La sottoscritta Consigliera Comunale,
PREMESSO CHE
- nella corrente settimana, le cronache italiane si sono occupate di un “caso Roma”, un titolo per
semplificare l’operato di un cartello di imprese, con società diverse riconducibili allo stesso
gruppo, che avrebbero messo insieme un sistema per l’aggiudicazione degli appalti e poter fare la
cresta sulla posa di un asfalto rivelatosi poi scadente; - sul caso sarebbero in corso indagini da parte della Guardia di Finanza per corruzione sugli
appalti; - il sistema, secondo quanto pubblicato dai giornali, sarebbe rodato e avrebbe avuto il fine di
aggiudicarsi in maniera sleale le opere di manutenzione delle strade della Capitale con lavori che
poi sarebbero stati realizzati in modo scadente e avrebbero richiesto continui interventi di
riparazione, il tutto con la complicità di funzionari del Comune e della Regione; - sotto la lente dei magistrati sarebbero finiti diversi lotti di lavori sulle strade di grande viabilità
distribuiti nei quindici Municipi di Roma, più altre singole gare e appalti; - nell’inchiesta della Procura ci sarebbero 75 appalti per un valore complessivo di 92 milioni di
euro, di cui 72,2 pagati da Roma Capitale per 42 appalti banditi per le proprie strade; - a eseguire le misure cautelari sono stati gli uomini della Guardia di Finanza del comando
provinciale di Roma nei confronti di cinque persone accusate di una serie di reati come
l’associazione per delinquere, la corruzione, la turbata libertà degli incanti, la frode nelle
pubbliche forniture, il trasferimento fraudolento di valori e la bancarotta fraudolenta; - agli indagati è stato vietato di intestarsi contratti con la Pubblica Amministrazione;
- con il prosieguo delle indagini il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma ha scoperto
una serie di società intestate a prestanome, ma riconducibili a un unico gruppo imprenditoriale,
un sistema che moltiplicava le possibilità di aggiudicazione delle gare e che avrebbe permesso
allo stesso gruppo imprenditoriale di mettere le mani sulle strade di grande viabilità;
Pag 1 di 2 - sarebbero quattro i funzionari dell’ufficio collaudo del Campidoglio indagati dalla Procura, ossia
dei tecnici che avrebbero dovuto vigilare sui lavori ma che non si sarebbero accorti di quanto
fosse scadente quell’asfalto; - oltre al sistema corrotto per ottenere gli appalti, l’indagine avrebbe smascherato le frodi nelle
modalità di esecuzione dei lavori; per abbattere i costi e intascare altro denaro, le ditte
aggiudicatarie avrebbero risparmiato sull’asfalto stendendo strati più sottili del necessario e usato
materiali scadenti, in violazione dei capitolati di gara, con mazzette da 10mila euro e altri
“benefit” come orologi, cene, viaggi, noleggi d’auto, così sarebbero stati ripagati i responsabili
dei controlli per chiudere gli occhi davanti agli illeciti; - gli strati più sottili del necessario sarebbero stati così sottili da essere definiti, in altri articoli di
giornale, “spessi come un’ostia sacra”; - il Sindaco di Roma ha assicurato la massima attenzione e garantito la massima collaborazione
alle indagini in corso e ha espresso un sentimento di gratitudine per il prezioso lavoro svolto a
tutela della legalità e al tempo stesso di indignazione per le irregolarità che potrebbero essere
state commesse;
CONSIDERATO CHE - come si usa dire in questi casi, “Nessuno è mai colpevole fino all’ultimo grado di giudizio”, una
formulazione che riassume il principio della presunzione di innocenza, un cardine fondamentale
del diritto penale e dell’ordinamento giuridico italiano; - questo principio, sancito anche dall’art. 27 della Costituzione, stabilisce che un imputato non può
essere considerato colpevole fino a quando la sua colpevolezza non sia stata provata tramite una
sentenza definitiva e irrevocabile;
INTERPELLA
il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:
quali controlli vengano effettuati in forma preventiva per evitare un giorno di avere un “Caso
Torino”, in analogia a quanto accaduto a Roma, considerate le continue lamentele della cittadinanza
sulla qualità delle manutenzioni nella posa di asfalto, sulle buche cittadine, manifestate con una
serie di interpellanze, da parte di più Consiglieri Comunali, all’attuale Amministrazione Comunale,
le quali vengono coperte e si riaprono, sulle strisce pedonali che si scoloriscono, tinteggiate con
l’utilizzo di materiali scadenti e altri casi di manutenzione stradale analoghi, riguardanti comunque
tutti i vari generi di manutenzione stradale.
Torino, 30/05/2025 LA CONSIGLIERA
Firmato digitalmente da Federica Scanderebech

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