Oggi in Consiglio Comunale si è discussa un’interpellanza presentata dalla Consigliera di Forza Italia, Federica Scanderebech, che accende i riflettori sul C.R.A.L. GTT, il Circolo Ricreativo Aziendale dei Lavoratori di G.T.T., azienda partecipata dal Comune di Torino. Al centro del dibattito, un nuovo regolamento elettorale che restringe il diritto di voto e una gestione finanziaria tutt’altro che trasparente, con un debito da 200.000 euro ancora avvolto nell’ombra. Una vicenda che intreccia vicende poco chiare, che non possono essere ignorate da chi governa la città.
Dichiara SCANDEREBECH (FI) – “Un regolamento elettorale approvato in tutta fretta il 10 marzo, a meno di tre settimane dal voto del 2 aprile, ha cambiato le regole del gioco escludendo dal voto e dalla candidatura i pensionati e i soci non dipendenti GTT. Esattamente le persone che hanno contribuito a costruire questo circolo nel tempo. Una scelta miope e profondamente antidemocratica.”
“Non si può parlare di partecipazione se si taglia fuori metà della base associativa. Non solo: a redigere le regole sono stati anche sindacati rappresentativi di pensionati, che poi sono stati esclusi dalle stesse elezioni. Un vero paradosso!” – aggiunge SCANDEREBECH (FI).
“Ma c’è di più: il C.R.A.L. ha chiuso il 2024 con un buco di 200.000 euro nei confronti di GTT. Di questi, 120.000 sono stati stralciati con una scrittura privata e i restanti 80.000 saranno spalmati in otto anni. Ma con quali criteri? Con quali controlli? E mentre si coprono i debiti del circolo, si tagliano 3 milioni di euro sull’organico aziendale. – incalza SCANDEREBECH (FI), puntando il dito sulle contraddizioni interne alla gestione aziendale.
Conclude SCANDEREBECH (FI) – “GTT è una partecipata pubblica e le sue dinamiche interne – comprese quelle del C.R.A.L. – non possono essere trattate come faccende private. Qui si parla di risorse pubbliche, di rappresentanza, di trasparenza. Il Comune ha il dovere di vigilare e fare chiarezza su debiti, bilanci e su chi realmente rappresenta i lavoratori e i soci.”.

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