La sottoscritta Consigliera Comunale

PREMESSO CHE

  • la Torino City Marathon rappresenta ormai uno degli appuntamenti sportivi più rilevanti del calendario cittadino e regionale, configurandosi come manifestazione di carattere internazionale, capace di coinvolgere non soltanto atleti di alto livello, ma anche una consistente componente di runner amatoriali provenienti da Torino, dal resto d’Italia e dall’estero;
  • la manifestazione comprende la gara sulla distanza classica di 42,195 chilometri, oltre alla mezza maratona e ad altre iniziative podistiche collaterali, determinando una significativa presenza di atleti, accompagnatori, familiari e visitatori sul territorio torinese;
  • la stessa Città di Torino presenta la Torino City Marathon come un appuntamento di rilievo internazionale, mentre la Federazione Italiana di Atletica Leggera ha evidenziato la crescita della manifestazione e la presenza di migliaia di partecipanti, con una significativa componente internazionale;
  • per l’edizione 2025 la Città di Torino ha comunicato complessivamente quasi 10.000 partecipanti alle diverse prove, mentre la sola maratona ha superato i 4.000 iscritti/partenti;
  • secondo quanto riportato da ANSA nel febbraio 2026, l’edizione 2025 aveva fatto registrare 3.156 finisher sulla maratona, contro i 2.521 del 2024, con una crescita del 25%;
  • gli organizzatori hanno indicato per il 2026 l’obiettivo di arrivare a 5.000 partecipanti sulla distanza completa e 6.000 sulla mezza maratona;
  • la medesima fonte ha evidenziato come nel 2025 più di 4.000 atleti provenienti da fuori regione abbiano pernottato a Torino e come la ricaduta economica stimata sul territorio sia stata nell’ordine di 2,4 – 2,8 milioni di Euro, secondo le stime degli organizzatori;
  • si tratta quindi di un evento che, oltre alla dimensione propriamente sportiva, presenta una evidente componente di promozione territoriale e di turismo sportivo;

CONSIDERATO CHE

  • la Torino City Marathon 2026 è programmata per domenica 29 novembre 2026 e risulta inserita nel calendario FIDAL come gara sulla distanza di 42,195 chilometri;
  • per la precedente edizione 2025 il regolamento e le informazioni ufficiali della manifestazione indicavano un tempo limite di 5 ore e 30 minuti;
  • la partenza 2025 era prevista alle ore 8.30 e il tempo limite di 5 ore e 30 minuti conduceva pertanto, in termini teorici, alle ore 14.00;
  • la Città di Torino, nel comunicato relativo alla viabilità dell’edizione 2025, indicava tuttavia un sistema di chiusure e riaperture progressive, e non un’unica chiusura uniforme dell’intero percorso;
  • in particolare, alcune strade della prima parte del percorso risultavano chiuse dalle ore 7.50, mentre la parte finale del percorso, al rientro in Torino, risultava chiusa dalle ore 9.40 e le riaperture erano previste progressivamente fino alle ore 13.30-14.00 circa;
  • ne consegue che l’affermazione secondo la quale “a Torino il traffico è bloccato soltanto per 5 ore e mezza” necessita di una precisazione tecnica: 5 ore e 30 minuti rappresentano il tempo limite della gara, mentre la durata effettiva delle limitazioni al traffico varia da strada a strada e può iniziare prima della partenza e terminare dopo il tempo limite;
  • tale precisazione, tuttavia, non elimina il tema oggetto della presente interpellanza, perché il problema posto da numerosi cittadini (e sportivi) riguarda proprio la relazione tra il tempo massimo concesso agli atleti, la progressiva riapertura del percorso e la possibilità di mantenere più a lungo, almeno su determinati tratti e con modalità differenziate, le condizioni necessarie affinché anche i runner più lenti possano completare la maratona in sicurezza;

