PREMESSO CHE
- diversi cittadini e frequentatori del Parco Cavalieri di Vittorio Veneto, nell’area di Piazza d’Armi, hanno segnalato una situazione di persistente degrado urbano e ambientale nei pressi dell’area giochi e della cosiddetta “oasi ambientale”;
- secondo quanto riferito dai residenti e documentato attraverso materiale fotografico unito al presente atto per formarne parte integrante, nell’area è presente da almeno sei anni uno stagno transennato (allegato 1), delimitato da una struttura ormai deteriorata;
- sulla staccionata risulta apposto da anni un cartello di pericolo recante la dicitura “attenzione non appoggiarsi” (allegato 2), segnale evidente della persistente situazione di precarietà e mancata messa in sicurezza definitiva dell’area;
- i cittadini sottolineano come il cartello stesso, nonostante il lungo tempo trascorso e le intemperie, sia ancora presente ed effettivamente ben fissato, a testimonianza di una situazione di stallo che si protrae da anni senza interventi risolutivi;
- lo stagno risulta frequentato da numerosi piccioni (allegato 3), alimentati con residui di cibo lasciati da persone che frequentano l’area, nonostante i divieti esistenti in materia di alimentazione incontrollata della fauna urbana;
- l’abbandono di cibo e la mancata pulizia dell’area hanno favorito l’accumulo di rifiuti (allegato 4), contribuendo ad aggravare le condizioni igienico-sanitarie del sito;
- secondo quanto documentato dalle restanti fotografie (allegati dal 5 all’ 8), nello stagno e nelle sue immediate vicinanze sono presenti topi e nutrie, verosimilmente richiamati dalla disponibilità costante di rifiuti alimentari e dall’assenza di adeguata manutenzione;
- i residenti ricordano inoltre come il fabbricato presente nell’area risulti transennato poiché pericolante, senza che negli anni siano stati effettuati interventi strutturali definitivi o opere di recupero e riqualificazione;
CONSIDERATO CHE
- il protrarsi di situazioni di degrado urbano e ambientale all’interno di aree verdi pubbliche rappresenta un elemento di forte criticità per la qualità della vita dei residenti e per la sicurezza dei frequentatori del parco;
- il Decreto Legislativo n. 152/2006 “Norme in materia ambientale”, all’articolo 192, vieta l’abbandono incontrollato di rifiuti sul suolo e impone agli enti competenti l’adozione di misure finalizzate al ripristino dello stato dei luoghi;
- il Decreto Legislativo n. 267/2000 (Testo Unico degli Enti Locali) attribuisce al Sindaco responsabilità in materia di tutela dell’igiene pubblica, salute e sicurezza urbana;
- il Regolamento Comunale di Polizia Urbana della Città di Torino prevede obblighi di mantenimento del decoro urbano, della sicurezza e della corretta manutenzione delle aree pubbliche;
- le problematiche relative al degrado di aree verdi cittadine, alla proliferazione incontrollata di nutrie e roditori e all’abbandono di rifiuti nei parchi pubblici sono state più volte oggetto di attenzione mediatica e di segnalazioni da parte della cittadinanza e degli organi di informazione locale;
- la presenza di nutrie e roditori in aree frequentate da famiglie e bambini può comportare problematiche igienico-sanitarie e rischi per la salute pubblica;
RILEVATO CHE
- quello che originariamente avrebbe dovuto rappresentare un piccolo laghetto inserito in un contesto naturalistico e ambientale risulta oggi, secondo le segnalazioni dei cittadini, un’area sostanzialmente lasciata in stato di abbandono pluriennale;
- la permanenza per anni delle transenne e dei cartelli di pericolo senza interventi strutturali concreti evidenzia una situazione di mancata riqualificazione protrattasi nel tempo;
- il degrado dell’area rischia di compromettere ulteriormente la fruibilità del parco da parte di famiglie, bambini, anziani e frequentatori abituali;
- l’assenza di manutenzione ordinaria e straordinaria favorisce l’accumulo progressivo di rifiuti e l’aumento del degrado;
- la crescita incontrollata della vegetazione può compromettere ulteriormente la sicurezza e la fruibilità dell’area;
INTERPELLA
il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:
- chi sia attualmente il Servizio comunale responsabile della gestione, manutenzione e custodia dell’area descritta;
- se l’Amministrazione comunale sia a conoscenza della situazione descritta e documentata negli allegati fotografici uniti al presente atto per formarne parte integrante;
- se siano stati effettuati sopralluoghi recenti da parte degli uffici competenti;
- per quale motivo, nonostante il protrarsi della situazione da almeno sei anni, secondo quanto riferito dai residenti, non siano stati predisposti interventi risolutivi di recupero, manutenzione e messa in sicurezza;
- quali interventi si intendano predisporre per la rimozione dei rifiuti attualmente presenti, la bonifica dell’area, il contenimento della proliferazione di roditori e nutrie a due passi da un’area giochi e da un’”oasi ambientale”, il ripristino delle condizioni minime di sicurezza e decoro urbano e la verifica della stabilità del fabbricato transennato;
- se siano previste azioni di controllo e sensibilizzazione contro l’abbandono di cibo destinato ai piccioni che portano alle conseguenze citate in premessa;
- se esista un progetto di riqualificazione dell’area dello stagno e quali siano le tempistiche previste per eventuali interventi di manutenzione e restituzione dell’area alla piena fruizione pubblica.

Lascia un commento