La sottoscritta Consigliera Comunale
PREMESSO CHE
▪ da stime recenti, ogni anno, in Italia, circa 5.000 animali muoiono a causa dei botti di fine anno e
di questi, circa l’80% sono animali selvatici, soprattutto volatili che, spaventati, perdono il senso
dell’orientamento scappando istintivamente e rischiando di colpire ostacoli durante la loro fuga;
▪ soprattutto nei gatti e nei cani, i principali animali d’affezione, botti e petardi creano stress e
spaventi, causati dalla loro particolare soglia uditiva, infinitamente più sviluppata e sensibile di
quella umana, in quanto l’essere umano ha una percezione di ascolto compresa tra le frequenze
denominate infrasuoni, intorno ai 15 hertz e quelle denominate ultrasuoni, sopra i 15.000 hertz,
mentre cani e gatti possiedono facoltà uditive molto più superiori, rispettivamente fino a 60.000 e
70.000 hertz;
▪ secondo alcuni studi, l’esposizione prolungata ai rumori ad alta intensità può portare alla perdita
permanente dell’udito dei cani e possono essere per loro causa di traumi fisici, ansie o sviluppo di
fobie;
RILEVATO CHE
▪ le cronache cittadine nei primi giorni di gennaio 2024 hanno riportato fatti accaduti relativamente
a cani e gatti finiti investiti dalle automobili nella loro irrazionale fuga dovuta alla paura
provocata dalle esplosioni;
▪ ancora oggi si ricordano la storia del cane Black, un pastore tedesco, trovato rintanato in una
buca, il 19 gennaio 2023, a 200 km. da casa, dopo aver percorso la tratta da Santa Giustina in
Colle (PD) a Legnano (VR), o la storia del cane Ricky, un border collie ritrovato dopo oltre 40
giorni di fuga avvenuta tra le regioni di Friuli Venezia Giulia e Veneto, allontanamenti avvenuti
entrambi in seguito agli scoppi dei botti di Capodanno 2023;
▪ i continui appelli che avvengono ogni fine anno da parte delle associazioni animaliste, ma anche
da innumerevoli cittadini, a prestare attenzione e ad evitare di fare esplodere petardi o fuochi di
artificio rimangono inascoltati;
CONSIDERATO CHE
▪ l’articolo 703 del Codice Penale recita che chiunque, senza la licenza dell’Autorità, in un luogo
abitato o nelle sue adiacenze, o lungo una pubblica via o in direzione di essa (…) accenda fuochi
d’artificio (…) o, in genere, effettui accensioni o esplosioni pericolose, è punito con l’ammenda
fino a Euro 103;
▪ l’articolo 48ter del Regolamento Comunale n. 221 “Regolamento di Polizia Urbana”, trattando
l’utilizzo e vendita di prodotti pirotecnici stabilisce, tra l’altro, che “è tassativamente vietato far
esplodere botti o petardi di qualsiasi tipo in tutti i luoghi, coperti o scoperti, pubblici o privati, in
cui si svolgano manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico, di qualsiasi tipo; all’interno di asili,
scuole, ospedali, case di cura, comunità varie, uffici pubblici e ricoveri di animali (canile, gattile,
etc.), nonché entro un raggio di 200 metri da tali strutture; in tutte le vie, piazze ed aree
pubbliche, ove transitano o siano presenti delle persone; la vendita negli esercizi commerciali
abilitati è consentita esclusivamente nel rigoroso rispetto dei limiti e delle modalità stabilite dalla
legge, e che in considerazione del particolare rischio che si potrebbe configurare è tassativamente
vietato il commercio in forma itinerante di artifici pirotecnici;
▪ il Regolamento n. 320 per la tutela e il benessere degli animali in città, all’articolo 9 comma 1
recita che “è vietato mettere in atto qualsiasi comportamento lesivo nei confronti degli animali”;
▪ sempre il Regolamento n. 320 di cui al punto precedente, all’articolo 9, comma 23, recita che è
vietato, su tutto il territorio del Comune di Torino, fare esplodere petardi, botti, fuochi d’artificio e
