La sottoscritta Consigliera Comunale

PREMESSO CHE

  • l’interpellante con atto 564-2026 in data 9 luglio aveva sottoposto all’Amministrazione comunale la situazione relativa alla presenza continuativa di persone senza dimora nell’area porticata di corso Bolzano n. 47, prospiciente la stazione ferroviaria di Torino Porta Susa;
  • nella precedente interpellanza veniva evidenziato come l’area fosse interessata dalla presenza stabile di persone senza dimora, con materassi, coperte, indumenti, carrelli, bagagli e altri effetti personali, e come tale situazione ponesse questioni non soltanto sotto il profilo del decoro urbano, ma anche della fruibilità dello spazio pubblico, dell’igiene, della sicurezza percepita e, soprattutto, della necessità di garantire alle persone in condizioni di grave marginalità un effettivo percorso di presa in carico e di inclusione;
  • l’interpellanza n. 564-2026 chiedeva inoltre all’Amministrazione di indicare quali interventi fossero stati effettuati dai servizi sociali, dalle unità di strada e dagli altri soggetti competenti nell’area, quanti fossero stati gli interventi, quali gli esiti, quante persone fossero state prese in carico, quante avessero rifiutato l’accoglienza, quanti posti fossero disponibili e quali azioni strutturali fossero previste;

CONSIDERATO CHE

  • in risposta alla predetta interpellanza, l’Amministrazione ha illustrato, tra gli altri, il sistema dei “Servizi di prossimità e di primo contatto”, indicando espressamente il “Servizio Itinerante Notturno (Boa Urbana Mobile)”;
  • nella risposta viene testualmente affermato: “il Servizio è attivo tutti i giorni dell’anno dalle ore 18.00 alle ore 02.00, due équipe (formate da operatori OSS) si muovono sul territorio cittadino per contattare le persone senza dimora presso i luoghi di stanzialità ed offrire opportunità di relazione indirizzandole presso le case di ospitalità e i vari servizi di accoglienza. Inoltre, da novembre ad aprile, viene attivata una terza équipe di operatori per potenziare la tempestività del contatto con le persone in strada e il monitoraggio del territorio durante il periodo più freddo dell’anno”;
  • tale affermazione ha destato particolare attenzione e sorpresa nell’interpellante, soprattutto perché si tratta di un servizio descritto dall’Amministrazione come quotidiano, continuativo per 365 giorni all’anno, operativo per otto ore ogni notte e ulteriormente potenziato nel periodo più freddo dell’anno;
  • non si tratta, pertanto, secondo quanto dichiarato dall’Amministrazione, di un intervento emergenziale occasionale, ma di un vero e proprio servizio strutturato e continuativo di presidio del territorio;

RILEVATO CHE

  • la stessa Città di Torino, nel proprio Piano di accoglienza invernale 2025/2026, pubblicato il 25 novembre 2025, ha ufficialmente dichiarato che il Servizio Itinerante Notturno, denominato Boa Urbana Mobile, è:
  • attivo tutti i giorni dell’anno;
  • operativo dalle ore 18.00 alle ore 02.00;
  • composto da due équipe di operatori OSS;
  • potenziato nel periodo più freddo con una terza équipe;
  • finalizzato a intercettare le persone senza dimora nei luoghi di stanzialità;
  • finalizzato a indirizzarle verso le case di ospitalità e gli altri servizi;
  • la stessa comunicazione istituzionale precisa inoltre che il servizio è parte delle Unità di Strada e di Prossimità della Città e che il centro servizi di via Sacchi costituisce la base operativa del servizio;
  • una analoga descrizione è stata pubblicata anche dalla Diocesi di Torino nel gennaio 2026, che indica la Boa Urbana Mobile come servizio attivo tutti i giorni dell’anno dalle 18 alle 2, con due équipe di operatori OSS, potenziate nel periodo più freddo;
  • il servizio, quindi, non risulta essere una denominazione occasionale o meramente amministrativa, ma un’attività che viene pubblicamente presentata da diversi anni come parte integrante del sistema cittadino di contrasto alla grave marginalità;

