PREMESSO CHE

  • la Città di Torino applica da anni una serie di limitazioni strutturali e temporanee alla circolazione dei veicoli maggiormente inquinanti, in attuazione della normativa nazionale, regionale e degli accordi interregionali finalizzati al miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino Padano;
  • tali limitazioni trovano fondamento, tra gli altri, nel D.Lgs. n. 155/2010 di recepimento della Direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria, nell’Accordo di Programma per il Bacino Padano sottoscritto da Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna e nelle conseguenti ordinanze comunali adottate dalla Città di Torino;
  • le misure restrittive hanno comportato negli anni rilevanti sacrifici economici per famiglie, lavoratori autonomi, artigiani, commercianti e piccole imprese, molti dei quali hanno dovuto procedere alla sostituzione, rottamazione o vendita a valori fortemente ridotti dei propri veicoli diesel Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3 ed Euro 4;

CONSIDERATO CHE

  • in data 6 giugno 2026 si è svolto il Torino Pride, manifestazione che ha registrato una partecipazione particolarmente significativa e la presenza di numerosi ospiti, tra cui Ambra Angiolini, Jolanda Renga, Mc Nill, Vladimir Luxuria e Francamente, come ampiamente riportato dagli organi di informazione locali e nazionali;
  • durante il corteo sono stati utilizzati dei mezzi diesel datati, appartenenti a classi emissive oggi soggette a limitazioni o divieti di circolazione sul territorio comunale;
  • numerosi cittadini e operatori economici hanno segnalato ancora una volta una situazione che genera forte malcontento e senso di disparità di trattamento, osservando come i medesimi veicoli che non potrebbero normalmente circolare sembrino invece poter partecipare a cortei e manifestazioni pubbliche;

RILEVATO CHE

  • sul medesimo tema era già stata presentata l’Interpellanza meccanografico 385 / 2025 relativa al corteo del movimento “Fridays for future” dell’11 aprile 2025, nel corso del quale veniva segnalata la presenza di veicoli immatricolati diversi decenni fa;
  • nella risposta fornita dall’Amministrazione Comunale si affermava che: “il provvedimento comunale che definisce le restrizioni alla circolazione per i veicoli più inquinanti non prevede alcuna deroga in occasione di manifestazioni e cortei e, pertanto, i veicoli sopra citati non possono circolare nei periodi e negli orari definiti” e inoltre che “l’adozione di tali provvedimenti è fondamentale non solo per rispettare gli obblighi normativi, ma anche per proteggere l’ambiente e la salute dei cittadini”;
  • tale risposta esclude pertanto in maniera esplicita l’esistenza di deroghe automatiche per i veicoli più inquinanti impiegati durante manifestazioni pubbliche;

EVIDENZIATO CHE

  • l’articolo 3 della Costituzione sancisce il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge;
  • l’articolo 97 della Costituzione impone alla Pubblica Amministrazione il rispetto dei principi di imparzialità e buon andamento;
  • la normativa ambientale e le ordinanze comunali devono essere applicate in modo uniforme e non discriminatorio, affinché i sacrifici richiesti ai cittadini trovino effettiva giustificazione nella concreta applicazione delle regole;
  • il tema non riguarda il diritto costituzionalmente garantito di manifestare, riunirsi o esprimere liberamente il proprio pensiero, bensì la corretta applicazione delle disposizioni ambientali e delle limitazioni alla circolazione dei veicoli maggiormente inquinanti;
  • non è la prima volta che l’interpellante segnala questa situazione, ma i fatti continuano a ripetersi;

PRESO ATTO CHE

  • numerosi articoli e servizi giornalistici relativi alle manifestazioni cittadine degli ultimi anni hanno mostrato la presenza di carri, autocarri e mezzi di supporto spesso datati e caratterizzati da motorizzazioni non compatibili con le limitazioni normalmente vigenti per la circolazione urbana;
  • permane quindi una diffusa percezione tra cittadini e commercianti che le restrizioni ambientali e l’aspetto sanzionatorio vengano applicati rigorosamente nei confronti dei privati ma con incisività pari a zero nei confronti dei mezzi impiegati durante manifestazioni pubbliche;

INTERPELLA

il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. se siano stati effettuati controlli sui veicoli impiegati durante il Torino Pride 2026 e, in caso affermativo, quanti siano stati i mezzi controllati, quante violazioni siano state accertate e quante sanzioni siano state eventualmente elevate;
  2. quali fossero le classi ambientali dei veicoli utilizzati come carri, mezzi di supporto logistico o mezzi trainanti durante la manifestazione;
  3. se tra tali mezzi fossero presenti veicoli Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3 o Euro 4 diesel soggetti alle limitazioni più stringenti e attualmente vigenti sul territorio comunale;
  4. se i cittadini, visto il ripetersi dei fatti, abbiano ragione di pensare che esistano deroghe implicite che consentano la circolazione di tali veicoli durante cortei e manifestazioni;
  5. se i cittadini visto il ripetersi dei fatti, abbiano ragione di pensare che non vengano mai effettuati controlli su veicoli utilizzati in cortei, manifestazioni, sfilate, eventi pubblici o iniziative analoghe;
  6. se l’Amministrazione ritenga coerente richiedere ai cittadini onerosi investimenti per la sostituzione dei propri veicoli diesel (anche Euro 5) o subire forti svalutazioni in caso di vendita del mezzo, mentre, durante eventi pubblici, possano continuare a circolare mezzi che risulterebbero normalmente soggetti a divieto, addirittura di classe Euro inferiore;
  7. se non ritenga opportuno predisporre, d’intesa con Prefettura e Forze dell’Ordine, specifici protocolli di verifica preventiva delle classi emissive dei veicoli utilizzati durante cortei e manifestazioni.

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