La sottoscritta Consigliera Comunale,
PREMESSO CHE

  • negli ultimi anni, sul territorio della Città di Torino si è registrata una significativa e diffusa
    proliferazione di esercizi commerciali di piccole dimensioni, comunemente noti come
    “minimarket etnici”, la cui presenza risulta fortemente concentrata in aree urbane caratterizzate
    da alta densità abitativa e fragilità socio-economiche;
  • una recente mappatura condotta dall’Amministrazione comunale, in collaborazione con alcune
    Circoscrizioni (2, 5, 6, 7 e 8) e basata sui dati forniti dalla Polizia Municipale, ha confermato la
    prevalenza di questi esercizi in contesti già sottoposti a forte pressione sociale;
  • durante la visita a Torino, nell’ottobre 2024, della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle
    condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, è emerso un dato
    significativo: in città sarebbero attivi circa 2.000 minimarket.
  • si tratta, nella maggior parte dei casi, di negozi di vicinato gestiti da imprenditori stranieri, che
    vendono alimentari, bevande e una vasta gamma di alcolici a basso costo – come birra, vino e
    vodka – che troppo spesso alimentano situazioni di degrado, contribuendo al malessere e alla
    tensione sociale in interi quartieri;
    PREMESSO ANCORA CHE
  • le numerose e ricorrenti segnalazioni di cittadini, comitati di quartiere e rappresentanze
    istituzionali delineano un quadro critico in cui la presenza di tali attività è percepita come fattore
    destabilizzante per la sicurezza, il decoro urbano e la convivenza civile, soprattutto nelle ore
    serali e notturne;
  • una delle problematiche più gravi e sistemiche riguarda la reiterata violazione degli orari di
    vendita di bevande alcoliche ben oltre i limiti consentiti. Tali infrazioni alimentano episodi di
    ubriachezza molesta, schiamazzi e disturbo della quiete pubblica, contribuendo ad accrescere il
    senso di insicurezza nei quartieri coinvolti;
  • il crescente numero di richieste d’intervento da parte dei residenti, esasperati da risse,
    assembramenti e comportamenti incivili connessi al consumo di alcolici venduti in questi
    esercizi, rappresentano un chiaro indicatore di una situazione ormai al limite, che incide
    negativamente sulla qualità della vita e rafforza la percezione di abbandono da parte delle
    istituzioni;
    CONSIDERATO CHE
  • le attività ispettive svolte dalla Polizia Municipale e dagli altri organi competenti hanno condotto,
    in numerosi casi, alla sospensione o alla chiusura temporanea di esercizi commerciali risultati non
    conformi alla normativa vigente, evidenziando una diffusa e sistemica inosservanza delle regole
    in materia di sicurezza, igiene, lavoro e fiscalità;
  • la persistenza e la cronicizzazione di tali fenomeni, particolarmente gravi nei contesti urbani più
    fragili, stanno contribuendo ad un progressivo deterioramento del decoro cittadino, generando un
    diffuso senso di abbandono da parte delle istituzioni e minando la coesione sociale e la
    convivenza civile;
  • a fronte di una situazione divenuta, per molti residenti, palesemente insostenibile, la Giunta
    Comunale è intervenuta con una misura di natura correttiva, adottata con la delibera mecc.
    150/2025 del 25 marzo 2025;
  • il provvedimento modifica temporaneamente, fino al 31/12/2025, l’orario di applicazione dei
    divieti previsti dall’art. 8 bis del Regolamento di Polizia Urbana, anticipando alle ore 21 il divieto
    di vendita, cessione e detenzione di bevande in contenitori di vetro o metallo in 23 aree cittadine
    distribuite nelle seguenti circoscrizioni: Santa Rita e Mirafiori; la periferia Nord; Aurora,
    Vanchiglia e Madonna del Pilone; Borgo Filadelfia e Nizza-Millefonti;
  • per molti cittadini, questa misura richiama il caso di via Di Nanni, zona pilota dove il divieto fu
    introdotto, successivamente revocato e infine nuovamente applicato. L’obiettivo resta invariato:
    contenere gli assembramenti notturni davanti ai minimarket, luoghi in cui l’accessibilità a alcolici
    a basso costo e il clima di euforia notturna generano situazioni incompatibili con la quiete e la
    sicurezza pubblica;
  • secondo quanto dichiarato dagli Assessori al Commercio e alla Sicurezza, il provvedimento è
    frutto di un’analisi approfondita condotta su indicatori oggettivi – densità commerciale, entità
    delle sanzioni elevate, numero e frequenza delle segnalazioni – ma rappresenta, di fatto, una
    risposta emergenziale a una situazione che, per troppo tempo, è stata sottovalutata o non
    affrontata con la necessaria tempestività, e che oggi richiede interventi strutturati, coordinati e
    non più rinviabili;
  • le Associazioni di Categoria, solitamente fondamentali nel mediare e nel mantenere un dialogo
    con il commercio locale, in questi casi non riescono a svolgere appieno il loro ruolo, poiché molte
    delle attività coinvolte non vi aderiscono né intrattengono rapporti strutturati, rendendo più
    complessa qualsiasi forma di regolazione condivisa;
  • senza un sistema di controlli regolari, coordinati e continuativi, il rischio concreto è che anche
    questo intervento si riveli inefficace, rimanendo un’azione isolata incapace di incidere realmente
    sui fenomeni di degrado urbano e insicurezza che si intende affrontare;

