La sottoscritta Consigliera Comunale
PREMESSO CHE
- il Parco del Valentino rappresenta uno dei polmoni verdi più importanti della Città di Torino,
nonché un luogo di grande valore storico, paesaggistico, ambientale e sociale, frequentato
quotidianamente da cittadini, famiglie, studenti, sportivi e turisti; - la sua realizzazione e successiva valorizzazione risalgono all’Ottocento, quando fu scelto come
sede di esposizioni internazionali e nazionali, tra cui l’Esposizione Generale Italiana del 1884 e
quella Internazionale del 1911; - con il trascorrere del tempo il parco si è arricchito di elementi architettonici e artistici di pregio
(si pensi al Borgo Medievale, al Castello del Valentino – patrimonio UNESCO, alle fontane e agli
arredi storici) e rappresenta un fondamentale polmone verde per la città, luogo di incontro e
svago per famiglie, studenti e visitatori;
CONSIDERATO CHE - numerose segnalazioni di cittadini lamentano la carenza di panchine lungo l’area che inizia dal
lato di corso Vittorio Emanuele II e giunge sino alla Facoltà di Architettura, privando i
frequentatori – in particolare anziani, bambini e persone con mobilità ridotta – di punti di sosta e
di fruizione del parco; - sempre al Parco del Valentino è stata riscontrata una presenza significativa di nutrie, di
dimensioni persino maggiori delle anatre che popolano le sponde del Po, come da fotografie
allegate che si uniscono al presente atto per farne parte integrante (allegati 1 e 2); - nonostante l’esistenza di cartelli che vietano di alimentare le nutrie, questi risultano scarsamente
visibili e facilmente ignorati; vi sono testimonianze di persone che nutrono tali animali con carote
e verdure, alimentari che si notano nelle immagini di cui al punto precedente; - in alcune aree del parco risultano abbandonate attrezzature e residui di potatura (rami e materiali
vari), come da fotografie allegate che si uniscono al presente atto per farne parte integrante
(allegati dal 3 al 6); in taluni casi i frequentatori del parco lamentano che potrebbero
rappresentare potenziali rischi per l’incolumità e comunque contribuiscono a dare un’immagine
di trascuratezza e incuria; - sono stati installati bagni chimici, come da fotografia allegata che si unisce al presente atto per
farne parte integrante (allegato 7) che risultano, in condizioni igieniche tali da scoraggiarne
fortemente l’utilizzo se non in casi irrinunciabili; i cittadini chiedono se non sia possibile
prevedere un modello alternativo, con servizi igienici gestiti da attività private o commerciali
(come potrebbe essere ad esempio un bar all’interno del parco) a pagamento e con manutenzione
regolare, così da garantire decoro e fruibilità; - sono presenti (in zona Pados) blocchi di cemento a forma di piramide come da fotografie allegate
che si uniscono al presente atto per farne parte integrante (allegati 8 e 9) che i cittadini ritengono
proprio poco estetici e gradirebbero venissero rimossi e installate nuove panchine, che
sicuramente migliorerebbero la vivibilità del parco; - lungo viale Paolo Thaon di Revel, nell’area al di là della siepe che costeggia corso Unità d’Italia
e corso Achille Dogliotti, automobilisti di passaggio segnalano la presenza, nelle ore serali,
soprattutto nel fine settimana, di barbecue improvvisati da parte di gruppi di persone che
cucinano animali allo spiedo non meglio identificabili, della grandezza simile al coniglio,
sollevando preoccupazioni di natura sanitaria, di sicurezza e di decoro urbano; tali pratiche
lasciano anche aperto l’interrogativo circa l’effettiva natura degli animali cucinati, con sospetti
inquietanti da parte della cittadinanza se non si trattino delle nutrie citate in precedenza;
INTERPELLA
il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:
- se l’Amministrazione sia a conoscenza delle criticità segnalate e quali interventi siano stati
programmati per la risoluzione delle stesse; - se non si ritenga opportuno aumentare il numero di panchine nel tratto del parco compreso da
corso Vittorio Emanuele II fino alla Facoltà di Architettura, in particolare a beneficio delle fasce
più fragili della popolazione; - se non sia possibile predisporre cartelli di divieto di alimentazione più grandi, visibili e
soprattutto multilingue, accompagnati da campagne informative ed eventuali sanzioni per chi
non rispetta il divieto; - quali azioni siano state intraprese per la rimozione delle attrezzature e dei residui di potatura che,
lasciati abbandonati, potrebbero causare pericolo e degrado; - se non si ritenga opportuno superare la logica dei bagni chimici, individuando una soluzione
alternativa più dignitosa e sostenibile, coinvolgendo attività commerciali per la gestione e
manutenzione di servizi igienici a pagamento ma maggiormente efficienti e puliti; - se vi sia un piano per la sostituzione dei blocchi di cemento a forma di piramide con arredi
urbani come panchine o altre soluzioni, in grado di armonizzarsi maggiormente con il contesto
storico e paesaggistico del Valentino; - se l’Amministrazione non ritenga urgente intensificare i controlli da parte della Polizia
Municipale o degli organi competenti lungo viale Paolo Thaon di Revel, al fine di contrastare e
prevenire i fenomeni di barbecue improvvisati di animali ignoti e cucine abusive, che
rappresentano rischi igienico-sanitari e compromettono l’immagine del parco e della città; - se sia prevista un’attività di monitoraggio e manutenzione periodica del Parco del Valentino, così
da prevenire situazioni di degrado ed evitare che le criticità emergano solo a seguito di
segnalazioni dei cittadini.
Torino, 06/10/2025 LA CONSIGLIERA
Firmato digitalmente da Federica Scanderebech

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