La sottoscritta Consigliera Comunale
PREMESSO CHE
- la raccolta differenziata dei rifiuti urbani costituisce un servizio pubblico essenziale e rappresenta uno degli strumenti attraverso i quali la Città di Torino persegue gli obiettivi di tutela ambientale, riduzione dei rifiuti indifferenziati e incremento del recupero dei materiali;
- la Città di Torino ha progressivamente sviluppato sistemi di raccolta domiciliare porta a porta, prevedendo, nelle zone interessate, la collocazione dei contenitori e delle attrezzature presso gli spazi condominiali o comunque presso aree individuate secondo specifici criteri organizzativi;
- il sistema di raccolta domiciliare deve tuttavia essere organizzato tenendo conto delle caratteristiche concrete degli edifici, degli spazi disponibili, del numero di utenze servite, delle modalità di accesso ai cortili e delle condizioni di sicurezza degli spazi interessati;
- la stessa Città di Torino, nella propria documentazione relativa alla raccolta porta a porta, precisa che, nelle zone interessate, è possibile prevedere incontri con gli addetti del Comune e di AMIAT proprio per la risoluzione di problemi legati alla gestione del servizio;
CONSIDERATO CHE
- i residenti del condominio sito in via Paolo Sarpi 73, Torino, hanno segnalato all’interpellante una situazione che presenta, a loro giudizio, diverse criticità nella gestione delle differenti frazioni dei rifiuti;
- in particolare, secondo quanto riferito dai residenti, la gestione attuale prevede il conferimento di alcune frazioni all’interno del cortile condominiale, mentre altre frazioni vengono gestite esternamente;
- più precisamente, carta, vetro e plastica vengono conferite all’interno del cortile condominiale, mentre rifiuto indifferenziato e organico vengono gestiti esternamente;
- per poter reperire lo spazio necessario all’organizzazione esterna del servizio sarebbe stato destinato a tale funzione anche uno spazio precedentemente utilizzabile come posto auto sulla strada, come risulta anche dalla documentazione fotografica unita alla presente interpellanza (allegati 1 e 2);
- la situazione appare pertanto meritevole di una verifica puntuale da parte della Città e di AMIAT, considerato che la soluzione organizzativa adottata incide concretamente sulla vita quotidiana dei residenti e sull’utilizzo degli spazi condominiali;
RILEVATO CHE
- per quanto riguarda carta, vetro e plastica, i condomini hanno individuato una soluzione organizzativa interna attraverso la quale un soggetto incaricato, dietro compenso, provvede nel giorno stabilito ad effettuare l’esposizione all’esterno dei relativi contenitori e/o materiali per consentirne la raccolta da parte di AMIAT;
- tale soluzione, pur consentendo di garantire il servizio, comporta tuttavia un’organizzazione privata aggiuntiva a carico del condominio;
- secondo quanto riferito dai residenti, in ragione delle modalità attualmente adottate, i condomini si trovano a dover gestire e conservare all’interno degli spazi condominiali una quantità significativa di sacchi e materiali in attesa del giorno previsto per la raccolta;
- questa situazione risulterebbe particolarmente problematica in relazione alla disponibilità degli spazi e alla conformazione degli accessi e delle aree interne;
CONSIDERATO INOLTRE CHE
- all’interno dell’area condominiale sarebbe presente una rampa che, secondo quanto segnalato dai residenti, presenta caratteristiche tali da poter determinare una situazione di potenziale pericolo durante il trasporto e la movimentazione dei sacchi e dei materiali destinati alla raccolta;
- la presenza della rampa, unita agli spazi limitati come risulta anche dalla documentazione fotografica unita alla presente interpellanza per formarne parte integrante (allegati 3 e 4) e alla necessità di movimentare quantitativi di rifiuti, rende quindi opportuno comprendere se l’attuale soluzione organizzativa sia stata preventivamente valutata anche sotto il profilo della sicurezza e della concreta accessibilità;
- non appare sufficiente limitarsi a stabilire dove debbano essere collocati i rifiuti, senza verificare concretamente se gli spazi individuati siano idonei a consentire la movimentazione in condizioni di sicurezza;
- qualora un residente, un incaricato del condominio, un addetto alla raccolta o altro soggetto dovesse cadere o riportare un infortunio durante la movimentazione dei sacchi lungo la rampa o negli spazi condominiali, si porrebbe inevitabilmente anche il tema dell’individuazione delle responsabilità, da accertarsi naturalmente sulla base delle concrete circostanze del caso;
