La sottoscritta Consigliera Comunale

PREMESSO CHE

▪ ogni Amministrazione comunale ha il dovere giuridico e morale di garantire ai propri dipendenti
condizioni di lavoro adeguate, dignitose e conformi alla normativa vigente in materia di salute e
sicurezza nei luoghi di lavoro;
▪ il Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 “Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro”
stabilisce, agli articoli 15 e 18, che il datore di lavoro debba adottare tutte le misure necessarie a
tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, incluse quelle relative all’organizzazione dei luoghi
di lavoro, alle attrezzature utilizzate e alla prevenzione dei rischi ergonomici;
▪ il medesimo Decreto Legislativo 81/2008, all’Allegato IV, prevede che i luoghi di lavoro debbano
essere strutturati e mantenuti in condizioni tali da garantire sicurezza, igiene e salubrità, nonché
adeguato decoro, anche in relazione alla presenza di utenti esterni;
▪ il Titolo VII del Decreto Legislativo 81/2008, relativo all’uso di attrezzature munite di
videoterminali, stabilisce l’obbligo di fornire arredi e sedute ergonomiche, regolabili e idonee a
prevenire disturbi muscolo-scheletrici, in coerenza con i principi di ergonomia;
▪ l’articolo 2087 del Codice Civile impone al datore di lavoro di adottare tutte le misure che,
secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, siano necessarie a tutelare l’integrità
fisica e la personalità morale del lavoratore;
▪ il decoro degli ambienti di lavoro, soprattutto negli uffici aperti al pubblico, rappresenta anche un
elemento essenziale dell’immagine dell’Amministrazione e del rapporto di fiducia tra istituzione
e cittadinanza;

CONSIDERATO CHE

▪ non si comprendono i motivi per cui, a fronte della richiesta di sostituzione di una poltrona da
ufficio che si trova in condizioni di evidente usura e non conformità, come documentato dalle
immagini unite alla presente interpellanza (allegati 1 e 2), sia trascorso oltre un anno dalla
richiesta formale, avvenuta l’8 gennaio 2025 e autorizzata il 20 gennaio 2025, come da
documentazione (allegato 3) senza che la poltrona venga fornita e senza che, in seguito a solleciti,
vengano fornite indicazioni chiare e puntuali sui tempi di consegna;
▪ risulta altresì che, in caso di usura poltrone, pur non essendo completamente distrutte, queste
debbano presentare segni evidenti di deterioramento, come da immagine unita alla presente
interpellanza per formarne parte integrante (allegato 4), in modo da avere la certezza, in fase di
richiesta, che non venga risposto che le stesse non sarebbero “sufficientemente rovinate” per
procedere all’iter ai fini della sostituzione, con il rischio concreto di ulteriori dilazioni temporali;
▪ si tratta, nel caso specifico, di poltrone da ufficio, beni dal costo esiguo e certamente non
paragonabile a forniture di particolare complessità o valore economico elevato, ma attrezzatura
da considerarsi di uso quotidiano e indispensabili per lo svolgimento dell’attività lavorativa;
▪ la poltrona da lavoro rientra a pieno titolo tra le dotazioni essenziali del posto di lavoro, al pari
del personal computer, del monitor e della stampante, costituendo il minimo essenziale per poter
operare in modo efficiente e nel rispetto della salute del lavoratore;
▪ la presenza negli uffici comunali di arredi in condizioni fatiscenti come quelli riprodotti nelle
immagini allegate, è fortemente demotivante per i dipendenti, può avere ripercussioni sulla salute
(in particolare sul piano posturale e muscolo-scheletrico) e contribuisce a trasmettere
un’immagine di trascuratezza e scarsa attenzione al decoro, soprattutto negli uffici frequentati dai
cittadini;

RILEVATO CHE

▪ limitando le rilevazioni solamente a Palazzo civico, nella consapevolezza che vi sono condizioni
analoghe anche in altri palazzi comunali, vi sono uffici nei quali, a seguito del guasto delle tende
oscuranti necessarie a proteggere gli ambienti dal sole estivo, la soluzione prospettata sia stata
quella di rimuovere una tenda da un’altra finestra “dove serve meno” per sostituire quella rotta,
come documentato nelle immagini unite al presente atto per formarne parte integrante (allegati 5
e 6), anziché procedere con tempestività alla fornitura di una nuova tenda;
▪ anche in tali casi, nonostante il passare di diversi mesi dalla richiesta, la tenda nuova non risulta
ancora consegnata, tanto da far pensare che richieste di tale genere non verranno mai evase;
▪ vi sono corridoi e spazi comuni dove sono stati effettuati interventi sugli impianti elettrici e che
hanno lasciato, a tempo indeterminato, cavi penzolanti e situazioni di evidente incompiutezza,
come da documentazione fotografica unita al presente atto per formarne parte integrante (allegati
7 e 8);
▪ vi sono corridoi e spazi comuni in cui i telai delle porte appaiono sollevati, come da
documentazione fotografica unita al presente atto per formarne parte integrante (allegato 9);
▪ vi sono uffici in cui sono stati sostituiti i neon e i corpi illuminanti, lasciando tuttavia buchi e
brecce nei muri, anche di grandi dimensioni, come risulta dalle immagini unite al presente atto
per formarne parte integrante (allegati 10, 11 e 12), senza che si sia provveduto al ripristino delle
pareti o dei soffitti;

