Sette anni di lavori, oltre quattro milioni di euro spesi e tante promesse rimaste sulla carta. La pista ciclabile di via Nizza, presentata come un’infrastruttura simbolo della mobilità sostenibile torinese, si è trasformata in un’opera sempre più contestata. A sollevare la questione è la Consigliera Federica SCANDEREBECH, Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale, che ha presentato un’interpellanza per denunciare criticità, costi e risultati discutibili del progetto.
Dichiara SCANDEREBECH (FI): “Quella che doveva rappresentare una svolta per la mobilità urbana si è rivelata un’opera dispendiosa e pericolosa, usata da pochi, troppo pochi cittadini. La spesa complessiva ha superato i 4 milioni di euro. Il risultato? Un tracciato ciclabile che, nella realtà quotidiana, appare ben lontano dagli standard europei di sicurezza ed efficienza.”
SCANDEREBECH (FI) sottolinea come la pista, oltre a restringere la carreggiata e rallentare il traffico, abbia aumentato la percezione di insicurezza tra residenti e utenti della strada:
“La convivenza tra pedoni, biciclette, monopattini e auto è diventata difficile. Gli attraversamenti sono pericolosi, la segnaletica spesso inadeguata e la scarsa manutenzione contribuisce alla confusione generale nella circolazione e nella fruizione degli spazi pubblici. In aula, l’Assessora Foglietta ha riferito che dal 2023 ad oggi sono state emesse solo 7 sanzioni per violazioni del Codice della Strada da parte di ciclisti e conducenti di monopattini. Un dato che parla chiaro: le multe sono poche perché i controlli non si fanno. Eppure, è sotto gli occhi di tutti l’uso promiscuo e spesso scorretto della ciclabile, percorsa a velocità elevate e senza alcun rispetto per le norme.”
Nel corso dell’intervento, la Capogruppo SCANDEREBECH (FI) ha incalzato con un paragone diretto tra le scelte dell’Amministrazione torinese e quelle delle città europee:
“Invito l’Assessora a visitare le capitali europee e osservare come si progettano le piste ciclabili in modo sicuro e funzionale. Con 4 milioni di euro, si sarebbero potute riparare migliaia di buche o ridisegnare in sicurezza centinaia di attraversamenti pedonali. Questo dimostra chiaramente che la messa in sicurezza delle strade e di chi le percorre – a piedi, in bici o in auto – non è una priorità per questa Amministrazione.”


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