RILEVATO CHE

  • in questi giorni il tema del tempo massimo della Torino City Marathon è stato oggetto di attenzione anche da parte della stampa locale;
  • in particolare, la Repubblica Torino, in un articolo del 17 settembre 2026 intitolato “La maratona dura troppo poco, tra runner e Comune è corsa contro il tempo”, ha riferito della richiesta di estendere l’attuale limite di 5 ore e 30 minuti e del confronto in corso tra organizzatori e Amministrazione comunale;
  • secondo quanto riportato nell’articolo, l’organizzazione avrebbe chiesto un’estensione almeno fino a sei ore, mentre l’Amministrazione avrebbe evidenziato le problematiche connesse alla viabilità e alla necessità di garantire la gestione degli assi viari prossimi agli ospedali;
  • il medesimo articolo riferisce inoltre che gli organizzatori avrebbero evidenziato come diverse altre grandi maratone italiane prevedano tempi superiori alle cinque ore e trenta e come alcune grandi maratone internazionali consentano tempi ancora più ampi;
  • la questione, pertanto, non appare riconducibile a una semplice contrapposizione tra “automobilisti” e “corridori”, ma riguarda la possibilità di individuare una soluzione tecnica capace di conciliare le esigenze di mobilità, sicurezza, emergenza sanitaria, residenti e commercianti con quelle di una manifestazione sportiva che ambisce a crescere ulteriormente;

CONSIDERATO INOLTRE CHE

  • numerose grandi maratone internazionali dimostrano che è possibile organizzare una gestione della viabilità caratterizzata da chiusure progressive, riaperture per singoli segmenti, punti di attraversamento, deviazioni e finestre temporali differenziate, senza che necessariamente l’intera città rimanga indiscriminatamente isolata per tutta la durata dell’evento;
  • un esempio particolarmente significativo è rappresentato dalla TCS London Marathon;
  • per l’edizione 2026 il materiale ufficiale relativo alle chiusure stradali indica, ad esempio, che diverse strade nel settore dell’Isle of Dogs sono state chiuse dalle ore 8.00 alle ore 20.30, quindi per 12 ore e 30 minuti;
  • ancora più significativo è il caso delle aree centrali di Westminster: Trafalgar Square e le strade circostanti risultavano previste chiuse dalle ore 7.30 alle ore 22.00, per una finestra di 14 ore e 30 minuti;
  • lo stesso documento londinese prevede per numerosi segmenti del percorso finestre di chiusura di 9, 10, 11 o più ore e specifici punti di attraversamento veicolare, dimostrando come la gestione possa essere articolata anziché basata esclusivamente su un’unica soglia temporale;
  • anche a New York, in occasione della TCS New York City Marathon, la gestione del traffico avviene attraverso chiusure progressive;
  • la documentazione ufficiale della manifestazione prevede, per numerosi tratti, chiusure dalle ore 7.00 alle ore 18.30, mentre su alcuni segmenti di First Avenue la chiusura è prevista dalle ore 7.00 alle ore 22.30;
  • analogamente, alcuni tratti di Central Park possono rimanere interessati dalle limitazioni fino alle ore 21.30;