▪ tali condizioni non possono essere considerate né decorose né compatibili con un ambiente di
lavoro sano e dignitoso;
▪ si riscontrano inoltre muri scrostati e sbucciati come da immagine unita al presente atto per
formarne parte integrante (allegato 13), a fronte dei quali emerge una diffusa rassegnazione da
parte dei dipendenti comunali, come se tali situazioni fossero ormai considerate irrisolvibili;
▪ appare legittimo domandarsi se, in un’abitazione privata o in un condominio, si lascerebbero per
mesi cavi penzolanti, buchi nei muri, infissi squarciati o lavori incompiuti, e se ciò sia accettabile,
a maggior ragione, in corridoi e spazi del palazzo di riferimento della Città di Torino, avente
locali attraversati quotidianamente dalla cittadinanza;
▪ tutto ciò incide negativamente sull’immagine dell’Amministrazione comunale di Torino e solleva
interrogativi rispetto allo strombazzato slogan “Torino che cambia”, che rischia di essere
percepito come un cambiamento verso una progressiva rassegnazione a condizioni di lavoro
malsane e poco dignitose;

EVIDENZIATO INOLTRE CHE

▪ all’interno di Palazzo Civico, e presumibilmente anche in altri immobili comunali decentrati, si
riscontra una situazione “a macchia di leopardo” per quanto riguarda la sostituzione degli infissi:
alcuni uffici sono stati dotati di nuovi, mentre altri presentano infissi in condizioni di forte
degrado, come documentato nelle immagini unite alla presente interpellanza per formarne parte
integrante (allegati 14 e 15);
▪ dalle immagini allegate risultano evidenti buchi e fessure che, soprattutto nel periodo invernale,
determinano infiltrazioni di aria fredda e un conseguente spreco energetico di riscaldamento;
▪ risulta pertanto legittimo chiedersi quale sia l’efficacia dell’adozione delle valvole termostatiche,
delle politiche di risparmio energetico e di lotta all’inquinamento atmosferico se poi gli edifici
comunali presentano infissi in tali condizioni;
▪ appare contraddittorio pretendere dai cittadini interventi onerosi nelle proprie abitazioni, ai fini
della riduzione dell’inquinamento e per l’efficientamento energetico, quando è la stessa
Amministrazione a non dare il buon esempio intervenendo con decisione e sistematicità sui
propri edifici;

INTERPELLA

il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. quali siano attualmente i tempi medi di consegna di una poltrona da ufficio dalla data di
    presentazione della richiesta di sostituzione e se l’Amministrazione comunale sia a conoscenza
    di questi ritardi negli approvvigionamenti;
  2. se l’Amministrazione ritenga tali tempi congrui e accettabili, in particolare per beni dal costo
    contenuto e di uso quotidiano come le poltrone da ufficio;
  3. quali siano i tempi di attesa medi per la fornitura o sostituzione di personal computer, computer
    portatili e monitor, ovvero delle attrezzature minime indispensabili per lavorare, da parte dei
    dipendenti comunali, nel caso che sopraggiunga improvvisamente un guasto irreparabile;
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  4. per quali ragioni vi siano corridoi e spazi comuni lasciati per mesi in condizioni di
    incompiutezza, con cavi penzolanti, telai sollevati dalle porte di ingresso e situazioni
    potenzialmente pericolose;
  5. cosa si intenda fare e in quali tempi per completare i lavori e ripristinare condizioni di sicurezza
    e decoro nei corridoi e negli uffici interessati;
  6. per quali motivi vengano lasciati buchi nei muri e pareti danneggiate per mesi, forse anni, a
    seguito di interventi sugli impianti o sull’illuminazione, senza un tempestivo ripristino;
  7. cosa si aspetti a procedere alla sostituzione degli infissi deteriorati e bucati, al fine di garantire
    ambienti di lavoro più confortevoli e ridurre gli sprechi energetici almeno a partire dalla
    prossima stagione invernale;
  8. quali siano i motivi per cui gli infissi a Palazzo civico siano stati sostituiti a “macchia di
    leopardo”;
  9. se non si ritenga necessario un piano organico e strutturato di manutenzione e rinnovo degli
    arredi e degli immobili comunali, volto a garantire condizioni di lavoro sane, sicure,
    ergonomiche e decorose per tutti i dipendenti comunali;
    10.se non si ritenga che sia giunta finalmente l’ora che l’Amministrazione assuma un impegno
    concreto affinché i dipendenti comunali siano messi nelle condizioni di operare in ambienti
    dignitosi e salubri, nel rispetto della normativa vigente e dando un esempio coerente e credibile
    anche nei confronti della cittadinanza.

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