La sottoscritta Consigliera Comunale
PREMESSO CHE
- la Sacra di San Michele, situata sul Monte Pirchiriano, all’imbocco della Val di Susa, è uno dei
più importanti monumenti religiosi e simbolici del Piemonte. Fondata tra il X e l’XI secolo, è
oggi considerata un luogo iconico non solo per la sua valenza spirituale, ma anche per il suo
valore storico e culturale. Il monumento è spesso identificato con la “via dei pellegrini” e con la
storia profonda dell’identità piemontese; - nella Città di Torino, tuttavia, esiste una via denominata “via Sagra di San Michele”. Il nome,
così formulato, ha suscitato in più occasioni dubbi e segnalazioni da parte di cittadini, residenti,
commercianti e operatori logistici, per il fatto che la denominazione sembrerebbe contenere un
errore toponomastico, in quanto il termine “Sagra” (che fa riferimento a una festa popolare)
appare fuorviante rispetto alla corretta denominazione del monumento, che è appunto “Sacra”;
CONSIDERATO CHE - in assenza di una documentazione ufficiale che attesti l’origine storica della scelta del termine
“Sagra”, si ipotizza possa trattarsi di un errore originario mai corretto, oppure di un riferimento a
una presunta o passata festa o manifestazione popolare (“sagra”) dedicata a San Michele,
eventualmente svoltasi in città o nella zona oggi interessata dalla via; - la confusione generata da questa denominazione è tutt’altro che trascurabile: sono state segnalate
difficoltà nelle consegne postali, errori nei sistemi di navigazione, disguidi anagrafici, problemi
per i commercianti nella registrazione delle sedi legali, oltre che perplessità nei residenti stessi
circa il reale significato del nome della via; - tale situazione genera un danno d’immagine e operativo per chi vive o lavora in quella via, e
contribuisce a trasmettere un’idea di superficialità nella gestione della toponomastica urbana;
INTERPELLA
il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:
- se la denominazione “via Sagra di San Michele” sia frutto di una scelta intenzionale
dell’Amministrazione comunale o di una distorsione originaria mai corretta nel corso degli anni; - se esistano atti, delibere o documenti storici che motivino l’utilizzo del termine “Sagra” anziché
“Sacra”, anche in riferimento a eventuali feste popolari o tradizioni legate a San Michele che
possano aver avuto luogo nella zona o nella città di Torino; - se l’Amministrazione abbia ricevuto segnalazioni formali da parte di cittadini, operatori
commerciali, associazioni o enti in merito ai disguidi derivanti da questa denominazione
ambigua; - se sia stata valutata la possibilità di una rettifica toponomastica, anche parziale, che riporti
correttamente la dicitura “Sacra di San Michele”, in coerenza con il patrimonio storico e
culturale del Piemonte; - quali sarebbero le eventuali conseguenze amministrative e logistiche di un eventuale
aggiornamento della denominazione, e se si ritenga di avviare un processo di confronto pubblico
con i residenti e le associazioni di quartiere per valutare tale ipotesi; - quali azioni siano in programma per garantire una maggiore accuratezza nella gestione della
toponomastica cittadina, affinché simili casi non si ripetano in futuro, con particolare attenzione
alla correttezza linguistica, storica e identitaria dei nomi delle vie torinesi.
Torino, 05/06/2025 LA CONSIGLIERA
Firmato digitalmente da Federica Scanderebech

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