La sottoscritta Consigliera Comunale
PREMESSO CHE
- la Città di Torino sta realizzando il complesso intervento di pedonalizzazione e riqualificazione di via Roma, destinato a trasformare uno degli assi viari e commerciali più importanti e rappresentativi della città in un grande collegamento pedonale tra piazza Castello e piazza Carlo Felice;
- l’intervento è suddiviso in tre lotti:
- Lotto 1, da piazza Castello a piazza San Carlo;
- Lotto 2, da piazza CLN a via Cavour;
- Lotto 3, da via Cavour a piazza Carlo Felice;
- come riportato dalla stessa Città di Torino, l’obiettivo dell’intervento è quello di realizzare una riqualificazione completa dell’asse di via Roma, migliorandone la vivibilità e la percorribilità pedonale e, soprattutto, eliminando le barriere architettoniche attraverso una pavimentazione posta “a raso”, al livello dei marciapiedi e dei portici esistenti;
- la documentazione ufficiale della Città descrive una scelta progettuale precisa per la pavimentazione, individuando una soluzione completamente in pietra e specificando che, sulla base delle interlocuzioni con la Soprintendenza, sarebbero stati adottati elementi lapidei della medesima qualità di quelli già presenti, prevalentemente sienite della Balma e diorite grigia, in elementi da 50 x 50 centimetri e dello spessore di 8/10 centimetri;
- la stessa documentazione comunale evidenzia inoltre che la pavimentazione avrebbe dovuto assumere caratteristiche di uniformità e continuità lungo l’intero asse oggetto dell’intervento;
CONSIDERATO CHE
- l’importo complessivo ufficialmente indicato dalla Città per i tre lotti dell’intervento ammonta a circa 12,245 milioni di euro, così suddivisi:
- Lotto 1: € 6.000.000,00;
- Lotto 2: € 3.900.859,51;
- Lotto 3: € 2.344.193,49;
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per un totale di € 12.245.053,00;
- si tratta pertanto di un’opera pubblica di assoluta rilevanza economica, urbanistica e simbolica, realizzata nel cuore monumentale e commerciale di Torino;
- la scelta della pavimentazione non costituisce quindi un semplice dettaglio estetico, ma rappresenta uno degli elementi fondamentali dell’intervento, sia sotto il profilo architettonico sia sotto quello della sicurezza, dell’accessibilità, della durabilità e della manutenzione futura;
RILEVATO CHE
- nel corso dell’avanzamento dei lavori alcuni cittadini hanno segnalato differenze visibili nella conformazione della pavimentazione, nella dimensione e nella disposizione degli elementi lapidei nonché, soprattutto, nella larghezza e nella configurazione delle cosiddette “fughe” tra una lastra e l’altra;
- tali differenze risultano particolarmente percepibili confrontando i tratti già realizzati e sembrano aver alimentato il dubbio che, nel corso dell’esecuzione dell’opera, siano state adottate soluzioni differenti rispetto a quelle inizialmente previste;
- è necessario, tuttavia, distinguere con precisione tra ciò che può essere osservato direttamente sulla pavimentazione e ciò che costituisce invece una modifica formale del progetto, non essendo sufficiente la sola percezione visiva per stabilire se si tratti di un vero e proprio cambio di materiale, di formato, di schema di posa, di sistema di allettamento o semplicemente di una diversa modalità esecutiva;
- proprio per questo appare necessario che la Città chiarisca pubblicamente quali siano state le effettive caratteristiche progettuali iniziali e quali siano quelle successivamente adottate;
CONSIDERATO CHE
- le segnalazioni relative alle fughe e alla regolarità della pavimentazione non sembrano essere prive di fondamento;
- un articolo pubblicato da La Stampa il 17 luglio 2026, dal titolo “Via Roma, lose già fessurate a meno di un anno dalla posa”, ha riportato che una parte della pavimentazione realizzata presentava microfessurazioni e che, a seguito di un sopralluogo dell’ufficio tecnico comunale, era stata richiesta all’impresa la ricostruzione della pavimentazione nel tratto interessato;
- secondo quanto riferito dallo stesso articolo, il problema avrebbe riguardato le lose installate in via Santa Teresa e via Maria Vittoria, nei tratti prospicienti piazza San Carlo e via Roma, e avrebbe comportato la sostituzione sia della pavimentazione sia del relativo sottofondo;
- è particolarmente significativo che, secondo quanto comunicato dalla Città e riportato dalla stampa, tali interventi non avrebbero comportato un costo aggiuntivo per l’Amministrazione, essendo eseguiti dall’impresa nell’ambito del contratto di fornitura, con l’obiettivo dichiarato di garantire un risultato finale “a regola d’arte”;
- lo stesso articolo de La Stampa riferisce inoltre che, nei mesi precedenti, in Consiglio comunale erano già state segnalate fughe differenti e piccoli dislivelli tra le lose posate in piazza CLN;
- la circostanza è stata riportata anche da Torino Oggi in un articolo del 9 marzo 2026, nel quale si riferisce delle criticità della pavimentazione in lose di pietra di piazza CLN e, in particolare, delle differenti fughe che avrebbero già generato piccoli dislivelli;
- pertanto, la questione sollevata dai cittadini non può essere liquidata come una mera impressione estetica o come una semplice lamentela relativa all’aspetto della nuova pavimentazione;