CONSIDERATO INOLTRE CHE

  • la ricerca documentale evidenzia che il Servizio Itinerante Notturno Boa Urbana Mobile è presente nella programmazione sociale della Città di Torino da molti anni;
  • già nella documentazione relativa alla Città di Torino del 2015 si legge che i servizi di prossimità e di strada, diurni e notturni, costituivano servizi strategici per il primo contatto con le persone senza dimora e che la Boa Urbana Mobile interveniva anche sulle segnalazioni provenienti da privati cittadini, Forze dell’Ordine, 118 e gruppi di volontariato;
  • nella medesima documentazione venivano indicati, per il 2015, 1.202 soggetti intercettati dal Servizio Itinerante Notturno che avevano dormito almeno una notte nei posti di emergenza dei dormitori;
  • la Caritas Diocesana di Torino, in una propria pubblicazione, descriveva a sua volta la Boa Urbana Mobile come un servizio comunale itinerante finalizzato ad intercettare le persone che vivono in strada e a proporre loro strutture di ospitalità notturna, indicando altresì la presenza di soggetti del Terzo settore incaricati della gestione del servizio;
  • anche la rete ONDS – Osservatorio Nazionale della Solidarietà nelle Stazioni – indica per Torino il Servizio Itinerante Notturno Boa Urbana Mobile come servizio di monitoraggio del territorio e di contatto delle persone senza dimora presenti in strada, con proposta di accoglienza presso le strutture cittadine;
  • risulta quindi particolarmente importante comprendere quale sia, oggi, l’effettivo livello di attività del servizio, quali siano le risorse impiegate, quali i costi sostenuti dalla collettività e quali risultati concreti siano stati prodotti;

RILEVATO CHE

  • la questione assume ulteriore rilevanza alla luce delle notizie di stampa relative alla presenza di persone senza dimora nelle aree prossime alle stazioni ferroviarie;
  • la stampa locale ha evidenziato, in particolare, come le stazioni di Porta Susa e Porta Nuova costituiscano poli di attrazione per le persone che vivono in strada, riportando, sulla base dei dati riferiti dall’Assessore alle Politiche sociali in risposta ad un’altra interpellanza, la presenza di 228 persone che vivevano in strada, con una forte concentrazione nel centro cittadino e in particolare nelle aree delle due stazioni;
  • la questione della presenza di persone senza dimora nelle aree di Porta Susa era stata evidenziata anche in precedenti occasioni, dove veniva riportata la presenza di persone senza tetto nell’area dell’ex stazione di Porta Susa e si segnalava come materassi, rifiuti e bottiglie interessassero anche l’area antistante piazza XVIII Dicembre;
  • si tratta dunque di un fenomeno conosciuto, documentato e oggetto di interventi pubblici da molti anni;

CONSIDERATO INOLTRE CHE

  • nonostante la descrizione estremamente precisa fornita dall’Amministrazione circa l’operatività della Boa Urbana Mobile, è pervenuta all’interpellante la testimonianza di un cittadino che da diverso tempo presta attività di volontariato presso la Croce Rossa Italiana, anche attraverso interventi notturni rivolti a persone senza dimora;
  • tale cittadino ha riferito all’interpellante di non avere mai avuto modo, nel corso dei numerosi anni di attività volontaria e degli interventi notturni effettuati sul territorio, di incontrare o vedere le équipe della Boa Urbana Mobile negli orari nei quali, secondo quanto affermato dall’Amministrazione, esse dovrebbero essere quotidianamente operative;
  • è doveroso precisare che tale testimonianza non viene assunta come prova dell’eventuale mancato svolgimento del servizio;
  • la testimonianza, tuttavia, appare sufficientemente significativa da rendere necessaria una verifica puntuale e documentale, anche perché il cittadino in questione opera proprio in un settore nel quale, per natura dell’attività svolta, potrebbe ragionevolmente entrare in contatto con le unità comunali impegnate nel medesimo ambito durante le ore notturne;
  • non si intende pertanto contrapporre la percezione di un singolo volontario alla documentazione dell’Amministrazione, al contrario, si ritiene necessario che sia la documentazione amministrativa e gestionale del servizio a consentire di chiarire in modo inequivocabile:
  • se le équipe siano effettivamente presenti ogni notte;
  • quali siano i loro orari effettivi;
  • quali mezzi utilizzino;
  • quali aree della città percorrano;
  • quante persone vengano effettivamente intercettate;
  • quante vengano effettivamente accompagnate ai servizi;
  • quanti contatti si trasformino in una presa in carico;
  • quanti interventi si concludano con un rifiuto dell’accoglienza;
  • quali siano i risultati conseguiti.