  • la stessa organizzazione newyorkese chiarisce esplicitamente che il percorso viene riaperto progressivamente al traffico e che i partecipanti più lenti possono essere spostati sui marciapiedi o accompagnati da mezzi “sweep”, mentre il sistema di arrivo e registrazione ufficiale rimane attivo fino alle ore 22.00;
  • si tratta quindi di un modello nel quale tempo di gara, chiusura stradale e gestione dell’ultimo gruppo di concorrenti non sono necessariamente la stessa cosa;
  • a Berlino, in occasione della Berlin Marathon 2026, le autorità cittadine hanno comunicato che la domenica la maratona avrebbe determinato la chiusura dell’intero percorso dalle ore 7.00 circa fino alle ore 18.00, con riaperture progressive dopo il passaggio dei partecipanti;
  • si tratta di una finestra di circa 11 ore per la gestione complessiva del percorso, pur con differenze sostanziali tra i diversi quartieri;
  • ad Amsterdam, per la TCS Amsterdam Marathon 2026, la documentazione ufficiale per i residenti prevede, su diversi settori, chiusure dalle ore 6.00 alle ore 19.00, dalle ore 7.00 alle ore 18.00 e, su altri tratti, finestre fino alle ore 17.00 o 19.00;
  • la stessa TCS Amsterdam Marathon indica per la gara completa un tempo limite di 6 ore, con arrivo ufficiale previsto fino alle ore 17.00;
  • l’organizzazione precisa inoltre che il percorso viene riaperto al traffico dopo il passaggio del mezzo di fine gara e che i concorrenti che non rispettano i tempi vengono indirizzati verso il mezzo di raccolta oppure, ove previsto, fuori dalla sede stradale;
  • a Dublino, in occasione dell’Irish Life Dublin Marathon, la documentazione ufficiale relativa alla viabilità evidenzia per diversi tratti chiusure che iniziano alle ore 3.30 del mattino e arrivano fino alle ore 13.00, determinando in alcuni casi una finestra di 9 ore e 30 minuti;
  • altri tratti hanno finestre differenti e la viabilità viene gestita progressivamente;
  • a Parigi, per la Marathon de Paris 2026, l’ordinanza ufficiale della Prefettura di Polizia prevede, su diversi tratti, divieti di circolazione dalle ore 5.00 alle ore 16.00, dalle ore 7.00 alle ore 18.00 e, per specifiche infrastrutture e aree interessate dalla gara, ulteriori finestre temporali;
  • anche in questo caso si osserva quindi una gestione per segmenti, con finestre che possono arrivare a 11-13 ore a seconda della strada considerata;
  • a Barcellona, in occasione della Zurich Marató Barcelona 2026, il dispositivo di mobilità ha previsto i primi provvedimenti già dalle ore 5.00 e, dalle ore 7.30 alle ore 15.30, la chiusura della circolazione lungo l’intero percorso mentre transitavano i partecipanti, con riaperture progressive dopo il passaggio della gara;
  • la manifestazione 2026 ha inoltre registrato più di 32.000 iscritti, dato che testimonia la capacità di una grande maratona urbana di diventare un evento di massa, internazionale e fortemente attrattivo;
  • a Melbourne, il Nike Melbourne Marathon Festival comunica per la domenica un articolato dispositivo di chiusure stradali e indica una finestra generale di gestione delle problematiche di traffico dalle ore 5.00 alle ore 15.00, con riaperture progressive delle strade una volta garantite le condizioni di sicurezza sufficienti a risolvere definitivamente il problema;

