressi sull’area ex Westinghouse a Torino” ed “Esselunga costruirà il centro congressi, alla Città 8,7 milioni per l’ex Westinghouse”;
  • negli articoli di cui al punto precedente veniva affermato che:
  • Esselunga sarebbe subentrata nell’operazione;
  • il Centro Congressi da 5.000 posti sarebbe stato realizzato;
  • sarebbero state superate le difficoltà economiche precedenti;
  • l’intervento viene presentato come ormai definitivamente sbloccato;

PRESO INOLTRE ATTO CHE

  • nel biennio 2019 – 2020, nonostante il subentro di Esselunga e gli annunci pubblicati dalla stampa, il nuovo Centro Congressi continua a non essere stato realizzato;
  • non emergono comunicazioni pubbliche che chiariscano in modo definitivo il destino dell’opera;
  • nel biennio 2021 – 2022 la Città continua a promuovere il turismo congressuale attraverso le strutture già esistenti e non risulta tuttavia concretizzata la grande infrastruttura congressuale annunciata come strategica fin dal 2013;
  • nel biennio 2023 – 2024 il dibattito cittadino sul turismo congressuale prosegue, nel frattempo il Centro Congressi Lingotto celebra i 30 anni di attività e continua a rappresentare il principale polo congressuale torinese ma tuttavia il nuovo Centro Congressi ex Westinghouse continua a non essere disponibile;
  • nel 2025, a oltre undici anni dall’aggiudicazione dell’area e a sette anni dagli annunci relativi al subentro di Esselunga, il Centro Congressi da 5.000 posti non risulta ancora operativo;
  • nel 2026, a tredici anni dall’avvio della procedura pubblica e a fronte di una lunga serie di annunci istituzionali e giornalistici, la città non dispone ancora dell’infrastruttura congressuale che era stata presentata come uno degli interventi strategici per il futuro economico, turistico e fieristico di Torino;
  • nel frattempo si sono succedute le Amministrazioni Fassino, Appendino, Lo Russo e la vicenda del Centro Congressi ex Westinghouse rappresenta uno dei più rilevanti, se non il più rilevante caso di infrastruttura strategica annunciata ma non realizzata nella Torino degli ultimi quindici anni, soprattutto in questo momento in cui la città si sta affermando nel mercato turistico e si sta aprendo al mondo;

INTERPELLA

il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. quale sia lo stato attuale del progetto del nuovo Centro Congressi previsto nell’area ex Westinghouse;
  2. se il progetto originariamente annunciato sia ancora vigente oppure sia stato modificato, ridimensionato o definitivamente abbandonato;
  3. quali siano state le motivazioni che hanno impedito la realizzazione dell’intervento nei tempi annunciati alla cittadinanza;
  4. se esistano accordi ancora in essere con i soggetti privati coinvolti nell’operazione e quali siano i relativi obblighi;
  5. quale sia oggi la programmazione urbanistica dell’area ex Westinghouse;
  6. se l’Amministrazione ritenga che Torino soffra di una carenza infrastrutturale nel settore congressuale rispetto alle principali città concorrenti italiane ed europee;
  7. quanti congressi internazionali la Città abbia ospitato annualmente negli ultimi dieci anni e quale sia stato l’andamento delle candidature perse a causa dell’assenza di una struttura di grandi dimensioni;
  8. se esistano studi, dossier o analisi economiche che quantifichino le ricadute economiche perse a causa della mancata realizzazione del nuovo Centro Congressi;
  9. quali siano le attuali strategie dell’Amministrazione per rafforzare il posizionamento di Torino nel settore MICE (Meetings, Incentives, Conferences and Exhibitions);
  10. se siano previsti nuovi investimenti per potenziare il sistema costituito dal Lingotto, dall’Oval e dalle altre strutture congressuali cittadine;
  11. se il Sindaco ritenga che la mancata realizzazione di un’infrastruttura più volte presentata come strategica per il futuro economico della città rappresenti un’occasione persa per Torino e per il suo sistema turistico e congressuale, soprattutto in questo momento in cui la città si sta affermando nel mercato turistico e si sta aprendo al mondo.

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