Oggi in Consiglio Comunale è stata discussa un’interpellanza presentata dalla Capogruppo di Forza Italia Federica Scanderebech che tratta una questione che sembra uscita da un bizzarro libro d’arte contemporanea: i semafori pedonali di Porta Palazzo mostrano “omini” luminosi piegati, inclinati e quasi coricati. Un quadro decisamente singolare, che però non è affatto una provocazione artistica, bensì un serio problema di trascuratezza in una delle zone più trafficate della città.
«La domanda è d’obbligo — ironizza la Capogruppo Scanderebech (FI) —siamo davanti a un’opera d’arte contemporanea che racconta, con grazia e originalità, le difficoltà dei torinesi ad arrivare a fine mese, oppure semplicemente a un segno di negligenza e mancata manutenzione da parte dell’Amministrazione?»
«Non è ammissibile — prosegue Scanderebech (FI) — che gli interventi vengano sempre e solo fatti dopo ripetute richieste dei cittadini, senza un piano di controlli programmati e regolari. Questo problema era già noto alla precedente Giunta, ma senza che si riuscisse a garantire interventi stabili e duraturi. Il risultato? Una città che sembra piegarsi sotto il peso della mancata cura e delle difficoltà ad andare avanti, proprio come i suoi “omini” luminosi.»
Aggiunge Scanderebech (FI) «Se questi segnali inclinati fossero solo un curioso dettaglio estetico, potremmo riderci sopra. Ma la realtà è che compromettono il decoro e la chiarezza della segnaletica, soprattutto in un’area così importante come Porta Palazzo, frequentata anche da molti turisti. L’Assessora Foglietta, durante la discussione in aula consiliare, ha ammesso che col passare degli anni e a causa di qualche inevitabile urto, le mascherine in plastica delle lampade semaforiche possono rompersi o ruotare, trasformando i nostri “omini” in veri e propri equilibristi. A questo si aggiunge che a Porta Palazzo, così come in altre zone della città, questi impianti hanno ormai superato i vent’anni di età. Se è vero che l’usura è un dato di fatto, non può però giustificare la trascuratezza e la mancanza di tempestività negli interventi: la manutenzione dovrebbe essere programmata con maggiore frequenza o, addirittura, si potrebbe valutare la sostituzione di questi impianti.»
«Questa interpellanza vuole essere un richiamo all’Amministrazione. — conclude Scanderebech (FI) —Basta con interventi sporadici e insufficienti: serve una presenza costante, una manutenzione programmata e un impegno serio per garantire un’immagine di città curata e decorosa. L’Amministrazione stessa ha riconosciuto l’importanza di migliorare la comunicazione con i cittadini, un passaggio fondamentale per superare la gestione emergenziale e garantire invece una presenza costante e attenta sul territorio. Bisogna impegnarsi affinché Torino non resti una città segnata da incuria e rassegnazione, ma diventi una città solida, fiera della sua storia, della sua gente e della vita quotidiana dei suoi abitanti.»


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