La capogruppo di Forza Italia, Federica Scanderebech, afferma:
“L’area ex Berto Lamet, situata in Strada del Portone, rappresenta da anni una ferita aperta per Torino. Nonostante gli annunci e le promesse di riqualificazione, che risalgono almeno al 2018, a oggi non si intravede una soluzione e i cittadini hanno ormai perso ogni speranza di vederla recuperata. Il coraggioso piano approvato nel 2018 prevedeva non solo la riqualificazione dell’area ex Berto Lamet, ma anche la sistemazione di Strada del Portone, con interventi di urbanizzazione su aree pubbliche, su quelle previste in cessione e su quelle assoggettate all’uso pubblico, questo rende il compimento dei lavori operazione molto attesa da parte di tutta la cittadinanza. Il progetto di riqualificazione comprenderebbe inoltre la costruzione di un complesso immobiliare composto da 11 fabbricati, destinati in parte a uso commerciale ed in parte residenziale. Si tratta di un piano che potrebbe finalmente dare nuova vita alla zona, migliorandone l’attrattività e il decoro, tutto ciò non può che giovare al quartiere.”

A sottolinearlo è Scanderebech (FI), che ha ricevuto risposta a due interpellanze presentate sul tema: “L’investimento richiesto ai privati è enorme, motivo per cui questo non esonera l’amministrazione dalle proprie responsabilità. Il degrado e l’abbandono circostanti richiedono un’azione concreta e immediata, che deve essere favorita dalla stessa amministrazione pubblica.”

Dichiara Scanderebech (FI): “La questione non è solo estetica o urbanistica, ma riguarda anche la sicurezza dei cittadini e la percezione di abbandono. I residenti da tempo denunciano il rischio di discariche illegali e microcriminalità. È preoccupante che il Comune non fornisca un cronoprogramma che illustri la situazione del cantiere ai cittadini, quando invece dovrebbe monitorare la situazione e favorire il rispetto delle tempistiche, visto il danno che ne potrebbe ulteriormente derivare anche dal punto di vista sociale, considerando il concreto rischio di occupazioni abusive dell’area.”

“Dalla risposta ricevuta all’interpellanza non emerge alcun dato rassicurante” – prosegue Scanderebech (FI) – “Non viene spiegato quando e come saranno realizzati i progetti promessi nel 2018. I cittadini meritano informazioni trasparenti, anche in relazione ai lavori che interesseranno l’area circostante, i cui benefici si riverseranno in modo esponenziale sugli abitanti della zona.”

Federica Scanderebech (FI) conclude domandandosi: “Quali sono le responsabilità del Comune nei ritardi accumulati? Le pratiche edilizie avrebbero potuto avere tempistiche più rapide? L’amministrazione ha fatto la sua parte per evitare lungaggini ai privati? Quanto tempo bisognerà ancora aspettare per restituire l’area al godimento del pubblico?”


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