La sottoscritta Consigliera Comunale

PREMESSO CHE

  • con Interpellanza n. 212 – 2026 del 12 marzo 2026 erano state sottoposte all’Amministrazione le condizioni della segnaletica orizzontale relativamente alle strisce pedonali presenti in piazza Stampalia risultate fortemente sbiadite e quindi scarsamente visibili;
  • in data 24 aprile 2026 la sottoscritta ha ricevuto risposta scritta da parte degli uffici competenti della Città;
  • nella suddetta risposta, l’Ufficio Segnaletica della Città ha riferito che: “(…) sulla piazza Stampalia, limitatamente all’intersezione con via Lanzo, l’ultimo intervento di ripasso della segnaletica orizzontale eseguito per conto GTT risale alla metà del 2024 ed è stato corrispondente ad una spesa pari a circa 1.500 Euro”;
  • la risposta prosegue, spiegando che la durabilità delle pitture sarebbe fortemente influenzata da molteplici fattori esterni e, tra questi, vengono indicati “la temperatura dell’aria e della pavimentazione, l’umidità dell’aria, la presenza e velocità del vento”;
  • la stessa risposta precisa inoltre (riporto testuali parole): “la garanzia richiesta per la pittura spartitraffico tradizionale a base solvente, in analogia con i contratti lavori gestiti direttamente dalla Città, risulta pari a 6 mesi. Tuttavia l’esperienza dimostra che tale termine può risultare inferiore per l’incidenza dei fattori esterni sopra indicati”;
  • tale affermazione porta inevitabilmente a interrogarsi sull’effettiva convenienza di utilizzare un materiale la cui durata garantita è di soli sei mesi e che, secondo quanto riferito dagli stessi uffici, può avere una durata ancora inferiore, causa molteplici fattori, tra cui l’umidità e il vento;

CONSIDERATO CHE

  • nella medesima risposta viene comunicato che GTT avrebbe previsto, per l’anno 2026, di effettuare campionature e test di materiali differenti dalla tradizionale vernice spartitraffico a base solvente;
  • in particolare, viene indicato il possibile utilizzo di pitture bi-componenti a freddo, di varie composizioni, o con stesura manuale;
  • la risposta precisa che i costi di tali materiali e lavorazioni sono stimati “fino a 8 volte superiori alla pittura tradizionale”;
  • tali indicazioni suscitano perplessità all’interpellante ma anche agli esperti del settore, soprattutto alla luce della durata estremamente contenuta attribuita alla segnaletica tradizionale;
  • a titolo esemplificativo, prendendo a riferimento i prezzi riportati nel Prezzario regionale per lavorazioni analoghe nell’ambito di un appalto pubblico, il costo della segnaletica orizzontale con vernice tradizionale risulta indicativamente pari a 6,50 euro/m², mentre per materiali differenti il costo può arrivare indicativamente a 36 euro/m², vale a dire circa 5,5 volte il costo della lavorazione tradizionale e non 8 volte come citato nella risposta;
  • sulla base di un calcolo meramente indicativo, i 1.500 euro dichiarati come spesa per l’intervento effettuato in piazza Stampalia sembrerebbero corrispondere a una superficie significativamente superiore (almeno 230 m²) a quella che, a una prima valutazione, parrebbe necessaria per il semplice ripasso dell’attraversamento pedonale di cui all’interpellanza;
  • tale circostanza rende opportuno conoscere con precisione quale superficie sia stata effettivamente trattata, quale sia stato il costo unitario e quali ulteriori lavorazioni o oneri abbiano concorso alla determinazione della spesa complessiva;

RILEVATO CHE

  • desta particolare perplessità il riferimento alla presenza e velocità del vento quale uno dei fattori che possono incidere sulla durata della segnaletica orizzontale;
  • naturalmente, temperatura, umidità, caratteristiche della pavimentazione, traffico veicolare e pedonale, modalità di applicazione e condizioni di posa possono certamente incidere sulla durabilità di una pittura stradale;
  • tuttavia, appare necessario comprendere in termini tecnici e misurabili in quale modo e in quale misura il vento incida concretamente sulla perdita di aderenza, sull’usura o sulla visibilità della segnaletica orizzontale una volta correttamente applicata e asciugata;
  • diversamente, il richiamo generico al vento rischia di diventare una spiegazione difficilmente verificabile rispetto alla reale causa del deterioramento;
  • se davvero il vento incide così tanto sulla durata delle strisce pedonali ci si chiede come facciano a Trieste, città italiana considerata più ventosa d’Italia, dove la famosa Bora, il vento da nordest che viene incanalato dal Carso, ha raggiunto raffiche in passato sino a 168 km/h (2012);
  • se davvero il vento incide così tanto sulla durata delle strisce pedonali ci si chiede come facciano a Capo Frasca, in Sardegna, dove uno studio ISPRA riporta che il maestrale ha una velocità media annua di 6,4 m/s, cioè circa 23 km/h di media annua giornaliera;
  • se davvero il vento incide così tanto sulla durata delle strisce pedonali ci si chiede come facciano in Nuova Zelanda, dove, grazie alla sua posizione nelle Roaring Forties, alle forti correnti occidentali dell’emisfero australe e alla conformazione delle isole forse non esistono le strisce pedonali perché durerebbero solo alcuni giorni;

