La sottoscritta Consigliera Comunale,
PREMESSO CHE
- la palazzina dell’ex Dazio, situata strategicamente tra corso Vercelli e Corso Giulio Cesare,
rappresenta il primo biglietto da visita per gli automobilisti ed i turisti che arrivano a Torino
uscendo dall’autostrada Torino – Milano; - l’edificio, ormai in uno stato di fatiscenza avanzata, è da oltre 10 anni oggetto di un’occupazione
abusiva che aggrava ulteriormente la situazione. Non solo è in condizioni strutturali precarie, ma
ospita un flusso di persone non censite, di cui non si conosce la provenienza; - tutto ciò ha comportato una serie di problematiche per il quartiere e per i residenti, in quanto le
utenze dello stabile continuano ad essere attive a carico della collettività;
PREMESSO ANCORA CHE - il piazzale antistante si è trasformato da anni in un ritrovo di roulotte di nomadi, camion, Tir e bus
provenienti dalla Romania che non restituiscono certo un’immagine decorosa della città, ma
solamente un’atmosfera di degrado e abbandono; - non si è mai giunti ad un progetto concreto o ad una soluzione definitiva nonostante nel corso
degli ultimi anni siano stati presentati numerosi documenti, effettuate richieste di intervento e
programmati sopralluoghi al fine di risolvere la situazione;
CONSIDERATO CHE - questo stallo non fa che prolungare una condizione di abbandono e incuria che danneggia non
solo l’immagine della città, ma anche e soprattutto la qualità della vita dei residenti e delle attività
commerciali nelle vicinanze; - parrebbe che vi fosse la possibilità di utilizzare gli oneri di urbanizzazione derivanti dal progetto
ToDream per il piazzale antistante e la riqualificazione della zona limitrofa;
INTERPELLA
Il Sindaco e l’Assessore competente per sapere: - se esista un iter progettuale per il recupero strutturale della palazzina ex Dazio; un intervento di
riqualificazione infatti permetterebbe di restituire alla Città un edificio simbolo, valorizzando
l’ingresso a Torino; - se sia previsto un intervento di sgombero dagli occupanti abusivi, eseguendo un censimento delle
persone attualmente presenti nello stabile. Qualora tra gli occupanti vi fossero famiglie in
condizioni difficili, si potrebbe considerare l’ipotesi di offrire loro soluzioni abitative alternative,
sfruttando il patrimonio di edilizia residenziale destinata alle categorie svantaggiate; - se non sia possibile avviare una progettazione di una nuova destinazione d’uso per l’edificio, con
l’obiettivo di riadattarlo e di trasformalo in un centro servizi per la comunità. Potrebbe diventare
un luogo dove concertare servizi attualmente assenti o carenti nella zona, come uffici anagrafici,
un ufficio postale, un punto informativo turistico, un centro di ascolto per anziani o servizi alle
famiglie; - si domanda se, utilizzando parte dei fondi derivanti dalla realizzazione del progetto TO DREAM,
si possa procedere alla riqualificazione del piazzale antistante la palazzina, magari attraverso un
intervento che preveda la creazione di aree verdi e spazi attrezzati per i cittadini, al fine di
restituire dignità e decoro all’intera area, eliminare il degrado e migliorare la qualità
dell’ambiente urbano.
Torino, 10/10/2024 LA CONSIGLIERA
Firmato digitalmente da Federica Scanderebech

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