La sottoscritta Consigliera Comunale,
PREMESSO CHE

  • nel pomeriggio del 2 aprile 2025, intorno alle ore 16:00, si è verificato un principio di incendio
    sotto i portici della Galleria San Federico, in prossimità dello storico Cinema Lux e a pochi passi
    da Piazza Castello, nel cuore del centro cittadino, in un’area tra le più centrali, frequentate e
    simboliche di Torino;
  • secondo le prime ricostruzioni, le fiamme avrebbero avuto origine da alcuni cartoni, coperte e
    masserizie accatastati sotto il porticato, presumibilmente appartenenti a persone senza fissa
    dimora che da tempo occupano stabilmente quel tratto di portici come riparo notturno o
    temporaneo. Le cause precise dell’innesco non sono ancora state accertate, ma l’episodio ha
    riportato l’attenzione sulla vulnerabilità e i rischi legati a situazioni di marginalità estrema
    lasciate senza adeguata gestione;
  • fortunatamente, grazie al tempestivo intervento di alcuni commercianti e dipendenti dei negozi
    vicini, e al successivo arrivo dei Vigili del Fuoco, l’incendio è stato rapidamente circoscritto e
    domato prima che potesse propagarsi, evitando conseguenze gravi per le persone presenti e danni
    maggiori alle strutture storiche. Il fumo ha interessato parzialmente la tettoia del cinema, ma non
    ha raggiunto né la biglietteria né la sala cinematografica;
    PREMESSO ANCORA CHE
  • a pochi giorni di distanza dall’incendio sotto i portici della Galleria San Federico, si è verificato
    un secondo grave episodio, questa volta nel territorio della Circoscrizione 4: nella serata dell’11
    aprile, un incendio ha distrutto i pochi beni di fortuna di un senzatetto che da tempo trovava
    riparo sotto il chiosco situato all’angolo tra piazza Risorgimento e via Nicola Fabrizi;
  • anche in questo caso le fiamme hanno interessato masserizie, coperte, cartoni e altri materiali di
    fortuna presenti nell’area, danneggiando anche la struttura del chiosco stesso, i cui vetri sono
    Pag 1 di 4
    andati in frantumi. L’intervento dei soccorsi ha evitato danni ulteriori e l’area è stata messa in
    sicurezza e bonificata nella mattinata successiva da Amiat. Fortunatamente, non si sono registrati
    feriti;
  • questo nuovo episodio si inserisce in una sequenza preoccupante: già nella notte del 13 febbraio
    2025, un incendio aveva colpito la passerella pedonale di corso Gamba, sempre nella
    Circoscrizione 4, dove erano andati a fuoco un materasso e alcune coperte utilizzate come
    giaciglio da un altro senzatetto. Anche in quel caso, le modalità lasciano ipotizzare un gesto
    deliberato, alimentando il sospetto di atti ostili nei confronti di persone senza dimora;
    CONSIDERATO CHE
  • secondo quanto riportato dalla Caritas, nel corso del 2024 si è registrato un incremento del 10%
    nel numero di persone che hanno fatto ricorso ai centri di accoglienza diocesani, passando da
    circa 18.000 nel 2023 a oltre 19.000 nel 2024. Un dato allarmante, che non rappresenta soltanto
    una variazione numerica, ma un indicatore concreto dell’aggravarsi delle condizioni sociali e del
    progressivo ampliamento delle fasce di popolazione in stato di grave vulnerabilità;
  • risulterebbe che nel 2024 siano stati 2247 i casi di persone ospitate nei servizi abitativi creati in
    collaborazione con il terzo settore;
  • in uno scenario già fortemente critico, la chiusura della sede di “Oportunada” – centro diurno
    dedicato all’accoglienza delle persone senza fissa dimora nel quartiere San Salvario di Torino –
    rappresenta un segnale estremamente preoccupante. Si tratta di uno spazio che nel solo 2024 ha
    registrato oltre 27.000 accessi, con un incremento di circa 6.000 passaggi rispetto all’anno
    precedente, a conferma della sua rilevanza concreta per centinaia di persone in situazione di
    grave marginalità. La chiusura di un presidio del genere non è un semplice dato tecnico, ma un
    segnale preciso di arretramento sul piano delle politiche pubbliche di prossimità;
    CONSIDERATO ANCORA CHE
  • la successione ravvicinata e la gravità degli episodi sopra citati impongono una riflessione
    profonda e non più procrastinabile su una marginalità urbana che, da fenomeno sporadico e
    sommerso, si è ormai consolidata in una condizione strutturale, estesa tanto alle periferie quanto
    ai quartieri centrali della città. Non si è più di fronte a casi isolati, ma a una presenza costante e
    riconoscibile, che occupa – spesso in modo silenzioso e segnato da forte vulnerabilità – gli spazi
    pubblici, inclusi quelli storicamente dedicati alla vita culturale, commerciale e sociale di Torino.
    In assenza di risposte sistemiche e coordinate, il rischio è quello di un progressivo inasprimento
    del disagio collettivo e dell’erosione del rapporto di fiducia tra la cittadinanza e le istituzioni;
  • l’uso quotidiano e forzato di portici, gallerie, giardini e pensiline come rifugi di fortuna segnala il
    fallimento di un sistema di accoglienza e inclusione non più in grado di rispondere in modo
    efficace alla crescente fragilità sociale.
