La sottoscritta Consigliera Comunale,
PREMESSO CHE
- negli scorsi mesi è apparso in corso Umbria, all’incrocio con via Livorno, un tratto di pista
ciclabile di soli 5 – 7 metri di lunghezza, disgiunto dal resto della rete ciclabile cittadina, come da
immagine unita al testo di codesta interpellanza (allegato 1); - analogamente, in largo Piero della Francesca, all’angolo con corso Svizzera, è stata realizzata di
recente una piccola porzione di pista ciclabile altrettanto isolata e priva di collegamenti continui; - entrambe le realizzazioni sono state oggetto di critiche da parte di cittadini e associazioni, che ne
sottolineano l’inutilità pratica e il potenziale pericolo per ciclisti e pedoni; - le cronache cittadine hanno da parte loro criticato quella che è considerata “la pista ciclabile da
Guinness dei primati, la più corta del mondo”, come da immagine unita al testo di codesta
interpellanza (allegato 2), evidenziando come non si abbia neanche il tempo di salire sulla bici e
di iniziare una pedalata che sia già concluso il tratto, un pezzo isolato di pista ciclabile
completamente scollegato dal resto della ciclovia;
CONSIDERATO CHE - il progetto complessivo di riqualificazione ciclabile di corso Umbria non è ad oggi corredato da
un cronoprogramma pubblico né da un piano di estensione verso le direttrici adiacenti, rendendo i brevi tratti eseguiti di asfaltatura uno spreco di risorse e uno svantaggio per la mobilità attiva; - il tratto in largo Piero della Francesca non solo non si connette ad altri percorsi protetti, ma sorge
in un punto di intenso flusso veicolare e pedonale, determinando condizioni di potenziale
conflitto fra utenti diversi della strada; - l’assenza di continuità ciclabile contrasta con gli obiettivi di promozione della mobilità
sostenibile e mina la fiducia dei cittadini nella capacità dell’Amministrazione di pianificare
infrastrutture realmente utili; - le due piste hanno comportato una significativa perdita di posti auto in un’area già fortemente
congestionata e con cronica carenza di parcheggi, sollevando forti preoccupazioni tra residenti e
attività commerciali; - proprio la preoccupazione dei cittadini ha portato alla raccolta firme da parte dei residenti, chiaro
indicatore del malcontento nei confronti di scelte che appaiono scollegate dai reali bisogni del
territorio; - tali lavori non risultano nemmeno che siano di ausilio alla mobilità degli studenti verso il polo
universitario, dal momento che l’area è già ben servita da linee di trasporto pubblico ad alta
frequenza, come il 3 e il 9, che collegano efficacemente le strutture universitarie; - inoltre, in considerazione della scarsa presenza di traffico ciclistico rilevata nella zona, la
realizzazione di due piste distinte e scollegate appare del tutto sproporzionata: sarebbe stato più
efficace realizzare un unico tratto funzionale e ben integrato;
INTERPELLA
il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:
- se l’Amministrazione confermi l’effettiva realizzazione di un tratto di pista ciclabile di soli 5 – 7
metri in corso Umbria (incrocio con via Livorno) e della breve porzione in largo Piero della
Francesca (angolo corso Svizzera), e quali fossero gli obiettivi specifici di tali interventi; - se esista un cronoprogramma dettagliato per la prosecuzione dei lavori di riqualificazione
ciclabile su corso Umbria e su largo Piero della Francesca, con date di avvio e conclusione per
ciascuna fase, a quanto ammonti la spesa prevista e da dove siano state reperite le risorse; - quali interventi infrastrutturali siano previsti per collegare il tratto di corso Umbria ai percorsi
ciclabili di corso Svizzera e al percorso ciclopedonale del Parco Dora e analogamente per
integrare la porzione di Largo Piero della Francesca con la rete esistente, onde evitare che il tutto
rimanga una mera barzelletta; - quali risorse siano state stanziate per l’esecuzione di questi brevi tratti e per il completamento
dell’intero piano ciclabile; - se siano previste forme di informazione e coinvolgimento della cittadinanza per illustrare
motivazioni, stato dei lavori e prospettive di tali dubbi lavori; - in che modo l’Amministrazione intenda evitare che futuri interventi di mobilità sostenibile
diventino esempi di scarsa progettualità e inefficienza, compromettendo la fiducia dei cittadini
nelle politiche di trasporto attivo ancor più verificato che vengono apprezzati da una piccolissima
fascia di popolazione fruitrice.
Torino, 05/05/2025 LA CONSIGLIERA
Firmato digitalmente da Federica Scanderebech

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