RILEVATO ALTRESI’ CHE

  • emerge una ulteriore questione che merita un chiarimento formale;
  • nella risposta all’interpellanza viene indicato che la terza équipe viene attivata “da novembre ad aprile”;
  • nel comunicato ufficiale della Città di Torino relativo al Piano di accoglienza invernale 2025/2026, invece, il potenziamento viene indicato come operante “da novembre a marzo”;
  • anche la comunicazione della Diocesi di Torino relativa all’inverno 2025/2026 riporta il medesimo riferimento al periodo più freddo, collegato alla stagione invernale; 
  • é quindi necessario che l’Amministrazione chiarisca quale sia il dato corretto e quale documento costituisca il riferimento operativo e contrattuale;

CONSIDERATO CHE

  • l’operatività dichiarata – tutti i giorni dell’anno, dalle 18.00 alle 02.00 – comporta un impegno organizzativo ed economico non trascurabile;
  • otto ore al giorno per 365 giorni significano 2.920 ore annue di servizio per ciascuna équipe;
  • qualora le due équipe ordinarie siano effettivamente operative contemporaneamente ogni giorno, si tratta di almeno 5.840 ore annue di presenza delle équipe, alle quali devono essere aggiunte le ore relative all’eventuale terza équipe nel periodo di potenziamento;
  • qualora, inoltre, come riportato da fonti giornalistiche e documentali riferite al servizio, ciascuna équipe sia composta da due operatori, l’impegno complessivo in termini di ore-uomo risulta ulteriormente significativo;
  • proprio per questo appare indispensabile che il Consiglio comunale possa conoscere non soltanto l’esistenza formale del servizio, ma anche la sua effettiva intensità operativa;

RITENUTO CHE

  • a fronte della dichiarazione dell’Amministrazione secondo cui il servizio opera tutti i giorni dell’anno dalle ore 18.00 alle ore 02.00, sia legittimo e necessario chiedere dati concreti che consentano al Consiglio comunale di verificare l’effettiva attuazione del servizio;
  • che la verifica non debba riguardare soltanto il dato quantitativo relativo alle persone incontrate, ma anche l’effettivo risultato dell’attività, distinguendo tra:
  • persone semplicemente incontrate;
  • persone con le quali sia stato avviato un colloquio;
  • persone alle quali sia stata proposta una soluzione di accoglienza;
  • persone che abbiano accettato;
  • persone accompagnate fisicamente presso una struttura;
  • persone che abbiano rifiutato;
  • persone non trovate presso il luogo abituale;
  • persone successivamente prese in carico dai servizi sociali;
  • persone per le quali sia stato attivato un percorso sanitario o sociale;
  • eventuali interventi di emergenza sanitaria;
  • eventuali ulteriori esiti documentabili;

RITENUTO INFINE CHE

  • proprio per verificare quanto affermato dall’Amministrazione, sia opportuno prendere in esame due distinti periodi campione particolarmente significativi:
  • dal 23 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026, comprendente il periodo natalizio, Capodanno e l’Epifania, caratterizzato da numerose giornate festive;
  • e dal 25 gennaio 2026 al 5 febbraio 2026, periodo ricadente nel cuore dell’inverno e quindi particolarmente significativo sotto il profilo delle condizioni meteorologiche e del rischio per le persone costrette a dormire all’aperto;
  • per ciascuno dei giorni sopra indicati appare necessario conoscere non soltanto il totale complessivo del periodo, ma il dato giornaliero, così da consentire una reale verifica dell’effettiva continuità del servizio;
  • se un servizio pubblico viene dichiarato operativo ogni notte, per tutto l’anno, e viene destinata a tale attività una quantità significativa di risorse pubbliche, il Consiglio comunale deve poter conoscere:
  • se il servizio viene realmente effettuato;
  • con quale frequenza;
  • da quante persone;
  • con quali mezzi;
  • in quali zone;
  • con quali risultati;
  • con quale costo;
  • attraverso quale rapporto contrattuale o convenzionale;
  • con quale sistema di monitoraggio e attraverso quali indicatori di efficacia;
  • la verifica appare tanto più necessaria alla luce della situazione di grave marginalità che continua a manifestarsi in diverse aree della città;
  • nel febbraio 2026, infatti, la stampa locale riferiva di 228 persone presenti stabilmente in strada e di un elevato livello di utilizzo delle strutture di accoglienza;
  • ne consegue che il tema è quanto Boa Urbana Mobile riesca concretamente ad intercettare le persone, a proporre loro un’alternativa alla strada e ad accompagnarle verso un percorso di presa in carico;

