La sottoscritta Consigliera Comunale,
PREMESSO CHE

  • l’ex cinema Arlecchino, situato all’angolo tra corso Sommeiller e via San Secondo, è chiuso e in
    stato di abbandono da circa nove anni;
  • nel 2017, la società Gep Srl ha presentato una richiesta di permesso a costruire in deroga, con
    l’intento di trasformare l’ex cinema in parte a uso terziario e in parte a uso spettacolo, prevedendo
    l’apertura di un supermercato;
  • nel marzo 2021, il Consiglio Comunale non ha riconosciuto il pubblico interesse del progetto,
    emettendo un provvedimento di diniego nell’aprile 2021. Successivamente, la proprietà ha
    presentato ricorso al TAR, che è stato accolto;
  • nel novembre 2022, il Comune ha notificato un preavviso di diniego alla proprietà, la quale, nel
    marzo 2023, ha richiesto una sospensione dell’istanza per presentare un nuovo progetto;
  • a giugno 2023, l’Assessore all’Urbanistica, Paolo Mazzoleni, ha dichiarato che la Città non ha
    ricevuto nuove proposte da valutare e che si attende la presentazione di un nuovo progetto da
    parte della proprietà;
    CONSIDERATO CHE
  • i residenti del quartiere San Secondo sono preoccupati per lo stato di abbandono dell’ex cinema e
    desiderano essere informati sul futuro dell’edificio;
  • la prolungata inattività dell’immobile contribuisce al degrado urbano e rappresenta una mancata
    opportunità di valorizzazione per il quartiere;
    INTERPELLA
    Il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:
  1. se vi siano aggiornamenti riguardanti la presentazione di un nuovo progetto da parte della
    proprietà dell’ex cinema Arlecchino;
  2. quali siano le intenzioni dell’Amministrazione Comunale riguardo al futuro dell’immobile, nel
    caso in cui non pervengano nuove proposte dalla proprietà;
  3. se siano state considerate alternative per il riutilizzo dell’edificio, coinvolgendo eventualmente
    associazioni culturali o altri enti interessati alla valorizzazione dello spazio.
    Torino, 07/02/2025 LA CONSIGLIERA
    Firmato digitalmente da Federica Scanderebech

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