  • i 19.300 interventi di supporto e counseling stimati per il 2024, realizzati dal servizio sociale
    professionale dedicato alla popolazione adulta in condizione di grave emarginazione, mirano ad
    avviare con i beneficiari percorsi di cura e inclusione sociale. Tuttavia, questi sforzi si inseriscono
    in un contesto in cui il disagio individuale si intreccia con il degrado urbano, generando un senso
    diffuso di abbandono e impotenza, tanto tra le persone che vivono in strada quanto tra cittadini e
    lavoratori che condividono quotidianamente quegli stessi spazi;
  • tali episodi, al di là della loro gravità materiale, sollevano interrogativi profondi su due fronti
    complementari: da un lato, il rischio concreto di un’escalation di intolleranza, stigmatizzazione o
    Pag 2 di 4
    perfino violenza nei confronti dei soggetti più vulnerabili; dall’altro, la possibilità che atti di
    disperazione o negligenza – compiuti magari involontariamente – si trasformino in situazioni di
    pericolo reale per l’intera collettività, anche a causa della presenza incontrollata di materiali
    infiammabili o condizioni igienico-sanitarie precarie;
  • le numerose associazioni e i volontari presenti sul territorio, che si occupano attivamente di
    queste tematiche, rappresentano una risorsa fondamentale e imprescindibile. Tuttavia, non si può
    delegare a loro la responsabilità della gestione complessiva del fenomeno;
  • in questo contesto, è necessario avviare una programmazione seria e multilivello che coinvolga i
    servizi sociali e il settore del patrimonio, a partire – ad esempio – da un censimento degli edifici
    comunali inutilizzati. Occorre inoltre interrogarsi sul ruolo e sulle responsabilità delle Istituzioni,
    sull’efficacia delle politiche pubbliche, sulla tenuta del sistema di welfare cittadino e sulla
    necessità di una pianificazione urbana capace di garantire a tutte e tutti il diritto a vivere in una
    città accogliente, sicura e giusta. Non si può più ignorare, nel silenzio del disagio sociale vissuto
    da molte persone, le criticità strutturali che alimentano marginalità e disuguaglianze;
    RILEVATO CHE
  • in un momento in cui le fragilità sociali si manifestano con crescente evidenza nello spazio
    urbano, è responsabilità della politica promuovere strumenti di governance all’altezza della
    complessità della sfida. Diventa dunque imprescindibile valutare l’attivazione di un tavolo
    permanente e pubblico di confronto che riunisca Comune, Circoscrizioni, Servizi Sociali,
    operatori del terzo settore, Forze dell’Ordine, rappresentanze dei commercianti e della
    cittadinanza attiva. Un luogo di co-progettazione stabile, capace di definire una strategia
    condivisa, partecipata e strutturale per affrontare la marginalità urbana e la gestione degli spazi
    pubblici con equilibrio tra inclusione e responsabilità;
  • in quest’ottica, è altrettanto strategico interrogarsi su un maggiore coinvolgimento delle
    fondazioni private, spesso attente e impegnate sui temi sociali, il cui contributo può rafforzare la
    capacità dell’Amministrazione di mettere in campo politiche innovative, efficaci e sostenibili nel
    tempo;
    INTERPELLA
    Il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:
  1. quale sia il numero effettivo delle persone senza fissa dimora censite in città, suddivise per
    Circoscrizione, e quante di esse risultino effettivamente in carico ai servizi sociali o accolte nei
    centri disponibili; si chiede inoltre quanti posti letto siano oggi concretamente disponibili e
    fruibili (inclusi quelli emergenziali e temporanei), e con quale tasso di saturazione media;
  2. se esista, ad oggi, un censimento aggiornato delle strutture comunali inutilizzate e
    potenzialmente idonee ad essere riconvertite per far fronte a situazioni di emergenza abitativa,
    con particolare riferimento alle persone senza fissa dimora;
  3. quanti reati siano stati effettivamente commessi, nel corso degli anni 2024 e 2025, da persone
    senza fissa dimora e quale sia la natura di tali reati, distinguendo – ove possibile – la tipologia;
  4. quanti casi accertati di sfruttamento o maltrattamento di animali, a carico di persone senza fissa
    dimora, siano stati registrati nel medesimo periodo, e quale tipo di intervento sia stato attivato
    dalle autorità competenti;
  5. se siano previste misure aggiuntive di presidio, monitoraggio e prevenzione del rischio, in
    Pag 3 di 4
    particolare in quelle aree (centrali e periferiche) dove la presenza stabile di senzatetto comporta
    anche un accumulo di materiali potenzialmente pericolosi. Si chiede se siano attivi o previsti
    protocolli specifici con Vigili del Fuoco, Polizia Locale e Amiat per la bonifica e messa in
    sicurezza di tali aree;
  6. quali percorsi di reinserimento sociale, lavorativo e abitativo siano attualmente previsti, anche in
    collaborazione con le associazioni del terzo settore, le parrocchie e le strutture di accoglienza
    diffuse. Si chiede se esistano progetti specifici rivolti alle persone in strada da lungo tempo
    (cronicamente escluse), se siano attive forme di accompagnamento socio-sanitario per i casi con
    problematiche psichiatriche o dipendenze e in caso affermativo quanti TSO siano stati attivati;
  7. se vengano all’occasione utilizzate strutture private, e quali, per l’accoglienza temporanea dei
    casi più gravi di adulti in emarginazione, quanti casi di questo tipo ci siano stati nel 2024 e nel
    2025 fino ad oggi e quale sia la spesa a carico dell’Amministrazione.
    Torino, 15/05/2025 LA CONSIGLIERA
    Firmato digitalmente da Federica Scanderebech

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *