PREMESSO CHE

  • il tema della denatalità rappresenta una delle principali emergenze demografiche a livello nazionale e locale, con effetti strutturali sul sistema economico, sociale e dei servizi; 
  • numerosi articoli di stampa nazionale hanno evidenziato come la crisi demografica sia ormai strutturale: ad esempio, un’analisi pubblicata su la Repubblica sottolinea come “non possiamo tassare single e famiglie allo stesso modo”, evidenziando il peso crescente delle politiche familiari nel dibattito pubblico; 
  • anche la stampa locale ha più volte richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare gli strumenti di sostegno alle famiglie, con articoli dedicati a misure regionali e locali come voucher e incentivi per l’infanzia, evidenziando la domanda crescente di supporto da parte delle giovani coppie (es. iniziative per il sostegno alle rette degli asili nido riportate da La Stampa); 
  • dati recenti e analisi territoriali confermano come Torino registri un forte calo delle nascite e un progressivo invecchiamento della popolazione, fenomeno ampiamente discusso anche nel dibattito pubblico e giornalistico locale; 
  • la Città di Torino ha recentemente approvato un Piano per le Famiglie 2024–2025, con l’obiettivo di coordinare e potenziare le politiche familiari in modo trasversale;

CONSIDERATO CHE

  • il tema della natalità è sempre più al centro del confronto politico e mediatico nazionale, anche alla luce delle difficoltà economiche delle famiglie e della necessità di strumenti strutturali di sostegno; 
  • il dibattito pubblico, rilanciato anche dai principali quotidiani, evidenzia come gli interventi una tantum non siano sufficienti e come servano politiche territoriali integrate e continuative; 
  • esiste a livello nazionale il sistema di certificazione “Comuni Amici della Famiglia – Family in Italia”, che promuove un approccio strutturato e misurabile alle politiche familiari; 
  • numerosi Comuni italiani, inclusi alcuni piemontesi (tra cui Druento e altri Comuni dell’area metropolitana torinese), hanno già aderito a tale modello, sviluppando politiche coordinate su servizi, fiscalità locale e qualità della vita; 
  • esperienze consolidate come quella della Provincia autonoma di Trento dimostrano, anche secondo analisi e approfondimenti diffusi a livello nazionale, che politiche family friendly possono incidere concretamente sulla scelta di avere figli e sulla permanenza delle famiglie nei territori;

RILEVATO CHE

  • la Città di Torino ha avviato un percorso dichiarato di politiche “family friendly”, con strumenti come il marchio “Torino Famiglie” e un approccio interassessorile; 
  • la stessa amministrazione ha riconosciuto la necessità di migliorare la qualità della vita delle famiglie con minori, anche attraverso criteri dedicati nelle politiche pubbliche; 
  • tuttavia, il quadro demografico resta critico e viene frequentemente richiamato anche nel dibattito pubblico e mediatico locale;

CONSIDERATO INOLTRE CHE

  • la stampa nazionale e locale evidenzia come la questione demografica sia destinata ad avere effetti rilevanti anche sulla sostenibilità dei servizi pubblici e sul sistema economico; 
  • il confronto tra territori (anche riportato in diversi articoli di approfondimento) mostra come le città che investono maggiormente in politiche familiari risultino più attrattive per giovani coppie e nuclei con figli; 
  • la competizione tra città italiane ed europee si gioca sempre più anche sulla capacità di offrire servizi e condizioni favorevoli alla genitorialità;
  • Alla luce del quadro sopra delineato – confermato non solo da dati istituzionali ma anche dal costante richiamo della stampa nazionale e locale al tema della crisi demografica e del sostegno alle famiglie – si ritiene fondamentale comprendere se Torino intenda consolidare e rafforzare il proprio posizionamento come città realmente “family friendly”, passando da una fase programmatoria a una piena attuazione delle politiche, con risultati misurabili nel tempo;

RILEVATO INFINE CHE

  • a seguito delle sollecitazioni pervenute da parte dalle famiglie più numerose residenti nel territorio torinese o comunque della prima cintura, aventi figli che, per motivi di studio o altro ancora, devono recarsi in città frequentemente, si rileva l’opportunità di avviare una riflessione strutturata sulle politiche tariffarie del trasporto pubblico locale;
  • in tale ambito, si intende richiedere di valutare, in prospettiva, l’adozione di misure che consentano di venire maggiormente incontro alle esigenze economiche delle famiglie più numerose, con più figli a carico, al fine di favorire un accesso più equo e sostenibile al servizio;
  • in particolare, si richiede di approfondire soluzioni relative alla modulazione dei costi degli abbonamenti, anche attraverso eventuali agevolazioni o strumenti dedicati, in coerenza con gli obiettivi di inclusione sociale e promozione della mobilità collettiva;

INTERPELLA

il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. se la Città di Torino abbia formalmente ottenuto la certificazione “Comune Amico della Famiglia – Family in Italia” e, in caso affermativo, con quali risultati e indicatori di monitoraggio; 
  2. se l’Amministrazione intenda rafforzare ulteriormente il percorso “family friendly”, anche alla luce delle criticità evidenziate nel dibattito pubblico e giornalistico; 
  3. quali azioni concrete siano previste nel breve e medio periodo per contrastare il calo demografico, anche in relazione alle analisi e agli allarmi riportati dalla stampa nazionale e locale; 
  4. se esista un sistema di monitoraggio pubblico e trasparente delle politiche familiari, con pubblicazione periodica dei risultati; 
  5. quale sia il livello di coordinamento con Regione Piemonte e con altri Comuni certificati, al fine di sviluppare politiche integrate su scala metropolitana; 
  6. se l’Amministrazione intenda sviluppare ulteriori strumenti innovativi, anche prendendo esempio da realtà virtuose evidenziate nel dibattito pubblico (es. Trento e altri Comuni certificati); 
  7. quali misure specifiche siano rivolte alle giovani famiglie, in particolare per:
  • accesso ai servizi educativi;
  • sostegno economico;
  • politiche abitative;
  • conciliazione tempi vita-lavoro;
  1. avendo ricevuto sollecitazioni al riguardo e per le motivazioni espresse in premessa, se l’Amministrazione e GTT abbiano intenzione, nell’ambito delle politiche family friendly, in un prossimo futuro, di prendere in considerazione l’opportunità di venire maggiormente incontro – in tema di trasporti pubblici e costo degli abbonamenti – alle esigenze economiche delle famiglie più numerose, con più figli a carico.

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