RILEVATO INOLTRE CHE

  • la questione appare particolarmente significativa per una Città come Torino, nella quale sono numerose le superfici murarie esposte per anni agli agenti atmosferici, comprese le innumerevoli scritte vandaliche e graffiti che, evidentemente, non risultano cancellati dal medesimo vento che dovrebbe contribuire a ridurre in tempi particolarmente brevi la visibilità delle strisce pedonali;
  • senza voler mettere in discussione l’esistenza di molteplici fattori ambientali che possono concorrere al deterioramento delle pitture stradali, appare quindi opportuno che l’Amministrazione fornisca dati tecnici oggettivi e non si limiti a richiamare genericamente condizioni atmosferiche;
  • il problema non riguarda esclusivamente l’aspetto estetico della segnaletica, ma soprattutto la sicurezza degli attraversamenti pedonali;
  • una segnaletica orizzontale poco visibile può ridurre la percezione dell’attraversamento da parte degli automobilisti e degli altri utenti della strada;

CONSIDERATO INFINE CHE

  • se una lavorazione del costo di circa 1.500 euro può deteriorarsi in un periodo inferiore a sei mesi, diventa necessario verificare se il rapporto tra costo, durata e qualità del risultato sia effettivamente conveniente per la Città;
  • l’eventuale passaggio a materiali con costi fino a cinque/sei/otto volte superiori può essere giustificato soltanto a fronte di una durata significativamente maggiore, di una migliore visibilità e di una comprovata riduzione dei costi di manutenzione nel medio – lungo periodo;
  • non appare pertanto sufficiente conoscere il maggior costo iniziale dei materiali alternativi, ma occorre confrontarne il costo complessivo del ciclo di vita, considerando durata effettiva, frequenza dei ripassi, prestazioni e costi di manutenzione;

INTERPELLA

il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. se l’Amministrazione disponga di dati, rilievi o studi tecnici che consentano di quantificare l’incidenza specifica del vento sulla durata della segnaletica orizzontale e se, in particolare, sia possibile indicare quale velocità del vento, quale frequenza e quale esposizione siano necessarie affinché tale fattore determini una riduzione significativa della conservazione della pittura;
  2. se l’Amministrazione, come riportato nella risposta all’interpellanza 212, abbia proceduto durante l’anno alle sperimentazioni con campionature di materiali differenti dalla vernice spartitraffico a base solvente, normalmente utilizzata, dove siano state eseguite queste sperimentazioni e quali siano stati gli esiti;
  3. se ritenga congruo che un intervento di ripasso della segnaletica pedonale possa avere una durata inferiore a sei mesi e, in caso affermativo, quale sia la motivazione tecnica ed economica che giustifichi tale scelta;
  4. se l’Assessora Foglietta, che ha firmato la lettera di accompagnamento alla risposta preparata dagli uffici sia a conoscenza di altri incroci dove, a causa dell’incidenza del vento, la durabilità della segnaletica prevista dalla garanzia si sia conservata meno rispetto al termine dei sei mesi;
  5. nell’ultimo triennio, quanto sia stato speso in totale per il rifacimento delle strisce pedonali nel territorio torinese suddiviso per anno e, quale parte di questa somma – suddivisa per anno – sia stata spesa nuovamente per il rifacimento delle strisce in quanto giunte a sbiadimento;
  6. quale sia l’esatta superficie, espressa in metri quadrati, della segnaletica orizzontale ripassata in piazza Stampalia, limitatamente all’intersezione con via Lanzo, nell’intervento eseguito a metà del 2024 ed oggetto della risposta all’interpellanza 212 – 2026 citata;
  7. quali siano state nel dettaglio le lavorazioni eseguite, le quantità di materiale impiegate, il costo unitario applicato e le eventuali ulteriori voci di spesa che hanno portato alla cifra complessiva di circa 1.500 euro.

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