La sottoscritta Consigliera Comunale,
PREMESSO CHE

  • secondo i dati ISTAT e il Rapporto Sistan 2023, circa il 25% della popolazione torinese ha più di
    65 anni: si tratta di oltre 215.500 persone. Un dato che incide profondamente sull’identità
    demografica della città. Oggi, per ogni bambino sotto i 14 anni, vivono più di due anziani, uno
    squilibrio che solleva questioni cruciali non solo in ambito sanitario e sociale, ma anche sul
    futuro dell’accessibilità urbana e della vivibilità per tutte le fasce d’età;
  • nelle aree metropolitane italiane, quasi un terzo degli over 65 vive da solo. Una realtà che
    evidenzia non solo il rischio crescente di isolamento, ma anche l’esigenza di garantire autonomia,
    inclusione e possibilità concrete di mobilità quotidiana a una parte sempre più ampia della
    popolazione;
  • molti di questi anziani non presentano disabilità tali da rientrare nei criteri dell’articolo 26 della
    Legge 104/92, ma convivono con fragilità funzionali: difficoltà motorie, insicurezze nell’utilizzo
    dei mezzi pubblici e la sensazione diffusa di una rete di trasporti troppo complessa, caotica o
    fisicamente impegnativa;
  • a queste problematiche si sommano, spesso, condizioni economiche precarie: pensioni minime,
    redditi bassi e l’assenza di una rete familiare di supporto rendono difficile, se non proibitivo,
    ricorrere a taxi o servizi di trasporto a chiamata per raggiungere un presidio medico per effettuare
    una visita, fare la spesa o semplicemente mantenere una vita sociale attiva;
    CONSIDERATO CHE
  • il Comune di Torino ha in attivo servizi di accompagnamento solidale realizzati grazie alla
    collaborazione con enti del terzo settore e al volontariato civico. Tuttavia, queste risorse – seppur
    preziose – risultano spesso insufficienti a far fronte a una domanda crescente, dettata
    dall’evoluzione demografica e sociale della città;
  • nel 2021, in risposta all’emergenza pandemica, l’Amministrazione aveva introdotto i cosiddetti
    “buoni viaggio”: un sostegno economico che copriva fino al 50% della spesa per corse in taxi o
    NCC, destinato a over 65, e che mirava a facilitare gli spostamenti degli anziani e a ridurre la
    pressione sui mezzi pubblici durante la pandemia. Una misura apprezzata, ma di natura
    straordinaria e temporanea e sostenuta da fondi emergenziali;
  • l’assenza di un servizio stabile e regolamentato di supporto alla mobilità per anziani
    autosufficienti, ma fragili anche economicamente, produce effetti spesso sottovalutati: isolamento
    sociale, rinuncia a prestazioni sanitarie e controlli medici, abbandono della vita comunitaria. Una
    spirale che finisce per gravare ulteriormente sui servizi socio-sanitari, chiamati a intervenire in
    fasi più avanzate e con costi maggiori;
    CONSIDERATO ANCORA CHE
  • in alcune città italiane stanno prendendo forma politiche strutturate a favore della mobilità delle
    fasce più fragili. Un esempio arriva da Trento, dove l’Amministrazione comunale ha
    recentemente rinnovato un servizio di buoni taxi destinato a donne, persone con disabilità e over
  1. Il progetto prevede l’utilizzo del servizio in fasce orarie specifiche e in contesti urbani
    considerati più vulnerabili. Non si tratta di un intervento di natura assistenziale, ma di una
    strategia di inclusione, prevenzione e promozione della mobilità sostenibile;
  • di fronte a queste esperienze è doveroso per un’Amministrazione riflettere non solo sul costo
    economico di un simile servizio, ma anche – e soprattutto – su quale sia il costo sociale del non
    attivarlo in termini di solitudine, fragilità, emergenze sanitarie, mancato accesso ai servizi di base
    e progressivo disimpegno civico di una fetta sempre più ampia della popolazione;
    INTERPELLA
    il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:
  1. quale sia lo stato attuale della programmazione sociale del Comune di Torino in merito alla
    mobilità anziana;
  2. per quanti anni sia stato attivo il servizio di bonus taxi introdotto nel 2021, quale copertura
    finanziaria lo abbia sostenuto e se ne sia mai stata condotta una valutazione d’impatto, utile a
    considerare l’opportunità di trasformarlo in una misura strutturale e non emergenziale;
  3. in caso affermativo, come l’Amministrazione abbia ipotizzato di integrare le iniziative esistenti – come i trasporti solidali del terzo settore – con un servizio pubblico e strutturato di bonus taxi, in
    grado di offrire una rete di mobilità inclusiva, flessibile e continuativa per gli anziani
    autosufficienti, ma con fragilità socio-economiche;
  4. se l’Amministrazione Comunale intenda attivarsi per l’istituzione di un contributo economico –
    calibrato sull’ISEE individuale – che consenta a questi cittadini di accedere a voucher per
    l’utilizzo di taxi, convenzionati con la Città di Torino, finalizzati a coprire spostamenti essenziali
    come visite mediche, acquisti di prima necessità o partecipazione ad attività sociali e culturali.
    Torino, 15/05/2025 LA CONSIGLIERA
    Firmato digitalmente da Federica Scanderebech

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