RITENUTO CHE

  • il confronto internazionale non debba essere interpretato in modo semplicistico, poiché una chiusura di 10-12 ore di una determinata strada non significa necessariamente che quella strada sia completamente isolata per l’intero periodo, né che l’intera città sia sottoposta allo stesso livello di interdizione;
  • tuttavia, proprio la documentazione delle grandi maratone internazionali mostra che esistono sistemi di gestione della viabilità molto articolati, nei quali le chiusure possono durare significativamente più a lungo del tempo limite strettamente necessario alla prestazione dei concorrenti più veloci;
  • appare pertanto meritevole di approfondimento la scelta di Torino di mantenere un tempo limite di 5 ore e 30 minuti e, soprattutto, di verificare se sia possibile adottare un modello nel quale il limite sportivo venga esteso senza necessariamente mantenere indiscriminatamente chiuse tutte le strade del percorso per l’intera durata aggiuntiva;

CONSIDERATO CHE

  • il problema appare particolarmente rilevante per la componente amatoriale;
  • una maratona di 42,195 chilometri non è infatti assimilabile, sotto il profilo delle prestazioni, a una gara breve: anche un atleta adeguatamente preparato può incontrare, nel corso degli ultimi chilometri, rallentamenti significativi dovuti a fatica, condizioni meteorologiche, crampi, problemi alimentari, gestione del ritmo o semplicemente a una strategia prudente;
  • la letteratura scientifica sulla maratona ricreativa evidenzia, su milioni di risultati analizzati, come il rallentamento nella parte finale sia un fenomeno frequente tra i runner amatoriali e come possa incidere sensibilmente sul tempo finale;
  • uno studio sistematico pubblicato nel 2026 sulla partecipazione alla Maratona di New York ha inoltre evidenziato, analizzando la storia della manifestazione, una progressiva crescita della partecipazione accompagnata da una maggiore presenza di runner appartenenti alle fasce di età e alle categorie non élite, con un aumento dei tempi medi complessivi coerente con l’allargamento della partecipazione;
  • questi dati non consentono di affermare automaticamente che ogni mezz’ora aggiuntiva di tempo limite produrrebbe un determinato numero di nuovi iscritti a Torino, perché una simile relazione dovrebbe essere dimostrata attraverso dati specifici sulla domanda potenziale della manifestazione;
  • dimostrano tuttavia che il movimento delle maratone urbane comprende una componente amatoriale molto ampia e che una politica di partecipazione non può essere valutata esclusivamente sulla base delle prestazioni degli atleti più veloci;

CONSIDERATO ALTRESI’ CHE

  • per la Firenze Marathon 2026 il regolamento ufficiale stabilisce un tempo limite di 6 ore, con specifici cancelli intermedi e con l’indicazione che gli atleti oltre il limite devono rispettare le regole del Codice della strada;
  • per la Run Rome The Marathon 2026 il regolamento ufficiale stabilisce un tempo limite di 6 ore e 30 minuti e prevede espressamente che una commissione tecnica, composta anche da un rappresentante della Polizia Municipale, valuti l’effettiva chiusura del percorso in base alla situazione degli ultimi partecipanti;
  • la Venice Marathon indica invece un tempo massimo di 6 ore, prevedendo specifici tempi intermedi e un sistema di assistenza e raccolta degli atleti che non riescano a rispettare il ritmo richiesto;
  • il quadro delle principali maratone italiane ed europee dimostra quindi che il limite di 5 ore e 30 minuti adottato a Torino non è l’unica soluzione organizzativa possibile e che esistono modelli con tempi di 6, 6 ore e 30 minuti o, in alcune grandi manifestazioni internazionali, anche superiori;

RILEVATO CHE

  • il tema presenta anche una dimensione economica;
  • gli organizzatori della Torino City Marathon hanno indicato una ricaduta economica significativa sul territorio derivante dalla presenza di atleti provenienti da fuori regione e dall’estero;
  • ogni atleta che arriva da fuori Torino può infatti generare una pluralità di consumi connessi a pernottamenti, ristorazione, trasporti, commercio, visite turistiche e attività collaterali;
  • un eventuale ampliamento del bacino di partecipanti, qualora effettivamente dimostrato da una specifica analisi di mercato, potrebbe pertanto avere ricadute positive anche sull’economia cittadina;
  • al contrario, il timore di non riuscire a completare la gara entro 5 ore e 30 minuti può costituire, almeno per una parte dei potenziali partecipanti, un elemento da considerare nella scelta della manifestazione;
  • è pertanto opportuno che tale eventuale effetto non venga né dato per scontato né escluso a priori, ma venga misurato, attraverso indagini rivolte verso gli iscritti, dati sulle rinunce, analisi delle richieste di iscrizione, sondaggi sui runner e confronto con le altre maratone;