articoli pirotecnici in genere. L’attivazione di petardi, botti, fuochi d’artificio e simili può
configurarsi come maltrattamento e comportamento lesivo nei confronti degli animali e comporta
quindi responsabilità per i trasgressori;
CONSIDERATO INOLTRE CHE
▪ nonostante i divieti di esplosione di petardi sanciti dai regolamenti sopraccitati, negli scorsi anni
si è purtroppo regolarmente assistito alla totale violazione degli stessi, in particolare nel periodo
di Capodanno;
▪ lo scoppio dei petardi in città è comunque pericoloso per tutta la popolazione e non soltanto per
chi li getta, in quanto può creare danni all’udito se si è troppo vicini allo scoppio o soprattutto se
l’esplosione avviene sotto i portici di Torino, aventi effetto ridondante;
▪ aumenta il pericolo di incidenti in caso di ordigni inesplosi raccolti per gioco, rischio al quale
sono soggetti soprattutto ragazzini e bambini, e comunque l’abuso dei petardi nel periodo di
Capodanno reca disturbo alla quiete pubblica per diversi giorni;
▪ oggigiorno vi sono in commercio forme alternative ai botti, per la parte di popolazione che
volesse festeggiare l’avvento dell’anno nuovo in modo similare e che comunque mantengono le
loro caratteristiche visive ma che non sono esplosive, come le fontane luminose o prodotti
similari;
▪ negli anni passati la Città ha provveduto a più campagne di affissioni per disincentivare l’uso dei
botti nelle festività natalizie e di Capodanno, utilizzando slogan quali “I botti spaventano gli
animali e non solo…” e “Gli animali valgono più di un botto”;
TENUTO CONTO CHE
▪ le sanzioni previste dalla normativa succitata non possono eliminare completamente il problema
ma potrebbero essere un deterrente per chi non si attiene alle regole così chiaramente espresse;
▪ i riferimenti legislativi, regolamentari e le sanzioni indicate precedentemente sono attuali ed
ancora in vigore;
▪ i cittadini, per i loro animali d’affezione, constatato il mancato rispetto della normativa e
l’inefficacia sanzionatoria, hanno adottato diverse soluzioni per attenuare il rumore, come
l’utilizzo di cuffie che riducono l’incidenza dei botti fino al 50%, o l’uso di collari antistress
contenenti feromoni o oli essenziali;
INTERPELLA
Il Sindaco e l’Assessore competente per conoscere:
- quali azioni si intendano intraprendere per contrastare l’uso dei botti in città nell’ultima decade
di dicembre 2024, tenendo conto che le prime esplosioni si iniziano a sentire a partire dai giorni
precedenti il Natale per estendersi almeno fino al 1° gennaio, per poi a volte proseguire fino
all’Epifania per gli ultimi residui rimasti ancora inesplosi e da utilizzare; - se si siano ipotizzate o previste misure aggiuntive, rispetto a quelle adottate negli anni passati
(risultate poi inefficaci), di contrasto e di prevenzione a questi comportamenti irregolari, in modo
da raggiungere finalmente risultati soddisfacenti; - se verranno adottate quest’anno campagne di sensibilizzazione o comunque iniziative
informative presso la cittadinanza contenenti raccomandazioni per tutelare e proteggere gli
animali dai botti, dando consigli utili, a chi ne detiene il possesso, in caso di attacchi di panico; - quante sanzioni siano state comminate, dal 2015 ad oggi (e quindi nell’ultimo decennio),
suddivise per annualità, per la procurata esplosione in città di fuochi d’artificio non autorizzati o
petardi; - quante sanzioni siano state comminate, dal 2015 ad oggi (e quindi nell’ultimo decennio),
suddivise per annualità, per il commercio in forma itinerante, non regolare, di artifici pirotecnici.
Torino, 12/11/2024 LA CONSIGLIERA
Firmato digitalmente da Federica Scanderebech

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