RITENUTO CHE
- una differenza nella larghezza delle fughe, nella geometria della posa o nella tipologia degli elementi lapidei può avere conseguenze non soltanto estetiche ma anche funzionali;
- in particolare, una pavimentazione destinata a essere completamente pedonale, posta a raso e concepita anche per garantire l’abbattimento delle barriere architettoniche deve necessariamente essere caratterizzata da elevata regolarità superficiale, assenza di dislivelli, corretta gestione delle acque meteoriche e adeguata resistenza alle sollecitazioni;
- la stessa Città ha infatti individuato, nell’ambito del progetto, uno specifico sistema di drenaggio delle acque meteoriche mediante “doppio canale di drenaggio lineare” e ha previsto il rifacimento completo dell’impermeabilizzazione sottostante la pavimentazione;
- la corretta progettazione e realizzazione della pavimentazione assume quindi particolare importanza anche sotto il profilo della durabilità dell’opera e della protezione delle strutture sottostanti;
RILEVATO CHE
- la questione assume ulteriore rilevanza alla luce del fatto che l’intervento è stato presentato dalla Città come un progetto unitario destinato a restituire un’immagine omogenea dell’intero asse di via Roma;
- la stessa Amministrazione ha parlato di una pavimentazione uniforme in pietra e di un intervento volto a creare un nuovo grande spazio pedonale continuo;
- appare quindi legittimo chiedersi per quale motivo, a fronte di un progetto concepito secondo criteri di uniformità, possano oggi essere osservate differenze nella geometria delle fughe, nella disposizione delle lastre e, secondo le segnalazioni pervenute, nella stessa tipologia apparente della pavimentazione;
CONSIDERATO ANCORA CHE
- anche la scelta del materiale lapideo è stata oggetto di particolare attenzione nel progetto originario;
- una pubblicazione dedicata alla riqualificazione ha evidenziato come la nuova via Roma sia stata realizzata con pietra grigia della Valchiusella, scelta anche in ragione delle caratteristiche di resistenza e dell’uniformità cromatica;
- nel febbraio 2025, inoltre, le comunicazioni relative all’avvio del cantiere indicavano la posa di nuovi masselli lapidei;
- risulta pertanto opportuno che la Città chiarisca se le differenze oggi osservabili siano:
- previste dal progetto originario;
- derivanti da dettagli costruttivi;
- conseguenza di prescrizioni della Soprintendenza;
- conseguenza di indicazioni della direzione lavori;
- dovute a modifiche intervenute durante l’esecuzione;
- dovute a esigenze tecniche emerse in cantiere;
- oppure conseguenza della sostituzione di materiali o sistemi di posa risultati non idonei;
TENUTO CONTO CHE
- il progetto è finanziato nell’ambito del Programma Nazionale “Metro Plus e città medie Sud 2021-2027” e che pertanto l’Amministrazione è chiamata a garantire non soltanto la corretta esecuzione tecnica dell’opera, ma anche la piena tracciabilità delle modifiche progettuali, delle relative motivazioni e degli eventuali riflessi economici;
- il Comune ha pubblicato gli atti relativi alle procedure di gara per i diversi lotti;
- appare pertanto necessario verificare la corrispondenza tra quanto previsto nei documenti progettuali posti a base di gara e quanto concretamente realizzato;
RITENUTO ANCORA CHE
- Via Roma non è una strada qualunque, é uno degli spazi urbani più rappresentativi della città e l’intervento in corso rappresenta una delle principali opere di riqualificazione del centro storico realizzate dall’Amministrazione, proprio per questo motivo non è sufficiente che la pavimentazione sia semplicemente “bella” al momento dell’inaugurazione, occorre che sia tecnicamente corretta, uniforme, durevole, accessibile e facilmente mantenibile;
- le segnalazioni dei cittadini sulle differenze delle fughe e sulla diversa conformazione della pavimentazione meritano pertanto una risposta puntuale e documentata, anche perché alcune criticità risultano già essere state riportate pubblicamente e, in parte, riconosciute dagli stessi uffici comunali;
- non si intende quindi mettere in discussione a priori l’intervento né sostenere che ogni differenza visibile costituisca necessariamente un errore progettuale o esecutivo;
- al contrario, proprio perché l’opera ha un costo di oltre 12 milioni di euro e riguarda uno dei luoghi simbolo di Torino, si ritiene doveroso comprendere quali scelte siano state fatte, quando siano state fatte, perché siano state fatte e se le soluzioni oggi visibili corrispondano effettivamente a quelle progettate e poste a base di gara;
- i cittadini torinesi hanno il diritto di conoscere queste informazioni senza doversi limitare all’osservazione visiva della pavimentazione o alle fotografie pubblicate sui giornali;
- l’obiettivo dell’interpellanza è pertanto ottenere dall’Amministrazione una risposta chiara, tecnica e documentata, affinché sia possibile comprendere se le differenze oggi visibili siano il risultato di una precisa scelta progettuale oppure di modifiche intervenute durante l’esecuzione dei lavori e, soprattutto, se tali modifiche siano state determinate da esigenze tecniche o da criticità già riscontrate nella prima fase dell’intervento;