INTERPELLA

il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. se per l’edizione 2026 della Torino City Marathon sia confermato il tempo limite di 5 ore e 30 minuti e, in caso affermativo, quali siano le motivazioni tecniche, viabilistiche, di sicurezza e organizzative che hanno portato alla conferma di tale soglia;
  2. se l’Amministrazione abbia ricevuto dagli organizzatori della Torino City Marathon richieste formali di estensione del tempo limite e, in caso affermativo, quali siano le valutazioni espresse dagli uffici comunali competenti e dal Corpo di Polizia Locale;
  3. se siano state effettuate simulazioni della viabilità relative a un’estensione del tempo limite da 5 ore e 30 minuti a 6 ore e, eventualmente, a 6 ore e 30 minuti e se tali simulazioni abbiano considerato non soltanto l’ipotesi di mantenere chiuso l’intero percorso per ulteriori 30 o 60 minuti, ma anche modelli più articolati, basati su:
  • riapertura progressiva dei singoli tratti;
  • riapertura delle carreggiate non direttamente interessate dai concorrenti;
  • utilizzo di corridoi di attraversamento;
  • deviazioni temporanee;
  • gestione dinamica dei semafori;
  • mantenimento delle chiusure soltanto nei tratti effettivamente occupati dagli ultimi concorrenti;
  • utilizzo di mezzi “scopa” e personale di gara;
  • coordinamento con il trasporto pubblico;
  • tutela degli accessi agli ospedali e dei percorsi dei mezzi di emergenza;
  1. se l’Amministrazione abbia effettuato un confronto ufficiale con altre grandi maratone italiane e internazionali relativamente al rapporto tra tempo limite della gara e durata delle chiusure stradali, in particolare, se siano state prese in considerazione le esperienze di Londra, New York, Berlino, Amsterdam, Dublino, Parigi, Barcellona, Melbourne, Roma, Firenze e Venezia, anche alla luce delle differenti modalità di gestione della viabilità documentate dalle rispettive amministrazioni e organizzazioni;
  2. se l’Amministrazione ritenga possibile studiare, per le prossime edizioni, un innalzamento del tempo limite almeno a 6-7 ore, mantenendo invariata la sicurezza e predisponendo un sistema di riapertura progressiva delle strade;
  3. se sia stata valutata anche l’ipotesi di un tempo limite di 6 ore e 30 minuti;
  4. se sia possibile prevedere, analogamente a quanto avviene in altre grandi maratone, che gli atleti più lenti, una volta superata una determinata soglia temporale, possano proseguire in sicurezza su percorsi opportunamente individuati, eventualmente su marciapiede o su tratti protetti, senza necessariamente mantenere l’intero circuito stradale chiuso fino all’arrivo dell’ultimo partecipante;
  5. se sia stata effettuata un’indagine tra gli iscritti alla Torino City Marathon per comprendere quanto il tempo limite incida sulla decisione di partecipare, soprattutto per i first-time marathoners e per gli amatori con tempi previsti superiori alle 5 ore;
  6. se l’Amministrazione ritenga opportuno, d’intesa con gli organizzatori, promuovere un sondaggio ufficiale tra gli iscritti e tra i potenziali partecipanti per misurare la domanda effettiva di un tempo limite più ampio;
  7. se sia stata valutata la possibile ricaduta economica di un incremento degli iscritti alla maratona, distinguendo tra:
  • partecipanti residenti a Torino;
  • partecipanti piemontesi;
  • partecipanti provenienti da altre regioni;
  • partecipanti stranieri;
  1. se l’Amministrazione abbia valutato il possibile rapporto tra incremento dei partecipanti e incremento di:
  • pernottamenti alberghieri;
  • presenze nei ristoranti;
  • utilizzo del trasporto pubblico;
  • visite turistiche;
  • consumi commerciali;
  • attività economiche direttamente o indirettamente collegate all’evento;
  1. se, considerato l’obiettivo dichiarato dagli organizzatori di arrivare a 5.000 partecipanti sulla maratona nel 2026, l’Amministrazione abbia valutato se l’attuale disciplina del tempo limite possa rappresentare un elemento di ostacolo alla crescita della manifestazione;
  2. se l’Amministrazione ritenga possibile sperimentare sin dalla prossima edizione una estensione controllata e progressiva, anche limitata inizialmente a 30 minuti, verificandone gli effetti sulla viabilità prima di arrivare eventualmente a un’estensione più ampia;
  3. se l’Amministrazione condivida l’opportunità di considerare la Torino City Marathon non esclusivamente come una manifestazione sportiva che deve adattarsi alla viabilità ordinaria, ma anche come un grande evento cittadino, al pari di altre manifestazioni capaci di generare turismo, promozione territoriale, attività economica e partecipazione internazionale, individuando quindi un equilibrio tra mobilità ordinaria e valorizzazione dell’evento.

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