Una brillante idea, o almeno così sembrava: “Luce in Città”, l’App di IREN ideata per permettere ai cittadini di segnalare velocemente i guasti all’illuminazione pubblica, finisce sotto i riflettori per la sua inefficacia. La Capogruppo di Forza Italia, Federica SCANDEREBECH, ha presentato un’interpellanza al Consiglio Comunale con l’obiettivo di capire se l’Amministrazione sia a conoscenza di questi malfunzionamenti e cosa intenda fare per risolverli.
Dichiara SCANDEREBECH (FI): «L’idea di coinvolgere i cittadini nella cura dell’illuminazione urbana attraverso uno strumento semplice, intuitivo e digitale come un’App era giusta, ma se nella pratica questa applicazione nella maggior parte dei casi non funziona, come segnalato da moltissime recensioni, ci si deve interrogare se davvero si tratti di un progetto pensato per migliorare i servizi, o piuttosto se non sia l’ennesima pubblicizzazione di un servizio di facciata».
Aggiunge SCANDEREBECH (FI): «Con una media di recensioni pubblicate da cittadini reali che fatica a superare il 2,6 su 5, è sufficiente leggere i commenti per cogliere la frustrazione diffusa tra chi ha provato a utilizzare l’App di Iren: “non funziona”, “si chiude da sola”, “carica all’infinito”, “inutile”, “appare un messaggio di errore” e, con amara ironia, “è difficile fotografare i lampioni al buio perché c’è poca luminosità”. Quando è la stessa Assessora Foglietta a invitare la cittadinanza a utilizzare questa applicazione – sviluppata da un’azienda partecipata dal Comune di Torino, quindi sotto la sua diretta responsabilità – il fatto che oltre il 50% dei giudizi siano negativi non può essere liquidato come un semplice segnale di insoddisfazione. Si tratta, piuttosto, di un chiaro indicatore di una criticità che mina la credibilità del progetto e danneggia l’immagine di una città che si proclama smart.»
Incalza SCANDEREBECH (FI): «I numeri snocciolati in aula dall’Assessora parlano chiaro. Le richieste di intervento legate a malfunzionamenti dell’illuminazione pubblica, arrivate attraverso call center e app, sono in crescita costante: 2.316 nel 2022, 3.142 nel 2023, 3.600 nel 2024, e ben 910 solo nei primi mesi del 2025. Non si tratta di casi isolati, ma rappresentano un segnale inequivocabile di una problematica diffusa. L’illuminazione pubblica, infatti, non è solo una questione tecnica o un tema di estetica urbana: incide profondamente sulla percezione della sicurezza. Strade buie significano cittadini meno sereni, quartieri più vulnerabili e una città che perde in vivibilità. Ignorare questi dati significa voltare le spalle a un bisogno essenziale della collettività.»
Conclude SCANDEREBECH (FI): “Per i cittadini, camminare in strade ben illuminate significa sentirsi protetti, muoversi con serenità e ridurre il rischio di situazioni di pericolo o degrado. In città, la luce è molto più di un servizio, è un deterrente per comportamenti illeciti e un supporto alla vivibilità dei quartieri, soprattutto nelle ore serali. Ecco perché il suo corretto funzionamento deve essere una priorità assoluta per l’Amministrazione: i cittadini chiedono strumenti che funzionino, non vogliono essere solo spettatori di un cambiamento che non arriva mai, ci chiedono di essere protagonisti, di vivere una città che sia percepita come più sicura. Un’App davvero efficiente, che garantisca risposte rapide e interventi puntuali, non è solo tecnologia: è la misura concreta di quanto un’Amministrazione sia in grado di ascoltare, agire e costruire fiducia, è un segno tangibile di un servizio e di un’Amministrazione che rispondono alle esigenze reali dei propri cittadini.»

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