La sottoscritta Consigliera Comunale
PREMESSO CHE

  • in via Orbetello, di fronte al civico n. 64, è presente da diversi anni un cantiere edilizio relativo
    alla costruzione di un edificio residenziale, il cui stato di avanzamento dei lavori risulta fermo da
    tempo immemorabile;
  • secondo informazioni attendibili raccolte dai residenti, i lavori sarebbero interrotti da circa
    quindici anni, lasciando l’immobile incompleto e circondato da ponteggi metallici, impalcature,
    barriere e strutture di protezione ormai visibilmente deteriorate come da immagini fotografiche
    che si uniscono al presente atto per formarne parte integrante (allegati da 1 a 3);
  • il protrarsi di tale condizione di abbandono e degrado ha generato un diffuso malcontento tra i
    cittadini della zona, che lamentano problemi di sicurezza, decoro e igiene pubblica;
    CONSIDERATO CHE
  • le impalcature e i ponteggi non più mantenuti rappresentano un potenziale pericolo per la
    pubblica incolumità, sia per il rischio di crolli o cedimenti, sia per la possibilità che soggetti non
    autorizzati accedano all’interno del cantiere;
  • da più segnalazioni dei residenti emergerebbe che il sito in questione venga utilizzato come
    rifugio o punto di ritrovo da parte di persone dedite ad attività illecite, tra cui presunto spaccio di
    sostanze stupefacenti, con conseguente incremento del senso di insicurezza diffuso nel quartiere;
  • le intromissioni a rischio caduta sono dimostrate dalla comparsa di murales all’ultimo piano del
    palazzo, come da immagine fotografica che si unisce al presente atto per formarne parte
    integrante (allegato 4);
  • la condizione di immobilismo edilizio e la presenza prolungata di strutture abbandonate
    costituiscono un fattore di degrado urbano e sociale, incidendo anche sul valore immobiliare delle
    abitazioni circostanti e sull’immagine complessiva della zona;
    RILEVATO CHE
  • i residenti nelle vicinanze non hanno informazioni aggiornate sul cantiere indicanti la ditta
    appaltatrice, la direzione lavori, il committente e il numero di concessione edilizia, come previsto
    dalle normative vigenti;
  • non è chiaro se il cantiere sia stato formalmente sospeso con autorizzazione comunale, oppure se
    la sospensione sia avvenuta di fatto e senza regolare aggiornamento delle pratiche edilizie;
  • la mancanza di interventi manutentivi e di vigilanza può configurare anche un problema di
    responsabilità civile e amministrativa in caso di incidenti o danni a terzi, viste le intromissioni
    dall’esterno e considerando che queste potrebbero causare dei crolli;
    RILEVATO INOLTRE CHE
  • ai sensi dell’articolo 27 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 “Testo Unico dell’Edilizia”, il Comune
    ha il potere di vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia e può ordinare la sospensione dei lavori e
    la messa in sicurezza delle opere qualora risulti violata la normativa o sussistano pericoli per la
    pubblica incolumità;
  • l’articolo 29 del medesimo Testo Unico stabilisce che il responsabile dell’abuso edilizio o
    dell’omessa manutenzione delle opere è tenuto al ripristino delle condizioni di sicurezza e
    decoro;
  • l’articolo 54 del D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 “Testo Unico degli Enti Locali” attribuisce al
    Sindaco, quale Ufficiale di Governo, il potere di emanare ordinanze contingibili e urgenti per
    prevenire e eliminare gravi pericoli che minaccino l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana;
  • il Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Torino, agli articoli relativi al decoro e alla
    sicurezza dei luoghi pubblici, impone ai proprietari o ai responsabili di immobili di mantenere in
    buono stato strutture, recinzioni e impalcature al fine di evitare pericoli per i cittadini;
  • il Piano Regolatore Generale di Torino (PRG) prevede, tra i suoi obiettivi, la riqualificazione
    delle aree dismesse o degradate e il recupero del patrimonio edilizio incompiuto, in coerenza con
    le linee di sviluppo urbano sostenibile promosse dall’Amministrazione;
    INTERPELLA
    il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:
  1. effettivamente, da quanti anni sia fermo il cantiere in via Orbetello, fronte civico 64 (per i
    residenti da circa quindici anni);
  2. quali siano le cause effettive del protrarsi dell’inattività del cantiere di via Orbetello e se
    l’Amministrazione Comunale sia a conoscenza della situazione amministrativa e proprietaria
    dell’immobile (es. società fallita, contenziosi, mancanza di titoli edilizi, ecc.);
  3. se non ritenga che la durata dell’inattività del cantiere abbia ormai raggiunto livelli record e se
    esistano casi analoghi, per durata, sul territorio torinese;
  4. se siano state eseguite, negli ultimi anni, verifiche tecniche, sopralluoghi o ispezioni da parte
    degli uffici comunali competenti o della Polizia Municipale in merito alla sicurezza e alla
    conformità del cantiere;
  5. quali siano le responsabilità del soggetto proprietario o del costruttore in merito alla mancata
    rimozione o manutenzione delle impalcature e alla messa in sicurezza dell’area e chi abbia la
    responsabilità nel caso avvengano dei crolli in seguito a intromissioni da parte di ignoti, crolli
    che potrebbero avere ripercussioni anche sui passanti a lato del cantiere;
  6. se il Comune in questi anni abbia già intimato interventi di messa in sicurezza o bonifica
    dell’area, quando l’abbia fatto l’ultima volta e quali siano stati gli esiti;
  7. se vi siano stati interventi delle Forze dell’Ordine in relazione a episodi di spaccio o occupazioni
    abusive segnalate dai residenti;
  8. quali provvedimenti amministrativi o sanzionatori siano stati eventualmente adottati nei
    confronti della proprietà per la mancata manutenzione e la situazione di pericolo generata;
  9. se l’Amministrazione intenda intraprendere azioni concrete per risolvere definitivamente questa
    situazione di degrado, valutando:
  • la possibilità di imporre ordinanze di messa in sicurezza o demolizione delle strutture pericolanti;
  • eventuali interventi sostitutivi del Comune a spese del proprietario, come previsto dalla normativa
    vigente;
  • l’avvio di un confronto con la proprietà o con eventuali curatori fallimentari per favorire la
    riqualificazione o la ripresa dei lavori;
    10.quale sia, in prospettiva, il destino urbanistico dell’area: se esista ancora un permesso di
    costruire valido o se sia necessario un nuovo iter autorizzativo;
    11.se l’Amministrazione non ritenga opportuno coinvolgere la Circoscrizione competente e i
    cittadini residenti in un tavolo di confronto per monitorare la situazione e individuare possibili
    soluzioni di riuso o riqualificazione del sito.
    Torino, 09/10/2025 LA CONSIGLIERA
    Firmato digitalmente da Federica Scanderebech

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