INTERPELLA

il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. se sia confermato che il Servizio Itinerante Notturno – Boa Urbana Mobile sia effettivamente operativo tutti i giorni dell’anno, compresi sabati, domeniche, festività nazionali e festività locali, dalle ore 18.00 alle ore 02.00;
  2. se per ogni singola giornata dell’anno siano previste effettivamente due équipe contemporaneamente operative sul territorio;
  3. qualora una o entrambe le équipe non siano state operative in una o più giornate, quali siano state le date, le motivazioni e con quali modalità sia stato eventualmente garantito il servizio sostitutivo e se esista un registro giornaliero delle presenze e dei turni degli operatori;
  4. se esistano rapporti giornalieri, schede di servizio, rapporti di uscita, registri degli interventi o altra documentazione amministrativa idonea a dimostrare l’effettiva presenza sul territorio delle équipe;
  5. quanti operatori risultino complessivamente necessari per garantire la copertura del servizio 365 giorni l’anno, tenuto conto di ferie, malattie, riposi, assenze e sostituzioni;
  6. per quale motivo nella risposta all’interpellanza n. 564/2026 sia indicato che la terza équipe viene attivata “da novembre ad aprile”, mentre nel comunicato ufficiale della Città relativo al Piano invernale 2025/2026 il potenziamento risulta indicato da novembre a marzo e quale delle due indicazioni sia quella corretta;
  7. qual è stato il costo complessivo annuo sostenuto dalla Città di Torino per il Servizio Itinerante Notturno Boa Urbana Mobile nel 2025 e il costo complessivo sostenuto nell’anno 2026 fino alla data di risposta alla presente interpellanza;
  8. se nel costo del servizio siano comprese maggiorazioni per lavoro notturno, festivo o prefestivo;
  9. se il servizio sia finanziato esclusivamente con risorse comunali oppure anche mediante fondi regionali, statali, PNRR, fondi europei o altre fonti di finanziamento e qualora siano presenti finanziamenti esterni, quale sia l’importo di ciascuna fonte;
  10. se siano previste penali o decurtazioni economiche nel caso in cui il servizio non venga effettuato secondo quanto previsto dal contratto o dalla convenzione e, in caso affermativo, se tali penali o decurtazioni siano mai state applicate nell’ultimo biennio;
  11. quante persone senza dimora siano state complessivamente contattate dalla Boa Urbana Mobile nell’anno 2025;
  12. quante persone siano state contattate nel 2026 fino alla data di risposta alla presente interpellanza;
  13. di queste persone di cui ai punti 11 e 12, quante siano state indirizzate:
  • verso una struttura di accoglienza;
  • effettivamente accompagnate presso una struttura;
  • abbiano accettato l’offerta di accoglienza ma non siano state accompagnate;
  • abbiano rifiutato l’accoglienza;
  • quante siano state successivamente prese in carico dai servizi sociali;
  • quante siano state indirizzate verso servizi sanitari;
  • quanti interventi abbiano comportato il ricorso al 118, alle Forze dell’Ordine o ad altri servizi di emergenza;
  1. quanti interventi siano stati effettuati nel periodo 23 dicembre 2025 – 6 gennaio 2026 suddivisi per giorno;
  2. quanti interventi siano stati effettuati nel periodo 25 gennaio 2026 – 5 febbraio 2026 suddivisi per giorno;
  3. se l’Amministrazione sia a conoscenza del fatto che operatori e volontari di organizzazioni che effettuano attività notturna a favore delle persone senza dimora possano non incontrare sistematicamente le équipe della Boa Urbana Mobile, se esistano protocolli di coordinamento operativo tra la Boa Urbana Mobile, la Croce Rossa Italiana, le altre organizzazioni di volontariato, il 118, le Forze dell’Ordine e gli altri servizi che operano nelle ore notturne e se siano previste comunicazioni o segnalazioni reciproche tra tali soggetti.

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