La sottoscritta Consigliera Comunale,
PREMESSO CHE
- il Corpo di Polizia Municipale (o Polizia Locale) ha caratteristiche e funzioni ben definite,
disciplinate da norme nazionali (come la Legge n. 65/1986) e da regolamenti regionali o
comunali, variabili nei principi non ritenuti fondamentali, a seconda del territorio di competenza; - il Corpo di Polizia Municipale, avendo competenza limitata nell’ambito del proprio Comune,
salvo convenzioni o accordi intercomunali, rappresenta lo strumento principale per il controllo
del territorio e l’attuazione di molteplici attività amministrative quali:
▪ funzioni di polizia amministrativa locale, con un’attività di controllo su commercio, edilizia,
ambiente, pubblica affissione, inquinamento acustico, animali, mercati, ordinanze sindacali;
▪ funzioni di polizia stradale prestando l’attività di regolazione del traffico, accertamento di
infrazioni al Codice della Strada, rilevamento incidenti, gestione della viabilità in occasione di
eventi;
▪ funzioni di polizia giudiziaria in quanto operanti per reati di loro competenza o su delega
dell’autorità giudiziaria;
▪ funzioni di sicurezza urbana, in quanto di supporto al rispetto dell’ordine pubblico, in particolare
per la prevenzione del degrado urbano e della microcriminalità;
▪ funzioni di collaborazione con le Forze dell’Ordine statali in operazioni congiunte (come per gli
sgomberi o per i controlli congiunti);
▪ funzioni di educazione civica e sicurezza partecipata, in quanto operanti anche in progetti di
educazione stradale, presenza nelle scuole, e interazione con il territorio (come il vigile di
quartiere);
▪ funzioni di ausilio alla Protezione Civile, in quanto possono essere impiegati in casi di emergenza
o calamità naturali ad un’attività di stretta collaborazione;
RILEVATO CHE - in data 7 dicembre 2024, in un dibattito sulla sicurezza organizzato dal Comitato Barriera di
Milano e dal sito web facciamobarriera.com presso il Centro d’incontro di via Pertengo,
l’Assessore regionale alla sicurezza Enrico Bussalino e l’Assessore comunale Marco Porcedda
hanno annunciato più Vigili Urbani operativi in strada che, con la loro presenza, possano
scoraggiare fenomeni quali spaccio, scippi, furti nei negozi o dalle auto in sosta, coprendo in
modo più capillare il territorio; - il Comune di Torino, per il proprio territorio, prevede di seguire due direzioni: la prima intende
riorganizzare la divisione interna, che oggi poggia le basi su un modello risalente al 1983 e che
porterà allo spostamento alla fase operativa di alcuni agenti, oggi occupati in attività
amministrative, considerati non più necessari a operare in quelle funzioni a causa della
digitalizzazione dei sistemi, la seconda prevede nuove assunzioni, in modo da arrivare ad un
rapporto di un agente ogni 530 abitanti; - l’Assessore Porcedda, in quell’occasione, ha dichiarato che “le esigenze della città, rispetto a
quarant’anni fa sono cambiate, è cresciuto il fenomeno della malamovida, come quello dello
spaccio e della microcriminalità, per questo si incrementerà il numero dei vigili operanti in strada,
l’operazione è già stata avviata, si procederà poco per volta, coinvolgendo i sindacati e l’obiettivo
è di completare il progetto entro la fine del mandato” (quindi inizio 2027);
CONSIDERATO CHE - è interesse di tutti i cittadini che il personale dipendente dell’Amministrazione torinese (7.017 alla
data del 31 dicembre 2024), e in particolare gli operatori della Polizia Municipale (303 funzionari
e 1.052 istruttori di Polizia Locale alla data del 31 dicembre 2024), coinvolti in molteplici
funzioni come descritto in premessa possano svolgere il proprio lavoro in un clima di serenità e
motivazione; - in data 12 dicembre 2024, su un noto quotidiano torinese è uscito un articolo dal titolo “La
rivolta dei Vigili Urbani contro Porcedda, l’ordine pubblico non è un nostro compito”, dove si
legge che i sindacati sarebbero contrari alla riorganizzazione promossa dall’Assessore in quanto
