La sottoscritta Consigliera Comunale

PREMESSO CHE

  • il cosiddetto Palazzo Nervi (formalmente Palazzo del Lavoro), progettato dall’ingegnere Pier Luigi Nervi con il contributo dell’architetto Gio Ponti, rappresenta uno dei più significativi esempi di architettura moderna italiana, realizzato nel 1961 in occasione di Italia ’61;
  • l’edificio costituisce un bene di rilevante interesse culturale e architettonico, potenzialmente riconducibile alla disciplina di cui al Decreto Legislativo 42/2004, noto come Codice dei beni culturali e del paesaggio (o Codice Urbani), norma in attuazione dell’art. 9 della Costituzione, disciplinante la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, suddiviso in beni culturali e paesaggistici;
  • da oltre vent’anni il complesso versa in uno stato di abbandono e degrado, con evidenti criticità sotto il profilo della conservazione, sicurezza e decoro;

CONSIDERATO CHE

  • il Decreto Legislativo 42/2004 impone obblighi di tutela, conservazione e valorizzazione dei beni culturali, anche in capo ai soggetti pubblici e ai proprietari;
  • ai sensi del Decreto Legislativo 267/2000 (TUEL) il Comune rappresenta la propria comunità e ne cura gli interessi (art. 3) e rientra tra le funzioni fondamentali la pianificazione urbanistica e la valorizzazione del territorio (art. 13 e seguenti);
  • lo Statuto della Città di Torino (in particolare nei principi generali) richiama espressamente la tutela e valorizzazione del patrimonio storico, culturale e urbanistico cittadino;

CONSIDERATO INOLTRE CHE

  • il principio di buon andamento e trasparenza dell’azione amministrativa, sancito dall’art. 97 della Costituzione della Repubblica Italiana, impone all’Amministrazione di operare con efficienza, efficacia e chiarezza;
  • la prolungata assenza di risultati concreti, a fronte di ripetuti annunci, appare in contrasto con tali principi;

RILEVATO CHE

il tema è stato più volte trattato dagli organi di informazione con atteggiamento critico:

  • nel settembre 2025 parlando di Palazzo Nervi si usano i termini di “agonia infinita”, si evidenzia come sia ancora incerto il futuro e come si stiano valutando diverse ipotesi di riqualificazione, sottolineando, dopo anni di abbandono e diversi progetti interrotti, la necessità di un intervento che rispetti il valore architettonico dell’edificio, puntando a un restauro conservativo delle parti strutturali e delle facciate;
  • solo pochi giorni fa, il 13 marzo, Milano Finanza ha sottolineato come sia ferma la riqualificazione restando in attesa di una nuova destinazione, tra progetti ambiziosi e lungaggini;
  • la RAI in data 29 gennaio 2026 aveva parlato di “spiraglio della rinascita” per il palazzo di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti;

RILEVATO INOLTRE CHE

interpellato a proposito, il Sindaco avrebbe recentemente dichiarato prudente ottimismo per la “complessità della struttura”, in quanto “qualunque modello di utilizzo e gestione operativa non può prescindere dai suoi vincoli architettonici”;

INTERPELLA

il Sindaco e l’Assessore competente per sapere quale sia lo stato aggiornato del dossier relativo al Palazzo Nervi (formalmente Palazzo del Lavoro) di via Ventimiglia.


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