- proprio per evitare che una situazione organizzativa del servizio possa trasformarsi in un problema di sicurezza, appare pertanto necessario che venga effettuato un sopralluogo tecnico;
- la questione appare ancora più meritevole di approfondimento se confrontata con quanto riferito dai residenti in merito ad alcuni condomìni situati nelle immediate vicinanze;
- i cittadini segnalano infatti che in alcuni condomìni della zona, presso il vicino corso Unione Sovietica, sarebbero stati individuati spazi esterni dedicati alla collocazione dei contenitori della raccolta rifiuti, arrivando, secondo quanto riferito, anche alla destinazione di tre posti auto esterni a tale funzione;
- secondo la segnalazione, in tali casi i contenitori vengono quindi gestiti esternamente nonostante gli edifici dispongano di spazi nel cortile;
- tale situazione genera nei residenti di via Paolo Sarpi 73 una domanda assolutamente legittima: quali siano i criteri oggettivi in base ai quali vengono individuate soluzioni differenti per condomìni situati nella stessa area o in zone immediatamente limitrofe;
RILEVATO ANCORA CHE
- la stessa AMIAT, nelle informazioni ufficiali relative alla raccolta domiciliare porta a porta, chiarisce che, per grandi complessi condominiali o utenze con produzioni di rifiuti particolarmente rilevanti, può essere fornito un apposito cassonetto per il contenimento della raccolta;
- questa indicazione appare particolarmente significativa rispetto alla situazione segnalata dai residenti di via Paolo Sarpi 73, i quali chiedono proprio di comprendere perché nel loro caso plastica, vetro e carta debbano essere gestite internamente;
- la stessa AMIAT precisa inoltre che, in caso di necessità, durante la fase di attivazione o di modifica del servizio possono essere effettuati sopralluoghi presso le aree comuni condominiali per valutare gli spazi e le condizioni esistenti per il posizionamento dei contenitori;
- la possibilità di effettuare un sopralluogo appare quindi espressamente contemplata nelle modalità organizzative del servizio;
CONSIDERATO INOLTRE CHE
- la Città di Torino, nella propria documentazione informativa sul porta a porta, indica espressamente che l’attivazione del servizio prevede una valutazione della situazione specifica del condominio, comprendendo anche la possibilità di accesso ai cortili e il numero degli utenti serviti;
- la Città indica inoltre la possibilità di incontri successivi con Comune e AMIAT proprio per affrontare eventuali problemi legati alla gestione del servizio;
- ne consegue che la problematica segnalata dai residenti di via Paolo Sarpi 73 appare perfettamente riconducibile a una delle situazioni per le quali dovrebbe essere possibile una verifica puntuale sul posto;
RICHIAMATO CHE
- l’articolo 198 del D. Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale) disciplina le competenze dei Comuni nella gestione dei rifiuti urbani e prevede che i Comuni concorrano a disciplinarne la gestione mediante appositi regolamenti, nel rispetto dei principi di trasparenza, efficienza, efficacia ed economicità;
- l’articolo 183 del D. Lgs. 152/2006 ricomprende espressamente tra i rifiuti urbani anche le diverse frazioni derivanti dalla raccolta differenziata, tra cui carta, vetro, plastica e rifiuti organici;
- l’articolo 205 del D. Lgs. 152/2006, nell’ambito degli obiettivi di raccolta differenziata, disciplina il progressivo incremento della raccolta differenziata e, a seguito delle modifiche introdotte dal D. Lgs. 116/2020, stabilisce anche che i rifiuti raccolti separatamente non siano miscelati con altri rifiuti o materiali che possano comprometterne il successivo recupero;
- la Città di Torino dispone di uno specifico Ufficio Igiene Urbana e Ciclo dei Rifiuti, al quale competono, tra le altre attività, il monitoraggio delle attività erogate da AMIAT e dai suoi subappaltatori relativamente all’igiene del suolo e alla raccolta dei rifiuti, nonché la gestione delle segnalazioni relative al ciclo dei rifiuti;
CONSIDERATO ANCORA CHE
- la questione non riguarda quindi soltanto una diversa preferenza organizzativa espressa dai condomini, ma investe il tema della concreta funzionalità del servizio pubblico, della corretta gestione degli spazi, della sicurezza delle persone e della coerenza dei criteri applicati ai diversi edifici;