    INTERPELLA
    Il Sindaco e gli Assessori competenti per sapere:
  1. quale sia il numero aggiornato di esercizi commerciali riconducibili alla categoria dei
    “minimarket etnici” attivi sul territorio cittadino, suddivisi per Circoscrizione;
  2. quanti controlli siano stati effettuati, negli ultimi tre anni, su queste attività da parte della Polizia
    Municipale e/o di altri enti competenti, con indicazione del numero e della tipologia delle
    sanzioni comminate (chiusure, sospensioni, multe) e delle violazioni più frequenti, per
    comprendere se si tratti di fenomeni isolati o sistemici;
  3. quali misure siano state adottate, o siano in fase di definizione, per le zone dove questi esercizi
    sono presenti ma non rientrano tra le aree oggetto del recente provvedimento, al fine di garantire
    omogeneità nei controlli e nel presidio del territorio, ed estendere il provvedimento a livello
    comunale;
  4. quante unità di Polizia Municipale siano attualmente impegnate nei controlli relativi a questi
    esercizi, con quale frequenza vengano svolte le ispezioni e se l’Amministrazione non ritenga
    necessario rafforzare il personale e le risorse dedicate a tale attività;
  5. se, a seguito della gravità del fenomeno e del recente atto della Giunta, sia stato previsto un
    piano straordinario di controlli continuativi, con azioni coordinate tra i vari enti preposti e con
    quale cadenza;
  6. se l’Amministrazione intenda introdurre nuovi provvedimenti con criteri più stringenti per
    l’apertura di nuovi esercizi della medesima tipologia;
  7. se sia previsto il coinvolgimento attivo delle comunità straniere maggiormente interessate dal
    fenomeno e delle loro associazioni, per promuovere un’assunzione di responsabilità civica, una
    gestione conforme alle regole e una maggiore integrazione nel contesto urbano;
  8. con quale cadenza si riunisca il Tavolo di Osservazione sulla vivibilità urbana, affinché raccolga
    in modo sistematico le segnalazioni, monitori gli effetti delle misure adottate e garantisca una
    risposta rapida e integrata ai fenomeni di degrado urbano e se tra le sue azioni è prevista anche la
    mappatura delle attività presenti nelle circoscrizioni non citate.
    Torino, 17/06/2025 LA CONSIGLIERA
    Firmato digitalmente da Federica Scanderebech

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