servirebbero giovani assunzioni e che attualmente tra pensionamenti e dimissioni le uscite
supererebbero le entrate; - nell’articolo viene posta in rilievo una dichiarazione di una dirigente sindacale polizia locale dove
si evidenzierebbe che i progetti dell’Assessore Porcedda sarebbero irrealizzabili, avendo, gli
appartenenti al Corpo, un’età media che supera i 54 anni, 2/3 più di 50 anni, 450 agenti (ossia
quasi la metà), usufruirebbero della Legge 104 e altri 70 sarebbero considerati “non idonei” al
servizio esterno e ancora, molti altri, avrebbero limitazioni parziali per maternità, esenzioni dai
turni notturni o problemi di salute, un quadro tutt’altro che adatto alla riorganizzazione che
avrebbe intenzione di attuare l’Assessore; - sempre nello stesso articolo di giornale la dirigente sindacale evidenziava, come già segnalato in
premessa dall’interpellante, che nella Polizia Municipale i compiti sono molteplici, dalla viabilità,
all’infortunistica stradale, alla polizia amministrativa per il controllo delle licenze commerciali,
agli interventi legati ai trattamenti sanitari obbligatori (TSO) e ogni volta che si verifica una
manifestazione sportiva allo stadio, gli agenti siano coinvolti in prima linea con un servizio di scorta e nell’attività di contrasto all’abusivismo commerciale; - sempre nello stesso articolo di giornale, un delegato per la funzione pubblica dichiarava come
nell’ambiente si respirasse un’aria di frustrazione, acuita dai numeri di agenti sempre più ridotti;
NEL PRENDERE ATTO CHE
finalmente, rispetto ai suoi predecessori, risalenti alle tornate amministrative precedenti di
centrosinistra, Giunte Fassino e Appendino, l’Assessore Porcedda riconosce come fenomeni quali lo
spaccio e la microcriminalità in generale, come gli scippi, i furti nei negozi o dalle auto in sosta
siano incrementati nel territorio cittadino;
INTERPELLA
il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:
- se risulti all’Amministrazione che vi siano questi segnali di malessere sempre più in ulteriore
crescita rispetto all’articolo di giornale sopra menzionato, risalente a dicembre 2024, tra gli
agenti di Polizia Municipale di Torino, legati ad un percepito senso di inadeguatezza derivante
dalla ristrutturazione in corso del Corpo, dovuto in particolare a causa delle ragioni sopra
elencate, avendo, gli appartenenti al Corpo, un’età media che supera i 54 anni, 2/3 più di 50 anni
e 450 agenti (ossia quasi la metà), utilizzanti la Legge 104 e inoltre 70 considerati “non idonei”
al servizio esterno con molti altri aventi limitazioni parziali per maternità, esenzioni dai turni
notturni o problemi di salute, quindi un quadro tutt’altro che adatto alla riorganizzazione che
avrebbe intenzione di attuare l’Assessore; - se vi siano criticità, rilevate dagli agenti di Polizia Municipale legate all’impiego crescente in
situazioni operative sul territorio con mansioni sempre più assimilabili a quelle delle Forze di
Polizia dello Stato, notoriamente composte da personale più giovane e preparato per tali contesti; - se l’Amministrazione comunale intenda dotare il personale della Polizia Locale di strumenti
adeguati per fronteggiare il degrado urbano e per garantire un’efficace azione di contrasto ai
fenomeni che incidono sulla cosiddetta “sicurezza urbana”; - in riferimento alle recenti dichiarazioni dell’Assessora Porcedda sull’impiego di vigili non armati
in alcune aree della città e sul ritorno della figura del “vigile di quartiere”, se sia previsto
l’impiego di personale adeguato in termini numerici e di formazione, tenuto conto che alcune
delle zone individuate sono note per episodi di degrado e aggressioni, anche ai danni delle Forze
dell’Ordine, e se tale scelta sia compatibile con l’età media attuale del Corpo succitata e con
l’attuale capacità operativa su descritta.
Torino, 07/04/2025 LA CONSIGLIERA
Firmato digitalmente da Federica Scanderebech

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