INTERPELLA
il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:
- se corrisponda al vero che, nel corso dei lavori di riqualificazione di via Roma, siano state apportate modifiche alla tipologia, al formato, alla disposizione o al sistema di posa degli elementi lapidei rispetto a quanto previsto nel progetto originario e in caso affermativo, quali siano esattamente le modifiche apportate, specificando tipologia del materiale, provenienza del materiale, caratteristiche, dimensioni degli elementi, spessore, finitura superficiale, sistema di posa, larghezza delle fughe, materiale utilizzato per la realizzazione delle fughe ed eventuale sistema di sigillatura;
- se sia corretto affermare che nei diversi tratti di via Roma oggi siano presenti differenti configurazioni delle fughe e, in caso affermativo, per quale ragione siano state adottate;
- quando siano state decise tali eventuali modifiche, da quale soggetto, con quale atto amministrativo o tecnico e sulla base di quale relazione o motivazione e se tali modifiche siano state introdotte già in sede progettuale, successivamente all’approvazione del progetto, durante la fase di gara, durante l’esecuzione dei lavori oppure a seguito di indicazioni della direzione lavori;
- se siano state approvate varianti progettuali, perizie di variante, modifiche contrattuali, ordini di servizio, verbali di concordamento nuovi prezzi o altri atti riguardanti la pavimentazione di via Roma;
- se il cambio della configurazione delle fughe sia stato determinato da problematiche riscontrate nella prima fase di posa e se sia vero che alcune delle prime lose posate abbiano presentato microfessurazioni, come riportato dalla stampa, e quali siano state esattamente le cause tecniche individuate dagli uffici comunali;
- se sia stato accertato se tali microfessurazioni fossero riconducibili alla qualità del materiale, allo spessore delle lose, alla posa, al sottofondo, all’impermeabilizzazione, alle modalità di allettamento, ai giunti oppure ad altre cause;
- se le criticità riscontrate nelle prime porzioni realizzate abbiano determinato modifiche nelle successive modalità di posa e se la Città possa escludere che le differenze oggi visibili tra i vari tratti siano il risultato di un progressivo adattamento della soluzione progettuale dovuto a problematiche tecniche emerse durante i lavori;
- quali controlli di qualità siano stati effettuati sulle pietre prima della posa e se siano stati eseguiti controlli sulla resistenza meccanica, assorbimento d’acqua, resistenza al gelo, resistenza allo scivolamento e durabilità degli elementi lapidei utilizzati;
- se i piccoli dislivelli segnalati in piazza CLN siano stati formalmente rilevati dagli uffici comunali e se tali dislivelli siano stati ritenuti conformi alle tolleranze progettuali oppure se siano stati oggetto di contestazione all’impresa;
- se sia vero che, come riportato dalla stampa, la Città abbia già disposto interventi di rifacimento della pavimentazione e del relativo sottofondo in alcune porzioni di via Roma e, in caso affermativo, quanti metri quadrati siano stati o debbano essere sostituiti, in quali tratti e con quali modalità;
- quale sia stato il costo complessivo di tali interventi di rifacimento e quale soggetto lo abbia sostenuto;
- se, oltre ai tratti già individuati, siano state riscontrate ulteriori criticità sulla pavimentazione già posata e se sia stato effettuato un monitoraggio complessivo degli oltre 10.000 metri quadrati di pavimentazione già realizzati, come riferito dagli uffici comunali alla stampa, e quali siano stati gli esiti di tale monitoraggio;
- se siano state riscontrate differenze qualitative tra i materiali utilizzati nei diversi lotti e se la Città abbia previsto un piano di monitoraggio pluriennale della nuova pavimentazione, considerato l’elevato investimento economico sostenuto;
- quale sia la durata prevista della pavimentazione in condizioni ordinarie di utilizzo e quale sia la garanzia contrattuale prevista a carico dell’impresa e se siano previste specifiche garanzie per fenomeni quali rotture, fessurazioni, dislivelli, cedimenti, distacco o degrado delle fughe;
- se sia corretto parlare, come talvolta avvenuto nel dibattito pubblico, di un costo dell’opera pari a circa 14 milioni di euro, oppure se l’importo complessivo corretto sia quello ufficialmente indicato dalla Città, pari a circa 12,245 milioni di euro;
- se l’Amministrazione ritenga che l’obiettivo iniziale di realizzare una pavimentazione omogenea e uniforme lungo l’intero asse di via Roma sia stato pienamente raggiunto;
- se, alla luce delle criticità già emerse, siano previste ulteriori verifiche tecniche prima della conclusione definitiva dei lavori e se l’Amministrazione intenda effettuare, una volta conclusi i lavori, un collaudo tecnico specificamente dedicato alla pavimentazione, comprendente verifiche sulla planarità, sulle fughe, sui dislivelli, sulla regolarità della posa e sulla corretta gestione delle acque meteoriche.

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