La sottoscritta Consigliera Comunale,
PREMESSO CHE

  • da tempo ormai, i cittadini torinesi, in particolare i residenti del quartiere Mirafiori, si trovano a
    convivere con una situazione di profondo disagio sociale e degrado urbano, concentrato in aree
    precise come via Pernati di Momo, via Rignon, via Rubino, via San Remo e via Del Prete, fino
    all’ormai tristemente nota area di sosta “Caio Mario”;
  • in queste zone si è consolidata la presenza di accampamenti abusivi, spesso occupati da nuclei
    familiari in condizioni di forte vulnerabilità, la cui permanenza sul territorio avviene al di fuori di
    ogni cornice regolamentata e priva di un’adeguata presa in carico da parte dei servizi competenti;
  • i residenti denunciano da tempo una situazione al limite, caratterizzata da fenomeni di spaccio a
    cielo aperto, atti osceni in pieno giorno, furti, bivacchi stabili e devastazione del verde pubblico e
    delle infrastrutture, che rendono molte aree urbane invivibili e sempre più percepite come “terra
    di nessuno”;
  • durante il concerto di Vasco Rossi tenutosi a Torino nei primi giorni di giugno, proprio nell’area
    Caio Mario si è reso necessario un presidio fisso delle forze dell’ordine e di sicurezza privata per
    arginare episodi di microcriminalità e furti ai danni dei turisti, a testimonianza di una situazione
    ormai allarmante;
  • il permanere di questa situazione sta radicalmente mutando il volto del quartiere, trasformandolo
    nell’ennesima periferia lasciata completamente allo sbando e al degrado. I cittadini sono costretti
    a convivere con disagi insopportabili, mentre le attività commerciali subiscono danni crescenti.
    Questo clima di abbandono totale genera diffusa insicurezza e una profonda sfiducia verso
    un’Amministrazione che, nonostante mesi di segnalazioni e la mobilitazione di comitati
    spontanei, continua a mostrarsi assente e incapace di fornire risposte concrete e adeguate;
    CONSIDERATO CHE
  • il fenomeno in atto è stato finora affrontato dall’Amministrazione principalmente in termini di
    decoro urbano e sicurezza pubblica, ma va sottolineato come si tratti innanzitutto di una
    complessa questione sociale, che coinvolge nuclei familiari che vivono ai margini della legalità,
    in condizioni di grave vulnerabilità ed esclusione;
  • non è possibile pensare a una risoluzione del problema senza il coinvolgimento pieno e attivo dei
    servizi sociali comunali, delle politiche abitative, sanitarie ed educative, in un’ottica
    multidisciplinare e coordinata;
    CONSIDERATO INOLTRE CHE
  • è ormai evidente che le risposte adottate finora sono state frammentarie e inefficaci: gli interventi
    sporadici e non strutturali hanno solo spostato il problema da una zona all’altra, aggravando la
    frustrazione dei cittadini e alimentando tensioni sociali;
  • l’unico segnale concreto di presenza istituzionale è giunto dall’Assessorato alla Legalità e
    Sicurezza, mentre l’Assessorato alle Politiche sociali, Pari Opportunità, Politiche abitative di
    Edilizia Pubblica, Coordinamento relazioni con Aziende Sanitarie, Beni Comuni, che dovrebbe
    avere un ruolo centrale nella gestione del disagio e nel coordinamento delle risposte di welfare, è
    rimasto finora in silenzio, con un’assenza che appare inaccettabile;
  • il dialogo con la cittadinanza, la trasparenza e l’ascolto delle istanze dei comitati spontanei sono
    strumenti essenziali per ripristinare la fiducia e riattivare una relazione positiva tra
    amministrazione e territorio;
    VALUTATO CHE
  • in assenza di una risposta strutturata e concertata, la situazione è destinata a peggiorare, con il
    rischio di alimentare ulteriore marginalizzazione e conflitti tra comunità;
  • la responsabilità politica e amministrativa richiede non solo la partecipazione simbolica ad
    appuntamenti pubblici, ma un impegno concreto, quotidiano e coordinato nel governare
    situazioni di disagio così complesse;
    INTERPELLA
    Il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:
  1. quali azioni strutturate siano state avviate dai Servizi Sociali della Città di Torino per affrontare il
    disagio sociale connesso alla presenza di accampamenti abusivi nell’area Caio Mario e nelle altre
    zone di Mirafiori segnalate dai cittadini;
  2. per quale motivo, a fronte delle numerose segnalazioni e delle richieste formali da parte dei
    cittadini, l’Assessorato alle Politiche sociali, Pari Opportunità, Politiche abitative di Edilizia
    Pubblica, Coordinamento relazioni con Aziende Sanitarie, Beni Comuni non abbia ancora
    assunto un ruolo visibile e operativo nella gestione di queste criticità;
  3. se esista un censimento aggiornato dei nuclei familiari presenti in queste aree, con particolare
    attenzione alla presenza di minori, e quali percorsi individualizzati di presa in carico siano stati
    attivati in ambito abitativo, educativo, sanitario e di inclusione sociale;
  4. quali risorse, strumenti e progettualità l’Amministrazione intenda mettere in campo,
    nell’immediato e nel medio periodo, per favorire l’inclusione, il superamento delle condizioni di
    precarietà e il recupero del decoro urbano;
  5. se sia attivo un tavolo inter-assessorile che coinvolga i Servizi Sociali, la Polizia Municipale, i
    Settori Educativi e quali risultati ha prodotto tale collaborazione;
  6. se siano state avviate forme di ascolto strutturato, confronto pubblico o co-progettazione con i
    cittadini e i comitati spontanei del quartiere, in un’ottica di partecipazione e corresponsabilità
    nella gestione di un’emergenza sociale che sta erodendo la fiducia della cittadinanza nelle
    Istituzioni.
    Torino, 24/07/2025 LA CONSIGLIERA
    Firmato digitalmente da Federica Scanderebech

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