La sottoscritta Consigliera Comunale
PREMESSO CHE
- la diffusione delle biciclette elettriche a pedalata assistita e dei monopattini elettrici rappresenta ormai un elemento strutturale della mobilità urbana torinese e rende necessario accompagnare lo sviluppo della micromobilità con controlli adeguati sul rispetto delle caratteristiche tecniche e delle norme di circolazione;
- una bicicletta a pedalata assistita può essere qualificata come velocipede solo nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa, tra i quali l’interruzione dell’assistenza del motore al raggiungimento dei 25 km/h e la potenza nominale continua massima di 250 W;
- qualora tali caratteristiche vengano alterate attraverso modifiche elettroniche, centraline manomesse, sistemi di sblocco o componentistica non conforme, il mezzo può perdere i requisiti propri della bicicletta a pedalata assistita ed essere ricondotto alla categoria dei ciclomotori, con conseguente applicazione degli obblighi previsti per tali veicoli, compresi quelli relativi a immatricolazione, assicurazione e titolo di guida;
- il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha chiarito che le biciclette a pedalata assistita manomesse possono essere equiparate ai ciclomotori, con le relative conseguenze sul piano degli obblighi di circolazione e delle sanzioni;
CONSIDERATO CHE
- nei giorni scorsi la Polizia Locale di Parma ha avviato un servizio specifico di controllo delle e-bike modificate attraverso l’utilizzo del Dynostar, un dispositivo portatile assimilabile a un piccolo tapis roulant, in grado di verificare le prestazioni del mezzo e di rilevare velocità massima e potenza erogata dal motore;
- secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, nel primo servizio effettuato il 6 ottobre 2026 a Parma, in via D’Azeglio e piazza Garibaldi, sono state elevate 15 sanzioni in poche ore;
- l’obiettivo di tali controlli non è sanzionare chi semplicemente percorre una strada in bicicletta a velocità sostenuta, bensì individuare quei mezzi che, a seguito di modifiche, hanno prestazioni incompatibili con la loro classificazione come biciclette a pedalata assistita e che possono di fatto raggiungere prestazioni proprie di un ciclomotore;
- sempre secondo quanto riportato dalla stampa, nei casi in cui un mezzo venga considerato un ciclomotore ma circoli senza gli adempimenti previsti dalla legge, il complesso delle conseguenze sanzionatorie può essere particolarmente rilevante, arrivando nei casi più gravi fino a 15.000 Euro;
- i controlli annunciati a Parma saranno estesi anche alle piste ciclabili, alle ZTL e ai parchi, evidenziando giustamente come il fenomeno non riguardi esclusivamente la viabilità ordinaria;
RILEVATO CHE
- il fenomeno delle e-bike e dei monopattini modificati – come tutti sappiamo – non è estraneo alla realtà torinese;
- la stessa Polizia Locale di Torino ha già accertato casi particolarmente significativi: in un recente controllo è stata fermata una bicicletta elettrica modificata, dotata di acceleratore e capace di raggiungere i 50 km/h senza azionare i pedali, per la quale è stato accertato l’inquadramento come ciclomotore non immatricolato, con conseguente sequestro e fermo amministrativo;
- nel medesimo servizio è stato inoltre fermato un monopattino elettrico di potenza superiore a 1.000 W, privo delle caratteristiche richieste dalla normativa e condotto a una velocità superiore ai 50 km/h, anch’esso sottoposto a sequestro;
- capita più volte di essere alla guida del proprio autoveicolo, vedere e-bike e monopattini procedere in città, senza targa, senza casco, a velocità ben superiori ai 50 km/h, come da indicazioni rilevate dal proprio tachimetro;
- tali episodi dimostrano l’esistenza, anche sul territorio torinese, di mezzi che possono presentare caratteristiche tecniche profondamente diverse da quelle proprie della normale micromobilità elettrica;
- la verifica sul posto delle caratteristiche effettive del mezzo può tuttavia risultare complessa quando la manomissione riguarda centraline, limitatori elettronici, sistemi di sblocco o altri componenti non immediatamente riconoscibili attraverso un semplice controllo visivo;
- ci sarebbero rivendite irregolari di questi mezzi, con dispositivi palesemente illegali installati all’origine (come tasti di sblocco della velocità nascosti o motori sovradimensionati) e che la Polizia Municipale possiede al suo interno reparti specializzati come la Polizia Amministrativa e Commerciale, i quali hanno piena competenza per accedere in questi locali, ispezionare le merci esposte o presenti in magazzino e verificare la regolarità delle vendite, tramite blitz e ispezioni;
INTERPELLA
il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:
- se l’Amministrazione sia a conoscenza dell’esperienza avviata dalla Polizia Locale di Parma con il dispositivo Dynostar, se abbia acquisito informazioni circa le modalità operative, i costi della sperimentazione e, se, in caso di valutazione positiva, intenda valutare l’acquisto o la sperimentazione di una strumentazione identica o analoga al Dynostar, comunque idonea a consentire controlli tecnici più rapidi ed efficaci su e-bike e altri mezzi elettrici modificati avviando un periodo sperimentale di controlli mirati, coinvolgendo il Nucleo competente della Polizia Locale, nelle aree maggiormente interessate dalla circolazione di e-bike e monopattini;
- quanti siano stati, nel corrente anno, i casi accertati di monopattini elettrici finalizzati alla verifica della loro conformità tecnica, relativamente a modifiche o manomissioni del mezzo, indicando il numero di sanzioni, la loro entità complessiva in Euro, sequestri, fermi amministrativi;
- quanti siano stati, nello stesso periodo, i casi accertati di e-bike (o mezzi similari) modificate o non conformi tali da determinarne l’inquadramento come ciclomotori, indicando il numero di sanzioni, la loro entità complessiva in Euro, sequestri, fermi amministrativi;
- se la Polizia Locale di Torino possano effettuare tali controlli, oltre che sulla viabilità ordinaria, anche nelle piste ciclabili, nelle aree pedonali, nelle ZTL e nei parchi cittadini, laddove la presenza di mezzi modificati e ad alte prestazioni possa determinare particolari rischi per pedoni e altri utenti della strada;
- quante sanzioni per eccesso di velocità di monopattini, e-bike (o mezzi similari) siano state effettuate nell’anno corrente e nell’anno precedente (si comunica che si è già in possesso del dato per il 2024, 8 sanzioni e del dato 2025 – aggiornato al 30 settembre – 15 sanzioni, come da risposta all’interpellanza 695 / 2025);
- se sia stato predisposto o si intenda predisporre un monitoraggio specifico del fenomeno dei mezzi elettrici modificati in vendita nei negozi e, in caso affermativo, se la Polizia Municipale, nell’ambito di questi controlli, abbia trovato e-bike o monopattini non conformi o privi di regolare marcatura CE e quante volte abbia provveduto, nel corrente anno, a procedere al sequestro amministrativo o penale direttamente presso il negozio o il magazzino multando la rivendita.

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