Parto da un punto su cui credo siamo tutti d’accordo:
la sicurezza stradale è una priorità assoluta. Per tutti.

Ed è proprio qui che nasce il problema di questa mozione.

Perché nelle intenzioni è condivisibile, ma ignora la realtà che i torinesi vivono ogni giorno.

Oggi a Torino le piste ciclabili, così come sono progettate, non garantiscono sicurezza.
Abbiamo tratti discontinui, incroci pericolosi, segnaletica carente e una convivenza spesso caotica tra pedoni, bici e auto.

Ma soprattutto manca completamente un tema: quello delle regole e dei controlli.

Perché la sicurezza non è solo infrastruttura.
È anche responsabilità.

Ogni giorno vediamo comportamenti scorretti: attraversamenti senza rallentare, semafori ignorati, velocità elevate anche nelle zone pedonali.

E allora il punto politico è semplice:
non possiamo progettare una città pensando che tutti si comporteranno sempre in modo perfetto.

Serve realismo.

Questa mozione propone più piste e più spazio alla bici,
ma senza affrontare tre questioni fondamentali:

la sicurezza reale dei pedoni,
l’equilibrio tra tutte le forme di mobilità,
e il rispetto delle regole.

Io sono contraria a una mobilità ideologica.

Una pista progettata male è più pericolosa della sua assenza.
Una città sbilanciata crea conflitti, non sicurezza.
E senza regole, qualsiasi infrastruttura fallisce.

C’è poi un altro tema: lo spazio.

A Torino abbiamo già traffico, carreggiate ridotte, difficoltà per residenti e commercianti.
Continuare a sottrarre spazio senza una visione complessiva rischia di peggiorare la situazione.

Se vogliamo davvero più sicurezza, servono azioni concrete:

rivedere le piste esistenti,
eliminare i tratti pericolosi,
separare i flussi dove possibile,
fare manutenzione costante,
e soprattutto garantire controlli e sanzioni per tutti.

Questa mozione manca di equilibrio e realismo.
E non posso sostenere un approccio che non migliora davvero la sicurezza della città per questo motivo voto contro.


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