- i residenti chiedono in particolare di comprendere perché non sia possibile valutare una soluzione alternativa che consenta di collocare i rifiuti all’esterno, utilizzando lo spazio oggi destinato alla raccolta esterna dell’indifferenziato e dell’organico, qualora il sopralluogo tecnico dovesse accertare che tale area è effettivamente sufficientemente ampia;
RILEVATO ANCORA CHE
- la questione della corretta progettazione degli spazi condominiali destinati alla raccolta assume particolare rilevanza anche alla luce dell’evoluzione del sistema torinese;
- in occasione dell’estensione della raccolta porta a porta integrale nel centro cittadino, la Città ha infatti comunicato che il sistema è stato progettato attraverso una puntuale attività di rilievo, finalizzata alla definizione di soluzioni specifiche in relazione alle caratteristiche delle diverse aree;
- la stessa Città ha sottolineato l’esigenza di individuare soluzioni capaci di integrarsi con il tessuto urbanistico e con le peculiarità delle singole aree;
CONSIDERATO INFINE CHE
- la questione della gestione degli spazi e della collocazione dei contenitori non è peraltro nuova nel territorio torinese: negli atti del Consiglio Comunale sono documentate precedenti situazioni nelle quali l’Amministrazione ha dovuto verificare problematiche relative alla collocazione dei contenitori, agli spazi disponibili e alle modalità di esposizione;
- si ritiene pertanto opportuno che anche la situazione di via Paolo Sarpi 73 venga esaminata con un approccio concreto, attraverso un sopralluogo e un confronto con i residenti e con l’amministratore del condominio;
INTERPELLA
il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:
- se l’Amministrazione comunale sia a conoscenza delle problematiche segnalate dai residenti del condominio di via Paolo Sarpi 73 relativamente alla gestione della raccolta differenziata attraverso telefonate o di mail aventi come destinatari l’Area Ambiente, ciclorifiuti@comune.torino.it o AMIAT;
- se sia stato effettuato, prima dell’attuale configurazione del servizio, un sopralluogo tecnico da parte di AMIAT presso il condominio di via Paolo Sarpi 73, se sia stato verificato in maniera specifica lo spazio disponibile nel cortile condominiale e, in particolare, la presenza della rampa segnalata dai residenti;
- quali siano i criteri tecnici sulla base dei quali AMIAT ha stabilito che alcune frazioni debbano essere gestite all’interno del cortile e altre all’esterno e chi abbia concretamente determinato l’attuale soluzione organizzativa, se AMIAT, la Città di Torino, l’amministratore condominiale o un accordo tra tali soggetti;
- se l’amministratore del condominio abbia formalmente richiesto o concordato con AMIAT l’attuale collocazione e organizzazione dei contenitori;
- se AMIAT intenda valutare – per le ragioni segnalate in premessa – la possibilità di collocare plastica, vetro e carta all’esterno, nell’area attualmente destinata all’indifferenziato e all’organico, qualora tale area risulti tecnicamente idonea oppure incrementando la metratura della zona esterna (attualmente prevista di un posto auto);
- se la Città e AMIAT abbiano valutato il problema anche sotto il profilo della sicurezza delle persone che devono movimentare i sacchi e i materiali lungo la rampa presente nel cortile e se siano state effettuate valutazioni in merito alla possibilità che la rampa o gli spazi di movimentazione possano determinare rischi di caduta, inciampo o altro infortunio;
- se, in caso di incidente durante la movimentazione dei rifiuti, siano state individuate specifiche responsabilità e obblighi in capo al condominio, all’amministratore, ad AMIAT o ad altri soggetti, fermo restando che la concreta responsabilità dovrà essere valutata in relazione alle circostanze dell’eventuale sinistro;
- se sia possibile effettuare un sopralluogo congiunto presso via Paolo Sarpi 73, alla presenza di tecnici della Città, AMIAT, amministratore condominiale e rappresentanti dei residenti;
- se, nell’ambito del sopralluogo, possa essere verificata concretamente la possibilità di trasferire all’esterno la frazione plastica, il vetro e la carta ed entro quali tempi;
- se la Città intenda intervenire affinché il caso venga concretamente verificato in modo che ai residenti venga fornita una risposta chiara sulle ragioni per cui, a fronte di situazioni apparentemente analoghe nella stessa zona, vengono adottate modalità differenti di gestione della raccolta.

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