La sottoscritta Consigliera Comunale,
PREMESSO CHE

  • il Consiglio Comunale, in data 26 maggio 2025, ha approvato la delibera di Giunta mecc.
    290/2025, proposta dall’Assessora Nardelli, con la quale si intende affrontare, seppure in ritardo,
    l’annosa questione dei numerosi chioschi abbandonati o inutilizzati presenti sul territorio
    cittadino;
  • secondo una recente ricognizione, sul territorio della Città di Torino sono presenti 334 chioschi,
    di cui soltanto 7 di proprietà comunale, mentre i restanti sorgono su suolo pubblico in forza di
    concessioni rilasciate a privati. Di questi, 106 sono relativi all’attività di bar/ristoro;
  • le concessioni in essere erano state rilasciate con carattere precario e senza una scadenza
    esplicita, condizione che ha di fatto cristallizzato una situazione di incertezza e paralisi
    gestionale, lasciando molti chioschi in stato di abbandono o degrado strutturale;
  • la ricognizione condotta dall’Amministrazione ha messo in evidenza la presenza di numerosi
    manufatti chiusi, deteriorati o non più funzionali, accanto a strutture ancora operative. Un
    panorama che evidenzia una gestione frammentaria e priva di un indirizzo strategico;
    CONSIDERATO CHE
  • solo ora si è scelto di avviare il processo di accessione al patrimonio comunale, ai sensi degli artt.
    934 e seguenti del Codice Civile, per quei chioschi non rivendicati o in stato di abbandono,
    passaggio indispensabile, anche se tardivo, per consentire una pianificazione più ordinata;
  • una volta acquisiti, si prevede di valutare la recuperabilità tecnica dei chioschi e, se possibile,
    procedere alla loro riassegnazione mediante bandi pubblici, con criteri che si annunciano ispirati
    a trasparenza e parità di trattamento, ma che ad oggi non risultano ancora definiti in dettaglio;
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  • i bandi, tuttavia, interesseranno solo quei chioschi per i quali sia già intervenuto un
    provvedimento di revoca o decadenza, limitando quindi l’intervento immediato a una porzione
    circoscritta del patrimonio urbano;
  • l’Amministrazione annuncia un piano graduale che comprende: acquisizione al patrimonio
    comunale, assegnazione tramite bando, obbligo di manutenzione da parte dei nuovi assegnatari e,
    dove necessario, abbattimento dei manufatti non più recuperabili. Si tratta, in ogni caso, di un
    primo tentativo – pur tardivo – di riorganizzare un ambito lasciato per troppo tempo nell’incuria;
  • questa operazione viene presentata come un’occasione per soggetti economici e associativi
    interessati alla gestione di spazi pubblici, ma è anche il riconoscimento implicito del degrado
    urbano accumulato e dell’assenza di una politica attiva sul tema da parte delle precedenti
    amministrazioni;
  • in questo contesto, è stata segnalata la situazione del chiosco sito in Corso Duca degli Abruzzi
    92/G, adibito a somministrazione di alimenti e bevande, ormai chiuso da tempo e in evidente
    stato di abbandono;
    INTERPELLA
    Il Sindaco e /o l’Assessore competente per sapere:
  1. se per tutti i chioschi dismessi ma ancora potenzialmente recuperabili sia già stata avviata – o
    completata – la procedura di accessione al patrimonio comunale, e in caso contrario quali siano
    le tempistiche previste;
  2. quali siano i criteri tecnici, amministrativi e temporali previsti per le prossime procedure di
    evidenza pubblica per la riassegnazione dei chioschi, e se esista un cronoprogramma operativo a
    riguardo;
  3. quale sarà la durata temporale prevista nei futuri bandi pubblici per la concessione del diritto di
    superficie sulle aree dei chioschi dismessi e se saranno introdotti vincoli di utilizzo o condizioni
    di decadenza legate al mancato rispetto degli obblighi di gestione e manutenzione;
  4. se relativamente al chiosco sito in Corso Duca degli Abruzzi 92/G sia stata effettuata una
    ricognizione puntuale sullo stato del manufatto e della concessione, se l’Amministrazione abbia
    verificato la volontà della proprietà di mantenerne l’uso, se risultino eventuali situazioni di
    morosità o insolvenze nei confronti della Città, e se siano già in corso (o programmati)
    provvedimenti di revoca o decadenza della concessione;
  5. se l’Amministrazione intenda estendere in futuro la possibilità di recupero anche ai chioschi per i
    quali non sia ancora intervenuto un provvedimento formale di revoca, ma che risultino
    inequivocabilmente abbandonati e da tempo fuori uso.
    Torino, 11/06/2025 LA CONSIGLIERA
    Firmato digitalmente da Federica Scanderebech

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