La sottoscritta Consigliera Comunale
PREMESSO CHE
- il Villaggio Olimpico di Torino rappresentò uno dei principali interventi urbanistici realizzati in occasione dei XX Giochi Olimpici Invernali del 2006 e nacque come operazione di rigenerazione dell’area degli ex Mercati Generali, storicamente collocati nell’asse compreso tra piazza Galimberti, via Giordano Bruno e il comparto Lingotto;
- il progetto originario prevedeva non soltanto la funzione temporanea di accoglienza degli atleti, ma la successiva trasformazione del complesso in un nuovo quartiere urbano integrato con funzioni residenziali, servizi, spazi pubblici, attività economiche e connessioni con il resto della città;
- l’intervento coinvolse un’area superiore ai 90.000 metri quadrati e fu presentato come uno dei simboli della trasformazione urbana di Torino, con investimenti pubblici di rilevante entità economica e con l’obiettivo dichiarato di lasciare una eredità stabile alla città;
- all’interno del progetto furono mantenuti e recuperati elementi storici dell’ex complesso dei Mercati Generali del 1934, tra cui il fronte verso piazza Galimberti e la caratteristica torre dell’acqua, con l’intento di preservare la memoria urbana del luogo.
CONSIDERATO CHE
- la fase post-olimpica non ha prodotto, almeno per una parte significativa del comparto, gli esiti di integrazione urbana inizialmente prospettati, nonostante il succedersi di varie Giunte comunali;
- negli anni successivi il complesso è stato interessato da una lunga fase di utilizzi incompleti, sottoutilizzo di edifici e criticità sociali che hanno progressivamente modificato la percezione dell’area da parte dei residenti;
- parte dell’ex MOI è stata per anni simbolo di una delle più estese occupazioni abitative informali registrate in ambito urbano italiano, con inevitabili conseguenze in termini di manutenzione, sicurezza, degrado percepito e perdita di attrattività del comparto;
- negli ultimi anni sono stati avviati interventi di recupero e rifunzionalizzazione di alcune palazzine mediante progetti di student housing e social housing, ma permane una diffusa percezione di incompiutezza del disegno complessivo dell’area;
PRESO ATTO CHE
- numerosi residenti della zona di piazza Galimberti, via Giordano Bruno e dintorni continuano a segnalare il permanere di spazi sottoutilizzati, aree percepite come poco curate e una generale assenza di una visione pubblica chiara sul futuro dell’intero comparto;
- tra i cittadini permane il timore che il progressivo trascorrere del tempo possa determinare un nuovo ciclo di abbandono, con ulteriore deterioramento del patrimonio edilizio e degli spazi aperti;
- viene evidenziata la mancanza di informazioni pubbliche facilmente accessibili circa il cronoprogramma degli interventi futuri, le destinazioni d’uso residue e gli obiettivi di completamento della rigenerazione;
- molti residenti si chiedono quale sarà il destino definitivo dell’area e se il patrimonio costruito in occasione delle Olimpiadi sia destinato a essere pienamente recuperato oppure a permanere in una condizione di utilizzo parziale.
RILEVATO INOLTRE CHE
- il tema dell’eredità delle opere olimpiche è tornato di attualità anche nel dibattito nazionale in occasione dei Giochi invernali del 2026, con numerose riflessioni sul rapporto tra grandi eventi e riuso delle infrastrutture urbane;
- recenti approfondimenti giornalistici hanno ricostruito il percorso del Villaggio Olimpico torinese come esempio di intervento urbano che, dopo una fase di forte difficoltà, necessita ancora oggi di una piena definizione della propria identità funzionale.
RICHIAMATI
- l’articolo 9 della Costituzione, che tutela il patrimonio storico e il paesaggio e l’articolo 97 della Costituzione, sul principio di buon andamento della Pubblica Amministrazione;
- il D.P.R. 380/2001 – Testo Unico dell’Edilizia;
- il D.Lgs. 267/2000 – Testo Unico degli Enti Locali;
- la Legge Regionale Piemonte n. 16/2018 in materia urbanistica;
- gli strumenti comunali di pianificazione territoriale e le politiche di rigenerazione urbana della Città di Torino;
- i principi europei di consumo di suolo zero e di riuso prioritario del patrimonio edilizio esistente;
EVIDENZIATO INOLTRE CHE
- la rigenerazione urbana non può esaurirsi nel recupero edilizio puntuale ma richiede qualità dello spazio pubblico, manutenzione continua, accessibilità, servizi di prossimità, verde e funzioni capaci di generare presenza urbana stabile;
- il recupero dell’ex Villaggio Olimpico potrebbe rappresentare un caso emblematico di riqualificazione urbana capace di connettere Lingotto, piazza Galimberti e i quartieri limitrofi in una logica di città policentrica.
INTERPELLA
il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:
- quale sia oggi il quadro aggiornato delle proprietà, delle concessioni e delle destinazioni d’uso delle aree e degli edifici dell’ex Villaggio Olimpico prospicienti piazza Galimberti e via Giordano Bruno;
- quali interventi di recupero risultino completati, in corso o programmati;
- se esista un cronoprogramma pubblico per il completamento della rigenerazione dell’intero comparto;
- quale sia il progetto urbanistico complessivo che l’Amministrazione immagina per il futuro dell’area;
- se siano previste ulteriori destinazioni a residenza universitaria, housing sociale, servizi pubblici, spazi culturali o attività economiche;
- quali risorse economiche siano già state stanziate o individuate per gli interventi futuri;
- quali attività di manutenzione ordinaria e straordinaria vengano oggi svolte sugli spazi pubblici e di connessione urbana;
- se siano stati effettuati monitoraggi sullo stato di utilizzo degli immobili e sulla percezione di sicurezza dei residenti;
- come il Comune intenda evitare che uno degli interventi simbolo della trasformazione olimpica di Torino venga percepito come una porzione incompiuta della città.

Lascia un commento