La sottoscritta Consigliera Comunale,
PREMESSO CHE
- la zona del Quadrilatero Romano, delimitata da via Pietro Egidi, via XX Settembre e corso
Regina Margherita, rappresenta il nucleo originario dell’antica Augusta Taurinorum e costituisce
uno dei contesti storici e archeologici più significativi della città di Torino; - al suo interno si trovano le Porte Palatine, il più imponente e meglio conservato esempio di porta
urbica romana, affiancate dal relativo Parco Archeologico; - l’area è stata inaugurata nel 2006 a seguito di un importante intervento di riqualificazione urbana,
finalizzato alla valorizzazione dell’identità storica del sito attraverso la pedonalizzazione, la
rimozione del traffico veicolare e la realizzazione di un percorso archeologico che restituisse
visibilità e centralità all’antico ingresso monumentale della città; - il progetto ha incluso anche la creazione di un giardino archeologico che rievoca la struttura
urbana della Torino romana, delimitato, verso corso Regina Margherita, da una cortina
architettonica ispirata al bastione ottocentesco demolito nel XIX secolo; - l’area complessiva, oggi interamente pedonale, si estende per circa 19.000 metri quadrati e
comprende un’ampia zona verde. Lungo corso Regina Margherita si trovano delle arcate
attualmente adibite a parcheggio, utilizzate in particolare per il deposito dei carretti del vicino
mercato di Porta Palazzo; - in prossimità dei resti romani, tra via Egidi e piazza Cesare Augusto, si apre una piccola piazzetta
di interesse pubblico, che rappresenta uno dei principali accessi alla stessa area archeologica;
PREMESSO ANCORA CHE - nonostante l’elevato valore culturale e simbolico dell’area, la piazzetta e le zone circostanti
versano attualmente in uno stato di degrado: arredi urbani trascurati, assenza di manutenzione
ordinaria, incuria del verde e diffusa sporcizia al suolo: carte, mozziconi di sigaretta e piccoli
rifiuti restano visibili anche dopo i passaggi di Amiat; - si registra anche una presenza costante di persone senza fissa dimora. Questi spazi, pur trovandosi
in prossimità di attività commerciali, locali pubblici e persino della Questura, vengono spesso
occupati in modo informale da soggetti in condizioni di forte marginalità, che utilizzano gli
anfratti e le arcate come rifugi notturni e diurni. Coperte, cartoni, effetti personali e rifiuti
vengono abbandonati lungo marciapiedi e spazi verdi (ad esempio tra i rami degli alberi),
generando una condizione di degrado visivo e igienico; - la presenza stabile di persone senza dimora in quest’area, come nel resto della città, è espressione
di una fragilità sociale profonda, che richiederebbe un approccio integrato tra politiche abitative,
servizi sociali, presidi sanitari e strumenti di inclusione. Tuttavia, in assenza di soluzioni
strutturate e di un monitoraggio sistematico, lo spazio pubblico finisce per diventare per queste
persone l’unico luogo possibile di sopravvivenza, trasformandosi in dormitorio, deposito e
talvolta rifugio precario, con inevitabili ripercussioni sulla sicurezza percepita e sul decoro
urbano; - uno spazio di tale rilevanza storica, culturale e identitaria, tra i più rappresentativi del centro
cittadino, meriterebbe invece una valorizzazione coerente con il suo significato e la sua funzione
pubblica; - alcuni cittadini e realtà associative si sono già dichiarati disponibili a prendersi cura di questo
spazio attraverso forme di partenariato civico, come previsto dal Regolamento dei Beni Comuni
del Comune di Torino e già richiamato nella precedente interpellanza mecc. 148/2025;
CONSIDERATO CHE
il percorso pedonale sotto le Porte Palatine, lastricato in opus incertum con lose di pietra, presenta
oggi gravi criticità strutturali: numerose lose risultano instabili a causa del progressivo cedimento
del sottofondo, rendendo il transito pericoloso, soprattutto per persone anziane o con difficoltà
motorie;
CONSIDERATO ANCORA CHE - anche nella parte posteriore del Parco Archeologico, quella che si affaccia lungo corso Regina
Margherita, tra via XX Settembre e piazza Cesare Augusto, si riscontrano da tempo situazioni di
forte degrado e criticità; - le arcate storiche, in particolare, risultano spesso occupate da giacigli di fortuna e segnate dalla
presenza di rifiuti, bottiglie, siringhe e oggetti abbandonati, in un contesto dove le condizioni
igieniche sono frequentemente compromesse; - nel corso degli anni sono stati documentati più interventi straordinari di pulizia e sgombero,
sollecitati da residenti e comitati di zona, ma senza esiti duraturi a causa dell’assenza di un
presidio costante e di una strategia integrata tra forze dell’ordine, servizi sociali e gestione del
patrimonio pubblico; - ancora oggi, il fenomeno appare stabile, con episodi di bivacco, consumo di sostanze e
microcriminalità che incidono negativamente sulla vivibilità e sull’immagine di un’area
archeologica di rilievo storico e turistico, situata a pochi passi dal centro cittadino;
INTERPELLA
Il Sindaco e l’Assessora competente per sapere:
- se l’Amministrazione sia a conoscenza delle condizioni in cui versa l’area delle Porte Palatine, il
Parco Archeologico e le zone adiacenti; - in caso affermativo, quali azioni siano state programmate al fine di ripristinare e garantire il
decoro urbano e la vivibilità dell’area e quale sia il livello di coordinamento tra servizi sociali e
Polizia Municipale per contrastare efficacemente le situazioni di abbandono, insicurezza e
occupazioni improprie degli spazi pubblici; - se, alla luce delle persistenti criticità, l’Amministrazione intenda incrementare i passaggi di
pulizia dell’area – anche attraverso un aumento del numero di interventi da parte di Amiat; - se siano previsti, nel breve e medio termine, interventi di manutenzione straordinaria e ordinaria
finalizzati al ripristino della piena fruibilità e sicurezza del percorso pedonale sotto le Porte
Palatine, che attualmente presenta pavimentazione instabile e pericolosa, con particolare
riferimento alla condizione delle lose in pietra; - di chi sia la proprietà e la competenza gestionale delle arcate chiuse presenti su corso Regina
Margherita, oggi in stato di degrado e oggetto di occupazioni improprie, e se l’Amministrazione
abbia già attivato interlocuzioni per il loro recupero e una possibile rifunzionalizzazione; - se sia stato effettuato un monitoraggio sistematico da parte dei servizi sociali sui soggetti presenti
stabilmente nell’area – in particolare persone senza dimora e con problematiche di dipendenza –
e se vi siano dati aggiornati sul numero di persone censite, prese in carico, o eventualmente
sottoposte a misure sanitarie, come Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO), in relazione a
situazioni di particolare fragilità o rischio per sé e per gli altri.
Torino, 08/05/2025 LA CONSIGLIERA
Firmato digitalmente da Federica Scanderebech

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