La sottoscritta Consigliera Comunale
PREMESSO CHE

  • piazza Baldissera rappresenta uno dei nodi viari più critici della città di Torino, al centro di
    costanti ingorghi che da anni compromettono la viabilità del quartiere Borgo Vittoria,
    penalizzando quotidianamente residenti, lavoratori e pendolari;
  • già diversi anni fa, come riportato da autorevoli testate locali, un gruppo di giornalisti, grazie
    all’autorizzazione di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), ebbe accesso al sottosuolo dell’area
    sottostante la rotonda di piazza Baldissera;
  • in quell’occasione furono pubblicati articoli corredati da immagini e video esclusivi che
    documentavano l’esistenza, sotto corso Principe Oddone, di un vasto spazio inutilizzato,
    costituito da uno scatolato di cemento armato largo circa 30 metri, diviso in due da una parete
    intermedia, collocato tra i 10 e i 18 metri di profondità (sopra il passante ferroviario);
  • le cronache dell’epoca sottolineavano come tale spazio fosse stato originariamente predisposto in
    fase di costruzione del passante ferroviario proprio per consentire in futuro la realizzazione di un
    tunnel stradale, quale sottopasso tra corso Vigevano e corso Mortara e persino un eventuale
    raccordo ferroviario tra via Stradella e via Saint Bon;
  • secondo stime tecniche riportate all’epoca, sarebbe stato possibile abbattere la parete intermedia,
    costruire rampe di accesso, spostare i sottoservizi e completare l’opera in circa tre anni (e
    pertanto ad oggi i lavori sarebbero stati già realizzati);
  • nonostante tali evidenze, le diverse Amministrazioni comunali succedutesi negli anni – da quella
    Fassino a quella Appendino fino all’attuale Giunta – non hanno mai dato un seguito concreto a
    questa ipotesi, pur a fronte di un crescente malcontento popolare e di continue segnalazioni da
    parte di cittadini, tecnici ed esperti del settore;
    CONSIDERATO CHE
  • in data 15 luglio 2025, la rubrica “Specchio dei tempi” del quotidiano La Stampa ha pubblicato la
    lettera firmata di un lettore (che si è dichiarato come ex dirigente della società esecutrice dei
    lavori del passante ferroviario sotto la Dora e della nuova stazione di Porta Susa) il quale ha
    ribadito, con cognizione di causa e dati tecnici alla mano, che sotto piazza Baldissera esiste
    ancora oggi uno spazio interrato inutilizzato e già predisposto per ospitare un sottopasso;
  • nella stessa lettera si denuncia che l’Amministrazione comunale ha invece avviato i lavori per
    installare impianti semaforici per la regolamentazione del traffico verso la rotonda, soluzione che
    – secondo quanto prevede il lettore – non risolverà affatto il problema degli ingorghi, limitandosi
    a creare code alternate e contribuendo solo a una redistribuzione del traffico senza migliorarne la
    fluidità, come avverrebbe con la realizzazione di un sottopasso;
  • lo stesso lettore afferma di aver in passato già provveduto a fornire all’ufficio tecnico comunale
    disegni e foto comprovanti la fattibilità del sottopasso, sottolineando come i costi degli attuali
    interventi semaforici sarebbero potuti essere utilizzati per completare un’infrastruttura duratura,
    risolutiva e già in parte realizzata;
    INTERPELLA
    il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:
  1. se l’Amministrazione comunale sia a conoscenza delle immagini, video, documentazioni e rilievi
    tecnici effettuati anni fa nel sottosuolo di piazza Baldissera, e se abbia mai richiesto accesso o
    effettuato sopralluoghi propri in quell’area;
  2. per quale motivo, a distanza di tutti questi anni dalla realizzazione dello “scatolato” in cemento
    armato sotto corso Principe Oddone, nessuna Giunta abbia mai avviato uno studio di fattibilità
    tecnico-economica aggiornato per la realizzazione del sottopasso stradale, nonostante le ripetute
    segnalazioni dei cittadini, dei comitati e di ex tecnici RFI;
  3. se sia mai stato valutato un progetto preliminare, in accordo con RFI, per l’utilizzo dello spazio
    interrato già predisposto, e in caso contrario, perché tale interlocuzione non sia stata avviata;
  4. quali siano stati i criteri tecnici, economici e urbanistici che abbiano portato l’Amministrazione a
    preferire un sistema semaforico piuttosto che investire in una soluzione strutturale e definitiva
    come il sottopasso;
  5. se esistano valutazioni comparative (in termini di costi, benefici, tempi di realizzazione, impatto
    ambientale) tra l’opera semaforica e l’ipotesi del sottopasso;
  6. se l’Amministrazione sia disponibile ad avviare un percorso di confronto con RFI per valutare la
    possibilità – ancora oggi praticabile – di utilizzare lo spazio sottostante per realizzare
    un’infrastruttura viaria capace di decongestionare uno dei principali snodi del traffico torinese.
    Torino, 22/07/2025 LA CONSIGLIERA
    Firmato digitalmente da Federica Scanderebech

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